Daniela Spaletra, "In Pectore", 2021. Photo courtesy l'artista

Daniela Spaletra: IN PECTORE

Un evento delittuoso ricordato dall’artista Daniela Spaletra attraverso un video site specific nel luogo in cui avvenne in occasione del suo anniversario.

Meditando sul concetto di giustizia e prendendo spunto da una vicenda realmente accaduta a Carrara, l’artista Daniela Spaletra (Torino – vive e lavora a Lerici) ha ideato il progetto IN PECTORE. A cura di Nicola Barattini l’installazione ha preso vita nella Chieda Madonna delle Lacrime della città toscana dal 02 al 06 giugno di quest’anno.

IN PECTORE nasce dopo un lungo processo di raccolta e studio di fotografie e documenti presso gli Archivi di Stato, biblioteche e parlando con gli storici per cercare di ricostruire anche il complicato contesto storico di questa singolare centro abitato, ove l’accadimento privato di una piccola comunità diventa universale fornendo, al tempo stesso, una riflessione sul concetto di onestà e autorità giudiziaria.
Un evento doloroso svoltosi esattamente cento anni fa, ovvero nel 1921, nello stesso luogo in cui oggi Spaletra ce lo fa rivivere attraverso un’installazione site specific. Un racconto narrato dalla nonna durante la sua infanzia in quanto testimone diretta dell’intero avvenimento. Un docile ed innocuo fiore rosso, posto in petto dalla giovane Claretta Lazzeri, letto come un moto di sfida da un gruppo di squadristi fascisti, fu il motivo scatenante il casus belli conclusosi con l’uccisione del fratello e della madre che tentarono di salvare la ragazza. All’interno della Chiesa, e precisamente al centro della zona dove si consumarono i fatti, l’artista ha collocato il video che racconta la luttuosa vicenda attraverso un processo simbolico agli esecutori che, per molteplici ragioni, non hanno mai pagato per ciò che hanno commesso. Mentre all’esterno Spaletra ha evidenziato il perimetro del sito tramite una striscia rossa e l’accumulo di fiori rossi ubicati nell’atrio dell’area sacra.

Obiettivo di IN PECTORE «vuol essere – come afferma la stessa artista – lo stimolo ad una riflessione sul senso di impotenza che l’ingiustizia può generare e sul dolore che questa può causare a chi vive certe esperienze.» L’approfondito studio dell’evento ha portato Daniela a dichiarare che l’impianto processuale è privo di elementi fondamentali ed indispensabili per generare un vero dibattito poiché privo degli imputati, dei testimoni e di atti giudiziari obbligatori a tal fine. Nel video lo spettatore diviene esso stesso testimone dei fatti sia grazie al «dialetto carrarino in apertura, carico di emotività e passione» dando «voce al popolo con un racconto concitato ed emozionante, il solito che mi veniva fatto da bambina» sia attraverso un «racconto processuale dialetticamente contrapposto ad esso» tale da riportare l’accaduto ad un livello più realistico e rigoroso ove l’atto finale, spettante al Giudice, si risolse in una mancata sentenza di accusa nei confronti degli assassini. Una scelta definita da Spaletra come volontà «di non dare soluzioni preconfezionate e rigide per mantenere livelli diversi di significato, per creare connessioni ed un legame atemporale tra passato e presente, tra memoria individuale e memoria collettiva».
Una storia, quella del duplice omicidio Lazzeri, ricordata in occasione del suo centenario consegnandola, metaforicamente, nelle mani di una giustizia attualmente in piena crisi ed in attesa di una riforma.

IN PECTORE di Daniela Spaletra
A cura di Nicola Barattini
dal 2 al 06 giugno 2021
5/6_ 5/6 Chiesa Madonna delle Lacrime – Carrara

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu