Si è conclusa lo scorso 31 agosto al Frantoio Damato l’esperienza di Gin Floornic, installazione site-specific di Gianmaria Battafarano, a cura di Alessandra Onorio, primo intervento del progetto Display. Per alcuni giorni cinquecento bicchieri di gin tonic, attraversati da altrettante cannucce nere, hanno occupato il pavimento trasformando l’ambiente in una distesa insolita, immediatamente riconoscibile eppure difficile da ricondurre all’innocenza di una festa.
L’opera nasce infatti da una posizione critica verso il consumo di alcolici economici e verso quella consuetudine che tende a rendere ordinario un comportamento collettivo sempre più diffuso. Battafarano ha scelto di evitare immagini esplicite, affidando all’accumulo la forza del lavoro: il singolo bicchiere quasi scompare, assorbito da una quantità che rende improvvisamente misurabile ciò che nella quotidianità rimane disperso in centinaia di piccoli atti individuali.
Durante l’inaugurazione il pubblico ha potuto attraversare visivamente questa singolare geografia; nei giorni successivi, a spazio chiuso, la vetrina del Frantoio ne ha modificato radicalmente la fruizione. Vista dalla strada, soprattutto nelle ore serali, l’installazione appariva come il residuo immobile di un evento già consumato: una festa senza partecipanti, congelata nell’istante successivo all’euforia. Proprio qui Gin Floornic ha trovato la propria immagine più efficace. Il bicchiere, emblema elementare della convivialità, moltiplicato cinquecento volte perdeva leggerezza, diventando conteggio, ingombro, evidenza. Il consumo, finalmente, diventava visibile.
Con questo primo appuntamento Display ha verificato anche la possibilità di una mostra capace di continuare oltre l’orario d’apertura: un’opera sola, affidata alla vetrina e allo sguardo di chi passa. Un piccolo esperimento espositivo che ha trasformato per alcuni giorni il Frantoio in un’immagine accesa sulla strada.
