Gli NFT e lo straordinario successo della Crypto Art

Gli NFT, o Non Fungible Token, non rappresentano né una moda passeggera né un trend di poco conto. Sono l’ultima novità del mercato dell’arte e hanno già fatto sorgere discussioni in merito all’effettivo valore di opere realizzate e vendute digitalmente, tramite criptovalute.

Qualche anno fa nessuno avrebbe potuto immaginare che un meme o una gif sarebbero stati venduti all’asta. Così come non ci si aspettava potessero diventare appetibili per i maggiori collezionisti del mondo. In poco più di dieci anni di social network, le possibilità di riproduzione e circolazione di immagini e video ha raggiunto un livello talmente elevato che è oramai impossibile racchiudere qualsivoglia tipologia di file in una cartella o gruppi precisi. Internet accoglie al suo interno una miriade di immagini, video e audio, un’infinità pressoché impossibile da gestire. Eppure, in mezzo a questa confusione, si configura sempre di più la possibilità di realizzare e vendere opere d’arte digitali. Non solo, sembra che sarà questo il trend dei prossimi anni. Gli ultimi, strabilianti risultati degli NFT presso le maggiori aste internazionali sono il culmine di un processo di conquista del digitale nei confronti del fisico anche nell’arte, che gli operatori del settore non hanno evidentemente compreso durante il suo sviluppo.

Facendo un passo indietro, è importante ricordare il fatto che siano trascorsi oltre dieci anni dall’invenzione dei social e delle immagini che tutti abbiamo condiviso sui nostri profili. Ininterrottamente, file di diverse dimensioni navigavano all’interno di queste nuove piattaforme, che avrebbero definitivamente cambiato lo spazio di aggregazione e condivisione della società. I social network sono così diventati nuovi punti d’incontro, meme, gif e link di vario genere i materiali di cui fruire quotidianamente. Senza dilungarsi troppo sul discorso delle pagine social come fautrici del nuovo paradigma dell’immagine, della società dell’apparire e del successo degli influencer, viene da chiedersi quale possa essere il ruolo dell’arte contemporanea nel contesto di un panorama sociale radicalmente mutato. Nel 2021 Nyan Cat, celebre gatto volante animato che lascia una scia arcobaleno, viene venduto per 580mila dollari su Foundation, sito per l’acquisto e la vendita digitale. Dieci anni fa sarebbe stato impensabile per due motivi. Innanzitutto perché l’acquisto della versione unica di Nyan Cat è stato effettuato tramite criptovalute. In secondo luogo, perché mai avremmo dovuto considerare arte una gif animata ad 8 bit visualizzabile su qualsivoglia profilo social? La risposta non è scontata. Anzi, fa sorgere ulteriori interrogativi in merito al rapporto tra arte, digitale e rete.

Gli NFT, letteralmente Non Fungible Tokens, non rappresentano una moda passeggera o un trend di poco conto. Al contrario, siamo di fronte all’ennesima dimostrazione della capacità di Internet di conquistare qualsiasi campo possibile. Il mercato dell’arte aveva già iniziato a fare i conti con questo mondo. Niente, però, aveva attirato l’attenzione di collezionisti e appassionati come gli NFT. Ma cosa sono realmente? Sono dei token crittografici, con valore di unicità verificato dalla blockchain, struttura dati le cui voci sono raggruppate in blocchi. Grazie ad essa, è possibile caricare questa sorta di gettoni digitali in rete, in modo da renderne agevole lo scambio, che ovviamente avviene tramite criptovalute. A differenza di altre tipologie di criptovalute, gli NFT assumono un valore variabile a seconda del file digitale che contengono e vengono pagati con la criptovaluta Ethereum. L’esempio più eclatante di quanto detto finora è rappresentato dalla vendita per poco più di 69 milioni di dollari di un singolo Jpeg dell’artista digitale Beeple, tra i pionieri di questa nuova tendenza. Sostanzialmente si acquistano i diritti sull’opera. La tecnologia blockchain permette all’acquirente dell’opera in NFT di vantare la proprietà del file e ne garantisce l’autenticità grazie ad un certificato, con un principio non dissimile da quello dell’autenticazione delle opere fisiche. L’asta, tenutasi presto Christie’s, è stata dunque un punto di svolta epocale. L’Art Advisor Todd Levin, che ha assistito all’asta da record del Salvador Mundi di Leonardo per oltre 450 milioni di dollari nel 2017, ha dichiarato ad Artforum: “Da un certo punto di vista è interessante assistere ad un momento storico per il mondo dell’arte. Dall’altro lato, un quantitativo di denaro così ingente potrebbe danneggiare e stravolgere un mercato ancora emergente”. I quasi settanta milioni pagati per l’opera di Beeple sono frutto di un exploit dell’artista (anche agevolato dalla fama acquisita, guarda caso, sui social, grazie a progetti di collaborazione con star internazionali come Justin Bieber e Eminem e marchi come Nike e Louis Vuitton) o rappresentano il vero valore di un’opera innovativa?

L’artista era già noto per l’appartenenza al movimento “Everyday” della grafica 3D; dal 2007, infatti, posta online un’immagine realizzata digitalmente, senza aver mai saltato un giorno. L’abilità come graphic designer, insieme all’ironia che contraddistingue la maggior parte delle sue creazioni, hanno reso Beeple uno degli esponenti di spicco della comunità artistica della rete. Personaggi politici raffigurati in maniera grottesca, icone pop contemporanee, protagonisti del cinema internazionale appaiono sulle immagini del creativo di Charleston, spesso immersi in situazioni ambigue, tra il post-apocalittico e l’assurdo. Basta dare uno sguardo al profilo Instagram di Beeple per rendersi conto della sua immensa capacità di dare vita a scene che sovvertono la raffigurazione grafica tradizionale, in bilico tra sperimentazione artistica e satira politica e sociale. I faccioni di leader politici come Donald Trump, Boris Johnson e Joe Biden, Kanye West in veste di ragno gigante, Keanu Reeves produttore dei vaccini o Elon Musk che porta a spasso un meme. Se non sono considerabili opere d’arte, sicuramente diventeranno immagini simbolo di quell’Internet che oggi occupa una posizione di prim’ordine anche nel campo della cultura e dell’informazione.

Prima di trarre conclusioni affrettate è bene ribadire come il discorso sia complesso ed è difficile prevedere i futuri sviluppi di un sistema variegato come quello artistico. Si può azzardare che in nessun modo gli NFT sostituiranno le opere d’arte tradizionali. Disegni, sculture e dipinti continueranno a primeggiare in sede d’asta, dai capolavori dei grandi maestri fino all’arte moderna e contemporanea. Quel che è certo è che si sta assistendo ad un fenomeno che è pronto a inserirsi nella storia del mercato dell’arte, per cambiarla per sempre. Lo stesso Noah Davis, esperto di arte del dopoguerra e contemporanea di Christie’s ha affermato come le case d’asta tenderanno a offrire sempre più opere NFT, così come non avverrà la temuta eliminazione o delegittimazione delle opere d’arte tradizionali. Il fenomeno degli NFT ha fatto poi sorgere dubbi in merito al mercato delle criptovalute, considerato poco attento al tema della sostenibilità ambientale e aspramente criticato per l’ingente utilizzo di energia impiegato nel processo di certificazione digitale. Resta certamente curioso constatare come un singolo Jpeg possa arrivare a valere una cifra tale. In particolare, bisognerà valutare la stabilità di un mercato che rischia di essere travolto dalla speculazione interna allo stesso. Intanto Beeple si posiziona al terzo posto nella classifica degli artisti viventi, in termini di prezzo di una singola opera venduta. Davanti a lui rimangono solo Jeff Koons e David Hockney, che verranno probabilmente superati da altre opere NFT.

Numeri spropositati o meno, il mercato dell’arte continua a sorprendere anche per situazioni paradossali come questa. Anche se viene quasi da ridere a pensarci, un video di dieci secondi che vale come un’opera di Cezanne è lo specchio dell’epoca che stiamo vivendo. E se sono già molti coloro che si sono espressi contro gli NFT, Christie’s ha creato una pagina di chiarimento dove è possibile trovare approfondimenti in merito. In ogni caso Beeple, con la vendita del suo collage digitale Everydays – The first 5000 Days, ha già riscritto le regole del gioco.