La Puglia quest’anno è stata teatro di una fioritura straordinaria, favorita da piogge abbondanti e da una scelta politica: il rinvio del taglio delle piante spontanee, che ha permesso ai fiori di invadere paesaggi, strade e muretti a secco. In questo scenario nasce il progetto I Fiori Politici, una mostra che riflette sul valore simbolico e politico dei fiori, sulla loro resilienza e sulla capacità di incarnare una forma di resistenza spirituale. Il fiore, spesso considerato solo per la sua bellezza, diventa qui un manifesto, un invito a contemplare la propria unicità e a liberarsi dalla competizione, come suggerisce il concetto giapponese di Oubaitori.

2022 (detail)

Gli artisti coinvolti offrono interpretazioni diverse e profonde. Angelo Iodice, con Corteggiamento Calmo, trasforma vasi e contenitori in metafore della cura e dell’attesa, dove il vuoto diventa potenziale e il vaso stesso si fa scultura dell’accoglienza. Elena Nemkova esplora la fragilità e la persistenza della vita attraverso sculture e disegni in cui fiori immaginari emergono da masse organiche, evocando la rinascita dalle rovine e dai resti. Giancarlo Norese presenta Fiore N, un’opera che, come una pianta pioniera, si adatta e trova nuovi spazi per fiorire, caricandosi di valore proprio attraverso il rifiuto e la resilienza.


Alessandro Rolandi, con il manifesto The closest star, utilizza il fiore come simbolo di denuncia politica, sovvertendo la censura attraverso la metafora visiva del crisantemo, che nello slang cinese diventa eufemismo per l’ano e denuncia la violenza della detenzione. Cinzia Ortali, nella serie I Trionfi, celebra i trionfi d’amore e la metamorfosi di Adone, utilizzando la griglia ortogonale come simbolo di educazione e disciplina, mentre il fiore rappresenta la trasformazione e la rinascita.

Acrilico su carta, cm 30 x 40

Foto digitale stampa fine art 50×40

Kakure no Niwa (隠れの庭) – Il giardino invisibile, , 2022.
Vista dell’installazione
Luigi Presicce propone un trittico di fiori e un disegno che uniscono teatralità, ritualità e riferimenti all’esoterismo, con un segno barocco che segue la fioritura in ogni tratto. Irene Pucci, attraverso fotografie che dialogano con la mitologia del luogo, indaga il significato della femminilità e dell’ignoto, sospendendo le sue figure tra evanescenza e vigore. Pierpaolo Miccolis, con la serie Kakure no Niwa, invita a una politica dello sguardo basata sulla lentezza e sulla contemplazione, opponendosi alla velocità e al consumo delle immagini contemporanee. Lucia Uni, infine, presenta opere ispirate alla metamorfosi delle piante e alla conoscenza romantica, tra cui una stella octangula in resina e una serie di dipinti che evocano la trasformazione vegetale e la dimensione medianica.


La mostra si svolge presso Ferragosto Project Space a Cisternino, uno spazio che accoglie progetti e visioni nel cuore della Puglia, evocando la malinconia e la ricchezza delle estati che finiscono. I Fiori Politici diventa così un’occasione per riflettere sul potere dei simboli naturali, sulla loro capacità di resistere e di suggerire nuove forme di impegno e consapevolezza.

