Fondazione Arte CRT
Conferenza stampa sul programma 2024-2027 della Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT © Giorgio Perottino

Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT: il sogno di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT presenta il programma per il quadriennio 2024-2027.

Quando si parla di arte, si è soliti soffermarsi sull’opera in sé, tralasciando tutto ciò che le ha ruotato attorno sin dalla sua ideazione e continua ad accompagnarla una volta lasciate le braccia di chi l’ha partorita.

È proprio da qui che riparte una nuova Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, rinnovatasi a luglio, al cui vertice per i prossimi quattro anni vedremo dirigere Patrizia Sandretto Re Rebaudengo sulle note di 6 parole chiave.

1. Collezione
Un cospicuo numero di opere (per un totale di 900, realizzate da 300 artisti e artiste) costituisce il cuore pulsante del patrimonio artistico-culturale avviato nei primi anni 2000. L’obiettivo della nuova presidenza, affiancata da un neonato Comitato Scientifico – Rudi Fuchs (Presidente Onorario), Hans Ulrich Obrist, Susanne Pfeffer, Suhanya Raffel, Manuel Segade Lodeiro, Vicente Todolì -, è perseverare nell’incremento della collezione, stanziando un budget di 1 milione di euro. Allo stesso tempo, il desiderio di far conoscere i lavori custoditi nei depositi della GAM e del Castello di Rivoli preannunciato l’autunno scorso, vedrà nella cornice di Exposed, prima edizione del Festival Internazionale di Fotografia di Torino, un’occasione davvero stimolante: per la prima volta, sarà esposta al pubblico una selezione di opere fotografiche della Collezione Arte CRT.

2. Internazionalizzazione
Muovere i primi passi all’interno del proprio contesto di appartenenza può sembrare semplice e di indubbia riuscita, ma la vera sfida è uscire dalla comfort zone. “Presenziare nel circuito espositivo internazionale”, secondo ambizioso proposito della Fondazione, porterà il b, a suo tempo acquistato dalla collezione Stein, alla Bourse de Commerce della Pinault Collection di Parigi per la mostra che inaugurerà ad ottobre a cura di Carolyn Christov-Bakargiev. Per quanto riguarda le acquisizioni, invece, mantenendo la priorità riservata ad Artissima, quest’anno verrà introdotto un premio ad ARCOmadrid.

3. Professioni
Il dietro le quinte approda in primo piano con il programma 2024-2027, elevando Torino a fucina di figure professionali del mondo dell’arte contemporanea. Aperto, nome dell’iniziativa, propone un piano formativo gratuito articolato in 6 seminari all’anno, rivolti a chi vuole approfondire temi quali ad esempio la curatela, la scrittura per l’arte, l’allestimento. I partecipanti ad ogni seminario saranno 25 laureati, dottorandi, giovani professionisti e artisti di età compresa tra i 22 e i 35 anni, selezionati tramite open call.

4. Spazio pubblico
Guardare fuori, ampliare gli orizzonti, ma anche guardare dentro, rafforzando il legame con le proprie radici, o, in piemontese, radis. Da qui prende il nome il Public Program che guarda al Piemonte e alle sue provincie, una serie di residenze artistiche diffuse sul territorio, che nei prossimi 4 anni darà alla luce opere site-specific in dialogo con quest’ultimo. Per il 4 ottobre 2024 è prevista l’inaugurazione del primo progetto a Cuneo, in Valle Stura, a cura di Marta Papini.

5. Educazione
Sin dal 2010, con il progetto ZonArte, la Fondazione Arte CRT ha dimostrato forte sensibilità nei confronti di un tema delicato: il rapporto tra educazione e arte. Attualmente, è impegnata con Aularte, un piano che mette in dialogo 8 scuole primarie piemontesi con altrettanti Dipartimenti educativi dei musei e delle fondazioni torinesi. Per il prossimo anno scolastico, è previsto un potenziamento dell’edizione con annessi corsi di formazione per insegnanti. 

6. Comunità
“Last but not least”, una parola che racchiude in sé tutte le altre e riassume l’intento principale della Fondazione Arte CRT per il prossimo quadriennio: creare e rafforzare ponti tra i molteplici protagonisti che tutti i giorni abitano le varie facce del mondo dell’arte contemporanea; promuovere il senso di comunità e di rete che il mondo digitale sta già da tempo deteriorando; guardare al tutto come un arcipelago e non come un semplice insieme di isole. In questa prospettiva, la Fondazione supporterà più da vicino TAG – Torino Art Galleries e The Phair.

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Fabrizio Palenzona
© Giorgio Perottino