Topazia Alliata? “Arsura. Donna alla fonte”?, 1931?, Firmato in basso a destra? olio su tavola, cm 133x81.

Arsura. Donna alla fonte

Una storia piena di pathos e intrisa di dubbi

Mi rendo conto di quanto sia antica la mia passione per l’arte rileggendo alcune dediche nei miei libri, come quello di Ignazio Buttitta che nel 1974 scrive: A Gnaziu, ca camina nto mari e non affunna; con questo tipo di dedica potrei andare avanti a lungo, se non fosse che non li ritengo utili a ciò di cui voglio parlare: “Arsura. Donna alla fonte”, dipinto esposto al Museo Guttuso di Bagheria. Infatti, autore, titolo e anno, secondo me sono errati; ma se lo dicessi tout court rischierei di opacizzare ancor più i fatti e di non essere utile. 

Sarebbe come dire che un premio Nobel ti definisce “la più grande mente del ventesimo secolo” e tu non ammetti che per te potranno esserci altri enigmi. 

“La più grande mente” a cui mi riferisco è Auden, pensatore e poeta, che di fronte all’amore, si chiese sino allo stremo cosa fosse, senza venirne a capo. Poi, come un fardello lasciò al mondo un poema che suona come un enigma, del quale voglio citarne solo un’ottova: 

La verità, vi prego, sull’amore

Dicono alcuni che amore è un bambino
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo
e alcuni che è un’assurdità
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l’aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che non era il caso, no. … 

Il poeta continuerà a lungo a porsi questa domanda e pare non trovare risposta certa, poiché la vita è fatta anche di incertezze e supposizioni. 

Come Auden, anch’io mi son chiesto cosa fosse la Storia, imbattendomi in un ventaglio di risposte che mi portano a pensare che “la Storia siamo noi”, consapevole però che, il vissuto prima di diventare Storia necessita un tempo di incubazione. 

Con questo scenario ricco di supposizioni, ho deciso di ricostruire la genesi del quadro “Arsura. Donna alla fonte”, ovvero del dipinto a cui è stato attribuito una identità senza farsi troppi scrupoli, pur conoscendo quanto impervia sia la strada della verità, forti del fatto che entrambi i protagonisti di questo dipinto non sono più tra noi. 

Io, con la mia ricerca cercherò di mettere in luce la nuova identità dell’opera, nel tentativo di dimostrare che è stata dipinta da Renato Guttuso e con molta probabilità nel 1932. 

In questo modo, finalmente, il Museo Guttuso di Bagheria potrà mostrare al mondo questo bel ritratto della duchessa Topazia Alliata di Salaparuta, come dipinto del suo illustre concittadino, Renato Guttuso.