IABO 20th. Oltre la street art

Fino al 9 marzo 2023 sarà possibile visitare presso il PAN Palazzo delle Arti di Napoli, la mostra antologica di Iabo a cura di Annalisa Ferraro, promossa da DADART e dalla Fondazione Silvia Ruotolo onlus.

Vent’anni di carriera dell’artista sono racchiusi in un potente compendio espressivo – caratteristica imprescindibile del suo stile comunicativo – che si impadronisce del luogo ospitante. IABO 20th è un’esposizione maestosa che illustra una ricerca artistica identificabile; la tela è un supporto da cui Iabo si allontana per invadere lo spazio: azione naturale che rimanda al suo esordio da street writer. Le sue opere non sono definibili entro i limiti delle pareti, regna l’anarchia del confine e la narrazione procede in linee, segni, elementi e scritte, fagocitando l’ambiente date le installazioni multidimensionali.

Con ironia e spontaneità, Iabo racconta le iniquità della società attuale intrisa di contraddizioni e paradossi, invitando il visitatore a salire sulla giostra di riflessioni incalzanti, le quali ribaltano il punto di vista. La mostra, che occupa ben sette sale, illustra gli sviluppi della sua arte mista di culture i cui personaggi iconici raffigurati, sono impostati in profili cubici come geometrie architettoniche dove le campiture piene di colore fanno tuonare il pop.

La corrente della street art, dai muri della periferia di New York che negli anni ’70 ne vedono la nascita, viene trascinata da Iabo in un processo di musealizzazione che “urbanizza” il PAN e si fa fenomeno consolidato per un contesto di fruizione inconsueto – e da cui di solito si affranca – senza ridefinire il senso sociale. 

La street art a cui siamo abituati a dare una rappresentazione entra in relazione con gli elementi della città (muri, portoni, saracinesche, palazzi in disuso) innestandosi nel tessuto urbano. Questa visione usuale viene scartocciata e rivista completamente nelle mani di Iabo che guarda ai meccanismi semiotici, ri-scrivendo una rifunzionalizzazione. E d’altronde come scriveva il filosofo statunitense Thoreau: “Il mondo non è altro che una tela per la nostra immaginazione”, dunque sarebbe riduttivo fermarsi qui.