Lavinia Turra e Sergia Avveduti alla Maison Lavinia Turra. Foto Daniele Franchi

Lavinia Turra

Lo scorso 12 ottobre, alla Maison Lavinia Turra, è stata inaugurata “Svolgere, Riavvolgere” personale di Sergia Avveduti. In questa occasione abbiamo intervistato Lavinia Turra.

Maison Lavinia Turra è sinonimo di classe e pregevolezza. È sinonimo dell’eleganza e della qualità del Made in Italy. Le creazioni di moda di Lavinia Turra spiccano per raffinatezza, posseggono un gusto di bellezza antica ed al contempo qualcosa di estremamente contemporaneo, da sempre hanno attirato la mia attenzione, il desiderio di indossare quelle linee fluide come acqua, frutto di una mano estremamente sapiente nel valorizzare i contorni di un corpo femminile. Conoscere Lavinia è stato un piacere ed una gioia. Una donna che pare un perfetto mix di dolcezza e di forza, di morbido accoglimento e di tenacia nel portare avanti un’ Idea, un Progetto. Il Suo Progetto. Già da un po’ di tempo Lavinia Turra ha avuto l’intuizione di aprire la sede splendida della Maison a momenti di arte contemporanea, con uno speciale focus sul talento delle donne.

La mostra Svolgere, Riavvolgere di Sergia Avveduti, a cura di Marinella Paderni, indaga la sostanza dell’Infrasottile, qualità intrinseca del mondo, spesso ineffabile, fuggevole, acquisibile attraverso la possibilità umana di percezione del non-visibile, attraverso l’audacia dell’intuizione. Dipinti inediti, sculture turgide, fotografie e un video, auscultano e restituiscono il senso del tempo, il rapporto tra natura e architettura umana, il suono come espressione misteriosa (perché invisibile) della materia nello spazio. I segni lievi, la tavolozza cromatica morbida, le profusioni di memorie effuse, mi ricordano i Birds in the night di Verlaine, mi parlano un linguaggio magico ed al tempo stesso esatto.

Serena Ribaudo: Lavinia Turra, come e quando nasce l’intuizione di commistionare moda e arte contemporanea?

Lavinia Turra: La mescolanza con l’arte parte da tanti anni addietro… con la mia collaborazione con Mustafa (Sabbagh).
Come sai per anni (20) lui è stato artefice della mia immagine, interpretando nel suo immaginario il mio prodotto come solo lui ha saputo fare.
Ad un certo punto è venuto naturale pensare di trasformare due sue opere, un mare blu di notte, ed un cielo grigio di nuvole in due tessuti di seta.
Da lì è partita l’idea che l’arte potesse diventare qualcosa che faceva parte, intimamente, di un mio capo e sono nate le collaborazioni con Sara Dell’ Onza che lavorò con il torchio a mano su una serie di capi o con Annalù che lavorò usando la resina e cristallizzando voli di farfalle su altri e via via fino ad arrivare più recentemente ai dipinti a mano di Mirta Tagliati o alle stampe fotografiche di Alessandra Calò sugli abiti e le bluse di seta.

S.R. In questo momento hai privilegiato collaborazioni con artiste donne. Come mai questa scelta?

L.T. Ho fatto nascere un luogo che è un salotto, oltre che un atelier, dove le donne si trovano, si provano, ridono, scherzano, si “confessano”, cercano consigli e confronto, mi è venuta naturale la scelta di dedicare lo spazio a loro. Non è chiaramente una scelta sessista ne sarà probabilmenteuna scelta  definitiva ma è stato piuttosto seguire un impulso con naturalezza.

S.R. Quale la mostra in corso?

L.T. Sergia Avveduti con la curatela di Marinella Paderni.

S.R. Quale altresì il prossimo appuntamento?

L.T. Per Arte Fiera un progetto che amo tantissimo: Secret Garden di Alessandra Calò e a seguire in primavera le installazioni tessili di Gloria Campriani.

S.R. Quali i prossimi progetti personali di Lavinia Turra e della Maison?

L.T. La Maison dall’anno 2023 ha scelto di non servire più le boutiques. Per preservare il 100% made in Italy, il tessuto di qualità mantenendo un prezzo accessibile , l’unica visione possibile è stato quello di diventare un brand indipendente, di accorciare la filiera distributiva ed andare direttamente al pubblico finale saltando il passaggio intermedio. Lo abbiamo fatto con il nostro atelier, tramite la vendita su Instagram e con Popup che andiamo fare nelle varie città.
Un’esperienza nuova e stimolante.

Serena Ribaudo

Serena Ribaudo vive tra Palermo e Firenze. È saggista, storico dell'arte. Si occupa dell'organizzazione e del coordinamento curatoriale, scientifico e tecnico di mostre d'arte contemporanea presso organismi pubblici e privati. Ha dedicato la sua attività più recente alla curatela di mostre ed eventi artistici all'interno di sedi storiche al fine di una maggiore valorizzazione del dialogo tra arte contemporanea e patrimonio artistico-architettonico del passato