Endecameron 20 digital edition, giorno #5

21 luglio 2020

Il quinto giorno di residenza virtuale Endecameron 20 digital edition propone alle ore 12 il Dialogo di Mezzogiorno con i performance artists VestandPage, ai quali è stata assegnata la Stanza delle Parche, e lo storico e critico cinematografico Adriano Aprà. 

Verena Stenke e Andrea Pagnes lavorano insieme dal 2006 come VestAndPage. Operano prevalentemente negli ambiti della performance art, della cinematografia basata sulla performance e della scrittura teorico-creativa. Loro testi sono stati tradotti in più lingue e pubblicate in libri, riviste d’arte e prestigiosi giornali accademici. Curano progetti indipendenti destinati alla creazione di comunità artistiche temporanee e sono attivi nel settore dell’editoria. Collaborano con istituzioni culturali, compagnie teatrali, organizzazioni umanitarie nell’ambito dell’istruzione, con seminari teorici e laboratori metodologici intensivi. 

«Se fino a ieri il concetto di presenza era inteso come fondamento primario dell’attività del performer, ci siamo detti che per ripartire da una situazione imprevedibile come quella accaduta (dove la presenza non aveva più luogo, in un certo senso negata), forse saremmo dovuti ripartire dalla nozione di assenza, reinterpretando la nostra materia prima, ovvero il nostro corpo, come forza motrice che accetta il confronto con questo nuovo vuoto, intendendolo quale realtà potenzialmente attiva, nel senso di vuoto vivo, inseritosi con prepotenza e autorità nelle nostre vite e pertanto nel processo delle dinamiche creative della performance nelle quali militiamo e alle quali abbiamo dedicato la nostra vita stessa. Abbiamo pertanto cominciato a rispondere a questo vuoto, muovendoci al suo interno nel tentativo di renderlo palpabile anzitutto attraverso un lavoro di immaginazione.» VestandPage

Alle 19 invece è prevista l’Apertura della Stanza del Criminale assegnata al videoartista Marcantonio Lunardi. La Stanze del Criminale è la terzultima sul cannocchiale del corridoio peruzziano, il grande corridoio delle Metamorfosi del Castello. Si tratta di una stanza vuota, lineare, con un grande tappeto, un monolite di luce in un angolo, e un grande corpo nero che domina la scena – un vestito di donna, affusolato e alto, montato su un’intelaiatura di ferro. Si tratta di una scultura di un’artista di New York, realizzata con pezzi di ombrelli neri. Su questa grande rappresentazione di donna si arrampicano i portatori della violenza, dell’aggressione e della minaccia: tanti soldatini che cercano di scalare questo corpo, sovranamente indifferente: una buona rappresentazione della presenza di un crimine potenziale e latente nella stanza. La scultura non ha testa, come molti altri corpi di uomo e di donna che popolano gli affreschi sulle pareti: raffigurazioni inquietanti e acefale. Sempre nei fregi della stanza vediamo tanti putti alati che però hanno qualcosa di bizzarro e perverso, con i loro volti ammiccanti e i loro corpi ibridi che si fondono con piante e cortecce.

Endecameron 20 digital edition 

17-26 luglio 2020 | www.endecameron.it

Link per partecipare al Dialogo di Mezzogiorno: https://www.endecameron.it/event-details/dialogo-di-mezzogiorno-con-vestandpage-e-adriano-apra

Link per partecipare all’Apertura della Stanza del Criminale: https://www.endecameron.it/event-details/apertura-della-stanza-del-criminale