Untitled, 2007, acrilico su tela, 50x70cm. Collezione Pagine Bianche D'autore - Torino

Felice Serreli e l’Umanesimo

Lo sguardo attento, la voglia di conoscere e la semplicità del lessico di chi conosce, la tenacia unita alla sensibilità ai colori grazie alla sua terra che ne è così ricca, Felice Serreli è un artista a tutto tondo, soprattutto un inesauribile studioso e ricercatore.

Felice Serreli nasce a Cagliari “un’estate torrida del ’74”. Essere sardi non è banale.  La cultura ultra millenaria di quest’isola geologicamente risalente nella sua orografia attuale a circa 21 milioni di anni fa, vissuta da popoli misteriosi, le cui tracce l’hanno profondamente segnata e la sua unicità ne fanno un’opera d’arte in sé la cui anima è sempre presente nel suo lavoro. 

Sceglie il liceo artistico, ma profondamente attirato da lettere e filosofia arriverà a creare un dialogo stretto tra queste materie e l’arte, riproponendo forse a sua stessa insaputa, la figura completa che caratterizzò l’artista fino agli albori del XX secolo. 

Ė Nora Racugno, la professoressa di filosofia, che si accorge del suo talento. Lo chiamerà da parte addirittura all’esame di maturità per regalargli un libro importante… Al di là del bene e del male di Friedrich Nietzsche. Guardandolo fisso negli occhi, gli disse piangendo: Questo libro ti servirà per capire meglio l’uomo contemporaneo, nella mia biblioteca e nella mia mente hanno un posto d’onore.

Grazie a questa mentore d’eccezione si iscriverà poi alla Facoltà di Lettere e Filosofia con indirizzo Lettere Moderne a Cagliari per poi trasferirsi  nella città più anarchica d’Italia, Carrara.

Decisamente fortunato come studente, all’Accademia “inciampa” in Omar Galliani uno degli artisti più significativi del nostro empireo e si iscrive al suo corso di pittura.  Galliani non è solo un professore, è un’artista a tutto tondo, che gli lascia la dimensione del sogno. Gli darà la possibilità di frequentare artisti del calibro di Mitoraj, Ugo Nespolo, Massimo Vitali, Michelangelo Pistoletto, Claudio Parmiggiani… non pago segue  i seminari e i workshop di Stefano Arienti, Katharine Fritsch, Pier Paolo Calzolari, Joseph Kosuth, Nathalie Djurberg che lo resero consapevole  dell’importanza del metodo nella ricerca artistica contemporanea. 

Che dire di un parterre così? 

Come tutti coloro che ci hanno accompagnato in questo percorso è molto curioso, e attratto dal mondo del teatro, si iscrive al biennio specialistico in “Arti Visive e Discipline per lo Spettacolo”. La sua vita inizia così a scorrere su due binari paralleli, che dialogano in modo fitto, la ricerca artistica e l’insegnamento per cercare anche di rendere qualcosa di quanto  ricevuto.

Intanto vuole studiare la pittura tedesca suddivisa tra Lipsia, Amburgo, Monaco e Berlino e qui inizia una collaborazione con la galleria 41mQ. Quindi a Milano per le prime collaborazioni con alcune gallerie come Neon Campobase di Bologna e Neon fdv Milano o con il centro di documentazione delle arti contemporanee DOCVA di Milano, mentre si affacciano tra gli altri anche il Museo MAV di Valencia e il Museo MAN di Nuoro. 

Un simile percorso comincia ad attrarre l’attenzione della Committenza:

Lo chiama Miss Sixty per ideare dei wall painting all’interno di alcune stanze in un nuovo hotel a Riccione. Si confronteranno sul tema 15 artisti visivi e 15 designer.  Luca Beatrice poi, consulente di Seat Pagine Bianche d’Autore, gli chiede la copertina di Pagine Bianche Sardegna del 2007.

Inaspettato poi quanto gradito l’incarico avuto direttamente da N.Y. da J.Tyler Flatt , art director di Tiffany & Co,  per la realizzazione di un dipinto per la nuova collezione Tiffany & Co Duomo-Milano. Sempre su questa linea si innesta l’incarico ricevuto recentemente dal Ministero della Farnesina, seguito da Mancini Worldwide.

È appena rientrato infatti da Asuncion in Paraguay, dove ha fatto scuola, presentando il suo percorso a tutto tondo che guarda agli studenti da un lato e al suo fare arte dall’altro: ha creato il contest “My Jardin Ideal” per gli studenti dell’UNA di San Lorenzo PY unitamente ad un contributo critico per la mostra di Marco Meneguzzo  “100 vasi Omaggio al Design” presentata in tutte le ambasciate per la Settimana del Design. L’evento, suddiviso in più capitoli, é stato aperto da Marcello Fondi, nostro Ambasciatore in Paraguay, che ha molto apprezzato il percorso proposto conclusosi con la fantasmagorica installazione Dissonanze Egocentriche alla cui realizzazione hanno contribuito i 5 futuri architetti, finalisti del contest My Jardin Ideal. L’opera ha innescato soprattutto una riflessione sulla “monumentalità estetica” ponte naturale tra le ricerche orientate verso la sostenibilità tra arte e ambiente.

L’Ambasciata Italiana di Asuncion ha voluto celebrare la Settimana del Design, curata da Maria Cristina Brizzi, in uno dei “templi” oggi più frequentati, lo shopping Paseo la Galeria, nei cui ariosi spazi  si é potuta espandere ad libitum “Dissonanze  Egocentriche”. 

A corollario e cornice di tale poderoso e variegato intervento, la sua master class all’Istituto Dante Alighieri di Asuncion dove lo attendeva stracolma la Sala Giuseppe Verdi.

Avete il fiato corto? Si? Dopo questo rapido excursus consiglio vivamente di non perderlo d’occhio.

Tiziana Leopizzi

Architetto, giornalista iscritta all’albo da circa 25 anni, è stata nominata accademico ad honorem per la sua scelta di diffondere i valori dell’arte e della cultura in modo semplice e trasversale. È membro quindi dell’AADFI l’Accademia delle Arti del Disegno, la più antica d’Europa, voluta da Cosimo I e Giorgio Vasari nel 1563, che vanta come primo Accademico Michelangelo. Recentemente nel 2018 è stata nominata Ambasciatore della Città di Genova nel Mondo. Il suo mentore è Leonardo da Vinci il cui CV che non manca occasione di pubblicare, è fonte di saperi inestimabili per tutti noi. Usa l’arte come strumento di comunicazione realizzando progetti in Italia e all'estero.