Luogo

Galleria Giovanni Bonelli
Via P. Lamberteghi, 6 - Milano

Data

Mar 10 2022 - Apr 30 2022
Evento passato

Ora

18:00 - 20:00

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Mostra

Sounds

Con la mostra SOUNDS si inaugura la nuova stagione espositiva della sede milanese della galleria Giovanni Bonelli. Il progetto è orientato alla ricerca e valorizzazione di opere sia di artisti italiani già storicizzati che di generazioni più giovani per creare un insieme polifonico dove le singole opere possano essere percepite come “voci” autorevoli ed autonome in un contesto che consenta di goderne sia singolarmente che polifonicamente.

In mostra opere di artisti come Carla Accardi, Salvo e Mario Schifano si alternano a lavori di Piero Pizzi Cannella o Francesco Impellizzeri -legato a Carla Accardi da una lunga collaborazione- in contrasto con opere di carattere più concettuale come quelle di Mirella Bentivoglio.

Le opere in mostra coprono un arco temporale che va dagli anni ’80 al presente. Molti degli artisti esposti sono oggi considerati maestri e dunque la loro opera può essere considerata una premessa visiva imprescindibile per le nuove generazioni. L’accezione del titolo deve essere intesa sia come sostantivo plurale di sound -traducibile come suono, ma anche rumore o tono- sia come terza persona singolare del verbo sound -che sta per sondare, risuonare-. L’ambivalenza di questo termine inglese amplifica le potenzialità interpretative di opere che necessitano di un certo tempo per poter essere fruite e che, negli accostamenti creati dall’allestimento, risuonano polifonicamente in una cacofonia complessivamente armonica.

In mostra opere di: Carla Accardi, Vincenzo Agnetti, Rodolfo Aricò, Mirella Bentivoglio, Anna Bianchi, Juan Carlos Ceci, Aldo Damioli, Francesco Impellizzeri, Emilio Isgrò, Gastone Novelli, Luigi Ontani, Piero Pizzi Cannella, Salvo, Mario Schifano, Dany Vescovi

Carla Accardi (Trapani, 1924 – Roma, 2014)
Tra le più importanti ed influenti pittrici italiane del secondo dopoguerra, è tra i fondatori, nel 1947, del Gruppo Forma 1, di ispirazione formalista e marxista. Sarà una fondamentale figura di riferimento per il movimento astrattista e d’arte povera italiani. È coinvolta attivamente nel movimento femminista italiano, insieme a Elvira Banotti e Carla Lonzi, costituendo il gruppo “Rivolta Femminile”. Tra le principali esposizioni che la vedono coinvolta si ricorda: Biennale di Venezia (1964; 1988), The Italian Metamorphosis al Guggenheim Museum (New York, 1998); Carla Accardi: Opere 1947 – 1997 (Trapani, Chiesa della Badia Grande, 1998), Triplice tenda (P.S.1 Contemporary Art Center, NY, 2001), una personale alla Galleria Massimo Minini (Brescia, 1983), al MAM (Parigi, 2002) e al MACRO (Roma, 2004), Carla Accardi (Haunch of Venison, NY, 2010), Carla Accardi. Spazio Ritmo Colore. (Museo Carlo Bilotti, Roma, 2011), Carla Accardi. Sculture, disegni, immagini e documenti 1946 – 2012 (MUSMA, Matera, 2013).

Vincenzo Agnetti (Milano 1926-1981)

È stato un importante artista, poeta e scrittore, esponente dell’arte concettuale italiana. Dopo il diploma a Brera frequenta la Scuola del Piccolo Teatro. Giovanissimo inizia le prime esperienze nel campo dell’informale e della poesia. Tutta la sua produzione artistica si concentrerà in un arco di poco meno di quindici anni, dal 1967 al 1981 ma le sue frequentazioni in ambito artistico risalgono già agli anni ’50 e ’60; era infatti molto amico di Manzoni e Castellani. Dal 1962 al 1967 si trasferisce con la famiglia in Argentina. Al rientro in Italia si dedicherà interamente all’arte portando avanti contemporaneamente la sua riflessione sul linguaggio -inteso anche come pura scrittura. La prima mostra del 1967 è a Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Elementi di critica al linguaggio, critica politica, rappresentazione teatrale si intrecciano, sono aspetti inscindibili dall’opera che rimane comunque un oggetto estetico in sé e una prima operazione di Teatro Statico. Tra le principali mostre si ricordano: Galleria Blu, Milano (1971); Galleria Françoise Lambert, Milano (1972); Documenta di Kassel (1972) e Quadriennale di Roma (sempre 1972); galleria Sonnabend, Parigi (1975). Parteciperà per ben 4 edizioni alla Biennale di Venezia (1974, 1976; 1978, 1980).

Rodolfo Aricò (Milano 1930-2002)
È stato un pittorescenografo e docente italiano. Formatosi all’accademia di Brera, prosegue gli studi alla facoltà di architettura del Politecnico di Milano fino al 1955. La sua prima mostra risale al 1959 al Salone Annunciata di Milano. Successivamente esporrà nel 1962 a Bologna nella importante mostra “Nuove prospettive della pittura italiana” e nel 1964 parteciperà alla XXXII Biennale di Venezia. Le sue opere sono caratterizzate da una partitura ritmica dello spazio dipinto e da forme quadrate su una direttiva diagonale. L’opera di Robert Delaunay influenza molto il suo lavoro. Tra le principali mostre ricordiamo IX Quadriennale di Roma (1965); XXXIV Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia (Sala Personale), Padiglione Centrale, Venezia (1968) dove tornerà anche nel 1982; Palais des Beaux-Arts, Bruxelles (1969). Tra le mostre postume più recenti ricordiamo: 2013 – Rodolfo Aricò, in Postwar. Protagonisti italiani, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia.

Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922-Roma, 2017)
Nata in Austria da genitori italiani ha ricevuto un’educazione multilingue che le ha permesso di viaggiare ed entrare in contatto con personaggi della cultura mittel europea degli anni Cinquanta.Poetessa, artista, critica, curatrice e protagonista della ricerca verbovisuale italiana e non soltanto. Per prima in Italia si occupa, a partire dagli anni Settanta, di coinvolgere artiste italiane e straniere per mostre internazionali. Avendo scelto fin dagli anni Sessanta l’ambito dell’espressione verbovisiva (configurazione di lettere e parole, ossia Poesia Concreta, e coniugazioni di immagini e parole, ossia Poesia Visiva), organizzerà, in un’ottica di condivisione, numerose mostre collettive incentrate su questi movimenti. Il suo lavoro sul femminile nell’arte si è espresso con l’organizzazione di mostre che sono diventate un riferimento fondamentale per il tema di genere. Il suo lavoro fu ufficializzato con l’invito a curare la mostra Materializzazione del linguaggio per la Biennale di Venezia del 1978. Come artista, Mirella Bentivoglio ha esposto nelle più prestigiose sedi istituzionali di tutto il mondo partecipando numerose volte alla Biennale di Venezia, alla Biennale di San Paolo del Brasile, al Centre Pompidou di Parigi; e a Documenta, al MoMA, a Palazzo Pitti, entrando spesso a far parte di collezioni, come quella del Getty Institute di Los Angeles. La sua attività si è inoltre arricchita di esperienze nel campo della performance e della poesia fonetica (Lettura come poesiaGubbio 1979Into the blueLos Angeles 1994).

Anna Bianchi (Mendrisio, 1953. Vive e lavora a Mendrisio)
Nasce a Mendrisio, Canton Ticino. Studia a Milano all’Accademia di Brera e nei primi anni Ottanta a New York e all’Istituto Svizzero di Roma. Dopo l’esperienza americana della decorative-painting lavora con una modalità d’astrazione rivolta a soggetti di memoria, eseguiti a rilievo. Negli anni Novanta la sua pittura si orienta con un ripensamento del soggetto verso una presenza di realtà e di natura.
Durante il periodo trascorso ad Einsiedeln nel 1998-1999 una forte ragione di spiritualità permea le sue opere. Da quel momento la sua pittura prende un de nitivo orientamento con un lavoro di metamorfosi sulla realtà e nella materia della pittura. Tra le esposizioni personali la mostra al Museo d’Arte di Mendrisio, 2004; quella dedicata al mito di Orione, Milano 2006; quella di Zurigo nel 2008, Palazzo Panichi a Pietrasanta e Spazio Stellanove a Mendrisio nel 2011. 

Juan Carlos Ceci (Saragozza, Spagna,1967. Vive e lavora a San Marino)
Laureato in Psicologia Clinica presso l’Università di Bologna si dedica ben presto all’attività di pittore subendo l’influenza molto forte di vari siti archeologici e chiese romaniche del centro Italia. Il suo approccio è leggero e non meditativo ma le pitture che ne risultano, composizioni semi-astratte costellate di dettagli figurativi sia animali che naturali, richiedono tempo per essere lette nei dettagli. Tra le principali mostre personali ricordiamo Museo di Zoologia e di Anatomia Comparata, Dipartimento di Scienze Naturali, Università di Bologna, Bologna, 2011; Galleria DAC, Genova, 2010; Arco dell’Amoroso, Ancona, 2007; Tra le collettive più recenti ricordiamo la partecipazione alla Biennale del Disegno, Museo della Città, Rimini, 2018; Villa Giulia, Verbania Pallanza, 2015.

Aldo Damioli (Milano, 1952. Vive e lavora a Milano)
Caratteristica della sua pittura è una stesura per velature di colore che gli consente di affrontare paesaggi semi-realistici con una diretta ispirazione alle vedute del Canaletto. La sua serie “Venezia-New York” coniuga infatti specchi d’acqua e ampi grattacieli in un gioco di rimandi dalle origini antiche ma dalla resa assolutamente contemporanea. Ha partecipato a numerose e importanti mostre in Italia e all’estero, ad esempio nel 2001 alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, nel 2002 al Museo di Arte Moderna di Budapest; dal 2005 espone nelle Gallerie Spirale Arte a Milano, Verona e Monza e nel 2005 partecipa a Fuori tema Italian feeling, XIV Quadriennale, al Museo delle Belle Arti, Roma 

Francesco Impellizzeri (Trapani, 1958. Vive e lavora a Roma)
Nelle sue prime esposizioni ha privilegiato una ricerca pittorica su segno/colore in rapporto alla musica. Dal 1990 propone performances e installazioni in cui si fondono pittura, musica, teatro, video e fotografia. Dal 1987 al 2014 ha anche collaborato con l’artista Carla Accardi e oggi fa parte del comitato scientifico dell’archivio Accardi Sanfilippo. Ha partecipato a numerose mostre in gallerie, musei e fiere internazionali, trasmissioni televisive e film. Tra le mostre principali ricordiamo: Fondazione Menna, Roma (2016 e 2017);  Palazzo Collicola, Spoleto (2015); Museo Benachi, Atene (2012); Istituto Italiano di Cultura, Strasburgo (2011); Bonelli Arte Contemporanea, Mantova (2007).

Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937. Vive e lavora a Milano)
Artista concettuale e pittore, ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista. Esordisce nei primi anni ’60 con una pratica artistica che toccherà nei successivi decenni praticamente ogni media seppur riuscendo a caratterizzarsi in una maniera iconica e unica nel panorama artistico. La vicinanza con la poesia visiva è il punto di partenza per una riproduzione di testi (inizialmente stralci di quotidiani a cui seguiranno anche opere letterarie, fino alla Costituzione italiana) sui quali l’artista interviene con progressive cancellature fino a lasciare trasparire soltanto alcune parole che acquisiscono così nuove valenze semantiche e una potenza visiva completamente nuova. 
Isgrò sarà presente alla Biennale di Venezia in 4 edizioni: 1972, 1978, 1986 e 1993. Suoi lavori sono in prestigiose collezioni di livello internazionale quali il Centre Pompidou (Parigi); Il Museo del Novecento (Milano); il Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique (Bruxelles); Il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (Prato); il MAMBo, Museo per l’Arte Contemporanea (Bologna).

Gastone Novelli (Vienna, 1925-Milano, 1968)
Nato in Austria partecipa, appena diciottenne, alla Resistenza e viene incarcerato dal 1943 al 1944. Dopo la fine della guerra si trasferisce a Firenze dove si laurea in Scienze politiche e sociali. Risale al 1948 il suo primo soggiorno in Brasile, dove vivrà in maniera stabile dal 1950 al 1954 dedicandosi a molteplici attività tra le quali la produzione di ceramiche. In questi anni partecipa a due edizioni della Biennale di San Paolo. Dal 1955 si stabilisce a Roma ed entra in contatto con Achille Perilli -col quale rimarrà amico fino alla morte-. Del 1956 è il suo primo viaggio a Parigi dove entra in contatto con l’ambiente informale che influenzerà il suo lavoro pittorico e non soltanto. A partire dagli anni ’60 viaggia molto e la sua frequentazione dei vari circuiti artistico-letterari lo porta a superare la fase informale in favore del segno e della scrittura. Nel 1964 viene invitato con una sala personale alla Biennale di Venezia. Si susseguono anni di mostre in prestigiose gallerie italiane ed internazionali (New York, Monaco, Zurigo). Nel 1968 è invitato nuovamente alla Biennale di Venezia con una sala personale ma per protesta contro l’intervento della polizia nei Giardini dell’arsenale si rifiuterà di esporre girando tutti i quadri contro le pareti. Muore nel dicembre dello stesso anno. Negli anni successivi si sono susseguite mostre personali e rassegne dedicate al suo lavoro in importanti musei ed istituzioni internazionali tra i quali: Gam di Torino (1974); PAC Milano (1983); Gam di Roma (1988 e 1998); The Murray and Isabella Rayburn Foundation, New York (1990); The Peggy Guggenheim Collection, Venezia (1992 e 2011); Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano (2006); Museo del Novecento, Milano (2011); Macro, Roma (2013).

Luigi Ontani (Grizzana Morandi, BO, 1943. Vive e lavora a Roma) 
Figura autonoma e difficilmente etichettabile del panorama artistico nazionale, inizia a farsi notare fin dagli anni ’70 per i suoi “Tableaux Vivants”, ovvero performance filmate e fotografate nelle quali si presentava mascherato in vari modi (da Pinocchio, da Dante etc). La sua carriera si è sviluppata attraverso l’uso dei materiali più eterogenei e disparati (cartoni, fotografie, filmati, ceramiche ma anche legno o vetro) avendo sempre come fulcro la sua immagine (sia il volto che tutto il corpo) da “piegare ed interpretare” ogni volta in base al riferimento culturale scelto dall’artista (temi storici, mitologici, letterari ma anche popolari). Le sue opere si trovano in numerose collezioni private ed Istituzioni di rilievo internazionale. Tra le principali retrospettive ricordiamo: Accademia di San Luca, Roma (2017); Kunsthalle di Berna (2012); Castello di Rivoli, Torino (2011); Hammer Museum, Los Angeles (2011); MAMBo, Bologna (2008); SMAK di Ghent (2004); Kunsthalle, Vienna (2003); Bangkok National Gallery (2002); PS1-MoMa di New York (2001); Frankfurter Kunstverein, Francoforte (1996). Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1972, 1978, 1984, 1986, 1995 e 2003. Ha collaborato con alcune delle più importanti gallerie di livello internazionale tra le quali si ricordano: Sonnabend Gallery, Parigi e New York (1976 e 1977); L’Attico, Roma (1978); Sperone Westwater, New York (1997). 

Piero Pizzi Cannella (Rocca di Papa, Roma, 1955. Vive e lavora a Roma)
Artista e pittore dalla formazione irregolare, frequenta l’accademia di Belle Arti di Roma negli anni ’70. A partire dal 1982, insieme a Bruno Ceccobelli e Marco Tirelli dà vita alla Nuova Scuola Romana presso il Pastificio Cerere dove già operavano Giuseppe Gallo, Gianni Dessì e Nunzio Di Stefano. Il linguaggio di Pizzi Cannella, si esprime con una materia pittorica corposa, creando scenari raffinati ed enigmatici. Dai primi anni’80 l’artista si concentra su oggetti del quotidiano domestico – come gioielli, vestiti, tavoli, fiori secchi, sedie, ventagli, lucertole o anfore – privi di ogni spessore, immersi in una realtà evanescente, per alcuni tratti metafisici, nella quale sembrano condensarsi metaforicamente la vita e l’essenza di un passato dimenticato, le nostalgie, i sogni e le memorie collettive del nostro presente. Parteciperà alla Biennale di Venezia nel 1988; 1993 e nel 2011. Sarà inoltre esposto alla Quadriennale di Roma nel 1986 e nel 1996. Tra le mostre principali in prestigiose gallerie italiane ed internazionali ricordiamo: Galleria L’Attico, Roma (1984; 1986; 1988; 1991; 1995); Galleria Annina Nosei, New York (1985; 1986 ;1993); Galerie Vidal-Saint Phalle, Parigi (1997; 1999; 2004; 2008; 2009; 2014; Galerie Di Meo, Parigi (1997; 2006), Fondazione Pastificio Cerere, Roma (2007; 2016).

Salvatore Mangione detto Salvo (Leonforte, 1947-Torino, 2015)
Siciliano di origine, si trasferì a Torino nel 1956 dove ben presto entrò in contatto con tutti i principali esponenti dell’arte povera. Dopo un inizio di carriera all’insegna del neo-nato movimento Salvo scelse, a partire fine degli anni ’70, un ritorno alla pittura che avrebbe poi caratterizzato tutta la sua produzione successiva. Ha collaborato con importanti gallerie italiane ed internazionali tra le quali Galleria Toselli (Milano); Christian Stein (Torino); Massimo Minini (Brescia); Yvon Lambert (Parigi); Barbata Gladstone (New York). Tra le principali mostre in istituzioni pubbliche ricordiamo: 1982 Museum Van Hedendoogse Kunst, Gant (BE); 1983 Kunstmueum Lucerna (CH); 1984 XLI Biennale di Venezia (curata da Maurizio Calvesi); 1991 P.S.1, New York (USA); 1997, 2001, 2002, 2007, 2019 GAM di Torino (I); 1983 e 2008 Palazzo Grassi, Venezia (I); 2005 e 2011 GAMEC, Bergamo (I); 2013 Palazzo delle Esposizioni, Roma (I); 2017 bi-personale Boetti-Salvo, MASI, Lugano (CH)

Mario Schifano (Homs, Libia 1934-1998, Roma). 
Considerato uno dei principali esponenti della pop-art italiana, Schifano iniziò alla fine degli anni ’50 come uno degli esponenti del gruppo de “Gli Artisti di Piazza del Popolo” (insieme a figure quali: Mimmo Rotella, Giuseppe Uncini, Giuseppe Lo Savio, Tano Festa, Franco Angeli, Giosetta Fioroni). Tra le principali mostre personali ricordiamo: Galelria Sonnabend, Parigi (1963); Studio Marconi, Milano (1966, ’67, ’68, ’70, ’90); Galleria Stein, Torino (1967); Annina Nosei Gallery, New York (1993). Principali esposizioni nazionali ed internazionali: Biennale di Venezia (1964, 1978, 1984); Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (1969, 1989); Guggenheim Museum, New York (1994). 

Dany Vescovi (Milano, 1969. Vive e lavora a Milano)
Giovanissimo farà da assistente ad Aldo Mondino per l’allestimento della sala a lui dedicata alla Biennale del 1993. Negli anni ha dimostrato uno spirito molto aperto alle diverse realtà creative: oltre a importanti collaborazioni trasversali con altri artisti, ha sperimentato incursioni nel teatro, nella moda, nella pubblicità, nella letteratura (es. Aldo Busi ha scelto un suo dipinto per la copertina del suo ultimo libro) e nella musica. Sui lavori sono stati esposti in gallerie e Musei italiani ed esteri tra i quali ricordiamo: Palazzo Parasi, Cannobio (2022); Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2019); Palazzo Trentini, Trento (2018); Palazzo Ducale, Massa (2017 e 2016); JAM Joshibi Art Museum, Tokio, Giappone (2016); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2015); Hubei Museum of Art, Wuhang, Cina (2014).

Galleria Giovanni Bonelli 
Via L.P.Lambertenghi 6, Milano
www.galleriaigiovannibonelli.com
info@galleriagiovannibonelli.it 

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