Frammento e ornamento

Fino al 15 settembre alla Pinacoteca Emilio Notte è visibile la collettiva “Frammento e ornamento” a cura di Roberto Lacarbonara.

A quarant’anni dalla scomparsa dell’artista Emilio Notte (1891, Ceglie Messapica BR – 1982, Napoli), la mostra Frammento e ornamento celebra, nella sua città natale, l’esperienza artistica e l’importanza sensibile del suo lascito tramite l’innesco di un dialogo reciproco tra l’opera Oggetti (1969) e i lavori di altri sedici artisti contemporanei: Emanuele Becheri, Max Bill, T–Yong Chung, Gabriella Ciancimino, Benjamin Cohen, Antonio Corpora, Francesco Gennari, Giorgio Griffa, Franco Guerzoni, Jean–Baptiste Maitre, Vincenzo Marsiglia, Elizabeth McAlpine, Diego Miguel Mirabella, Davide Monaldi, Achille Perilli e Markus Saile.

La mostra, aperta al pubblico fino al 15 settembre 2022, è un progetto a cura di Roberto Lacarbonara, parte della rassegna di arte contemporanea Nucré ideata da Rita Urso e Arechi Invernizzi (Artopiagallery, Milano); la collettiva si snoda tra le sale della Pinacoteca intitolata all’artista cegliese sita presso il Castello Ducale di Ceglie Messapica.

Simbologia cristiana e pagana, elementi iconografici e decorativi coesistono nel medesimo spazio pittorico inteso da Notte come strumento di sintesi narrativa e allusione a una tradizione di sperimentazione e tecniche artistiche ampia e complessa che muove dalla scultura all’architettura, dall’arte musiva all’affresco. La frammentarietà dell’immagine e del repertorio iconografico rappresentata con Oggetti rifugge qualunque narrazione organica e univoca a favore della meraviglia del reperto, del dato residuale capace di acquisire significati inediti e celarne altri pur restando inequivocabilmente manifestazione, traccia di un tempo trascorso. L’opera di Emilio Notte diventa cosìil principio di un discorso articolato e di una concatenazione di appunti che si dipanano a partire dal rapporto con il contesto architettonico – il castello, custode, tuttora, delle tracce di un antico apparato ornamentale – svolgendosi attraverso il lavoro di artisti contemporanei nazionali e internazionali sulla relazione tra immagine, narrazione e spazio.

Come in un compendio di scavi archeologici di origini differenti, i lavori in mostra sembrano emergere dall’ambiente che diventa dunque luogo di esplorazione e indagine, attraverso un susseguirsi e uno stratificarsi di rimandi storici e interpretazioni individuali, dei significati e dei ruoli dell’ornamento, dell’elemento decorativo. Con l’attenzione meticolosa da ricerca e l’esigenza di riscoperta, attraverso la singolarità e l’esclusività dei  frammenti, il percorso espositivo si sviluppa, quindi, come disamina e dialogo sul potere e possibilità dell’elemento e dell’apparato ornamentale ben più articolati e ampi di quanto il razionalismo novecentesco avesse professato; non semplici orpelli né elementi superficiali e trascurabili, ma, al contrario, narratori e interpreti del proprio tempo. Gli artisti dialogano, con la loro specificità tecnica e formale citando la tradizione, esercitandone il potere evocativo, ma prediligendo l’indefinito, il margine monco, la parte alla totalità; le immagini (apparentemente) frammentarie non definiscono, sfuggono la fatalità e la compiutezza, ma suggeriscono possibilità.

In una storia secolare in cui condanna e consenso determinano ciclicamente l’accezione di ornamento, gli artisti in mostra manifestano, ricodificandole, le funzioni primigenie del sistema iconografico decorativo: celebrare l’intangibile, raccontare, interpretare, riscrivere lo spazio e significarlo.

Frammento e ornamento

a cura di Roberto Lacarbonara

Fino al 15 settembre

Pinacoteca Emilio Notte, Castello Ducale di Ceglie Messapica(BR), Via Chiesa 11