Elisabetta Benassi, Beatrice, 2021, pennarello su libro, 13,3 x 19,8 cm. Photo courtesy Simon d'Exéa.

Museo Barraco: “La Vita Nova. L’amore in Dante nello sguardo di 10 artiste”

Una mostra insolita dedicata ad uno dei capolavori letterari di Dante e in occasione delle celebrazioni dei setteanni dalla scomparsa del Sommo Poeta.

Ha appena aperto al pubblico La Vita Nova. L’amore in Dante nello sguardo di 10 artiste: un progetto speciale dedicato alla figura femminile di Beatrice reinterpretata attraverso il lavoro di dieci artiste contemporanee. Visibile fino al 19 settembre 2021 presso il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco di Roma, la mostra è realizzata grazie al Comitato Nazionale delle Celebrazioni Dantesche 2021 istituito dal MIC Ministero dei Beni Culturali, promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e vanta del sostegno della Fondazione Donnaregina di Napoli mentre i servizi museali sono a cura di Zètema Progetto Cultura. 

Ideata e curata da Alessandra Mammì, l’esposizione – prodotta dal Centro Studi Roccantica, associazione culturale interdisciplinare fondata da Ileana Florescu nel 2018 – nasce come progetto itinerante in quanto dal 19 settembre 2021 approderà a Napoli presso il Museo Madre. Prendendo spunto dal celebre testo giovanile di Dante Alighieri la mostra si propone di porre all’attenzione del visitatore dieci differenti opere ispirate a “La Vita Nova” commissionate alle dieci artiste partecipanti: Micol Assaël (Roma, 1979), la fotografa Letizia Battaglia (Palermo, 1935), Elisabetta Benassi (Roma, 1966), Marta dell’Angelo (Pavia, 1970), l’artista e film-maker Rä di Martino (Roma, 1975), Giosetta Fioroni (Roma, 1932), Marzia Migliora (Alessandria, 1972), Sabina Mirri (Roma, 1957), Elisa Montessori (Genova, 1931) e un’opera di arte visiva della poetessa Patrizia Cavalli (Todi, 1947).

Diverse sia per generazione di appartenenza sia per modalità espressiva impiegata, ognuna delle dieci creative si è soffermata su una specifica tematica che ruota attorno al capolavoro letterario rileggendolo secondo le proprie peculiarità e sensibilità artistiche. Dalla celebrazione dell’amore all’apparizione; dalla santificazione della donna amata al connubio amore e morte; dall’elevazione spirituale alla ricerca di Dio attraverso l’amore terreno fino alla crudeltà dell’amore apparso nell’inquietante sogno effettuato da Dante che immagina Beatrice nell’atto di mangiare il suo cuore. Contenuti, questi, rielaborati attraverso una ricerca visiva intima nata, dalle artiste dalla seconda metà del Novecento in poi, a partire dalla propria esperienza personale. Novità che ben si armonizza con le trasformazioni visibili nel testo dantesto ove la forma autobiografica dà luogo ad una sorta di diario che indaga il sentimento d’amore e lo distilla in un’opera letteraria dai forti elementi visivi.

Finalità di La Vita Nova. L’amore in Dante nello sguardo di 10 artiste è offrire un confronto fra la contemporanea sensibilità di un’artista donna e l’eternità di un testo che, al di là delle tante interpretazioni mistiche, esoteriche e
allegoriche, resta un paradigma del discorso d’amore nella cultura d’Occidente. All’interno della sede museale, ideata da Antonio da Sangallo e donata alla città di Roma dallo stesso collezionista Giovanni Barracco a causa della mancanza di eredi, l’esposizione s’interseca tra le sculture d’arte classica e del Vicino Oriente e le pitture a fresco d’epoca romana. Uno scenario insolito in cui le opere d’arte contemporanee si armonizzano al resto della collezione contenuta creando uno spazio intimo e insieme corale, pieno di suggestioni.

Micol Assaël risponde al testo di Dante attraverso una riflessione sul tempo: costruisce con tracce, biglietti, frammenti recuperati dai suoi viaggi e dalla sua vita quotidiana, pagine di un diario dalla cronologia imperfetta. Mentre Letizia Battaglia traduce in storia contemporanea l’incontro fra Dante e Beatrice ritraendo nella sua fotografia in bianco e nero tre donne: una figura femminile, resa eterna dalla levigata e rarefatta scultura di Eleonora d’Aragona (opera
del Laurana), circondata da due “gentildonne” ovvero Rosaria Schifani, (vedova di Vito, agente di scorta di Giovanni Falcone) e la dolcezza mediterranea di un angelo bambina. Elisabetta Benassi propone una performance collettiva che concettualmente chiude il cerchio di una mostra che parte da un libro e si diffonde in forma di libro. Il poeta Patrizia Cavalli ha prodotto per l’occasione un’opera visiva che gioca a partire dai propri versi con la figura della Musa,
l’etimologia della parola, la scrittura automatica e la danza fra verso e colore. La pittura di Marta dell’Angelo è un invito al superamento della dicotomia tra corpo e mente prendendo spunto dal paragrafo in cui Dante parla per la prima volta del corpo dell’amata, privo di vita e accudito dalle altre donne: il drammatico passaggio dalla vita alla morte è delicatamente rappresentato nonostante la forte fisicità della figure. Imponente il lavoro di Rä Di Martino che propone un dialogo tra le foto del paesaggio lunare, messe a disposizione dalla Nasa, e le sagome di un uomo e una donna ritagliate in foglia d’oro. Le opere di Giosetta Fioroni trasmettono un linguaggio immediato ed eloquente che intreccia le emozioni con forme e simboli popolari dai cuori ai fiori e codifica un moderno romanticismo insieme alla
rivendicazione di codici femministi. L’omaggio di Marzia Migliora all’organizzazione indiana Navdanya, che propone modelli di agricoltura sostenibile e promuove il miglioramento della condizione femminile, è un invito a spostare lo sguardo dalla donna angelicata alla donna che lavora nei campi rendendola un essere vivente autonomo fatto di corpo e mentis. Sabina Mirri ritrae pittoricamente il Sommo Poeta tracciandolo nel segno secco delle miniature medievali e dotandolo di corona e i molti seni tipici delle arcaiche divinità. Infine, Elisa Montessori insegue Beatrice nella Commedia per incontrare il suo pensiero e tradurre, con inchiostri e smalti, i versi in cui l’angelica creatura ritrova nel Paradiso una propria voce.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da All’Insegna del Mare, la casa editrice fondata nel 2019 dal Centro Studi Roccantica assieme a Franco Cardini e Roberto Mancini. Corredato da un intervento storico-critico della curatrice Alessandra Mammì e da un testo firmato dall’italianista e professore all’ Università per Stranieri di Perugia, Floriana Calitti.

La Vita Nova. L’amore in Dante nello sguardo di 10 artiste

Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco 

Fino al 19 settembre 2021

ingresso gratuito

http://www.museiincomuneroma.it/

Ufficio Stampa: Santa Nastro snastro@gmail.com

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu