Arco Madrid

Dalla VIALACTEA alla Seta: Maria Calderara e il rito della leggerezza

Quiete sospesa che avvolge, accoglie generando cosmogonie… è lo Spazio Maria Calderara, ex fonderia industriale nel cuore di Milano trasformata in luogo dell’essenziale e di incontro tra arti e linguaggi plurimi. Come accadrà nel mese di settembre grazie ad un evento che non ha solo la foggia di una sfilata, quanto, piuttosto, di un rito estetico, un attraversamento simbolico in cui moda, arte e pensiero si intrecciano in una esperienza corale. Maria Calderara presenterà la collezione Primavera/Estate 2026 VIA LACTEA ispirata al lavoro di Satoshi Hirose, artista giapponese che ha fatto della leggerezza, dell’instabilità, della possibilità e dell’imprevedibile la trama costante del proprio lavoro. La congiunzione con gli abiti della designer Maria Calderara, veri universi indossabili, nasce, dunque, a partire da un dialogo tra le due visioni, la nuova collezione della stilista milanese e le opere di Hirose, dialogo che si farà corpo all’interno di un’installazione site specific pensata per fondersi con lo spazio, come un respiro che vibra tra muri e luci. VIA LACTEAtitolazione che è quid progettuale – oltrepassa il concetto di defilé d’abiti, compone semmai una cosmologia da indossare: ogni capo è mappa e pelle, orizzonte e memoria, ogni tessuto si fa poetico archivio del tempo, ogni dettaglio custodisce la promessa di un viaggio.

Il concetto cardine è la leggerezza, non come fragilità ma come forza conoscitiva, capacità di sollevarsi dal peso delle cose e guardarle dall’alto di una nuova prospettiva. Il bozzolo, simbolo caro a Hirose, diventa metafora di metamorfosi e di rinascita, un guscio che protegge e trattiene, ma che inevitabilmente si apre al mondo, lasciando nascere una creatura nuova, pronta a muoversi con meraviglia. Gli abiti creati dalla Calderara sono micromondi che si schiudono, volumi che avvolgono e liberano, superfici che trattengono segni di vita e di tempo. Bustine di tè cucite tra strati di tessuto, a cristallizzare il passaggio dei giorni; cieli fotografati e trasposti in stampe fluide che scorrono come orizzonti mobili; collages di opere d’archivio che diventano pattern da osservare da vicino, trasformando l’abito in superficie pittorica; perle e sfere che rileggono la serie Tama, dove la sfera è al tempo stesso perla e anima, preziosa unità che racchiude l’essenza delle cose. La gamma cromatica disegna un ritmo solare: il bianco assoluto come origine, il sabbia e il lime come riflessi meridiani, l’azzurro e il blu come respiro pomeridiano, il khaki che richiama la terra, il rosso che pulsa come cuore simbolico, cifra che ritorna come battito regolare in molte delle creazioni.

Di capo in capo si dipana una narrazione d’atmosfera, attraverso gonne leggere che oscillano come paesaggi in movimento, camicie sfumate che evocano cieli astratti, tessuti bianchi interrotti da fili tirati a evocare nuvole imperfette, abiti oversize essenziali ma vibranti di tracce blu cucite a mano, velati da pannelli di mussola trasparente che celano e rivelano come ricordi intermittenti. Gli accessori sono amplificatori attoriali di concetto come le collane-scultura in fili metallici e perle diverse che ricordano costellazioni lontane eppur tangibili, anelli di carta realizzati a mano a Venezia, frammenti di cieli orientali e occidentali uniti nello stesso gesto, pietre ornate da foglia d’oro che catturano la luce e la trasformano in icona. Tutto si muove tra la concretezza del fare e l’evanescenza del pensiero, tra artigianato e cosmologia.

Lo Spazio Maria Calderara, d’altro canto, con la sua storia, offre il palcoscenico ideale a questa esperienza: un luogo che diventa parte dell’azione poetica, cornice che vibra e risponde. Qui la collezione si dispiegherà come mostra e performance, non per essere consumata con lo sguardo rapido di una passerella, ma per essere abitata lentamente, come si fa con le opere che chiedono contemplazione. L’esperienza proposta dalla designer Maria Calderara conduce a rallentare lo sguardo, a sostare nel dettaglio, a percepire la materia come traccia di tempo e a riconoscere nell’abito un archivio sensoriale che trattiene emozioni e visioni.
VIA LACTEA sarà aperta al pubblico come costellazione accessibile, in un mélange narrativo, in cui l’abito apparirà come scultura intima, pittura mobile, frammento di universo cucito sul corpo. È un progetto che chiede di essere attraversato come una mappa emotiva, un itinerario tra Oriente e Occidente, tra l’epidermide e il cosmo, in un viaggio nella leggerezza non fatua quanto disciplina del guardare, forma di conoscenza e apertura al mistero. Settembre diventerà così un equinozio simbolico, tempo in cui il quotidiano si eclissa per lasciare spazio al cielo, tempo in cui il bozzolo si schiude e la metamorfosi avviene, ricordandoci che talvolta, per comprendere la terra, bisogna imparare a guardare il cielo, e che a volte il cielo può essere indossato.

VIA LACTEA
Collezione Primavera/Estate 2026 di Maria Calderara in dialogo con le opere di Satoshi Hirose
SPAZIO maria calderara
Via Lazzaretto 15, 20124 Milano
Press preview: martedì 23 settembre, ore 17.00
Inaugurazione: martedì 23 settembre 2025, ore 18.30
Apertura al pubblico: 23 – 30 settembre 2025
Martedì – Venerdì, 14.00-18.00
Ingresso libero
Press CSArt – Comunicazione per l’Arte

Azzurra Immediato

Azzurra Immediato, storica dell’arte, curatrice e critica, riveste il ruolo di Senior Art Curator per Arteprima Progetti. Collabora già con riviste quali ArtsLife, Photolux Magazine, Il Denaro, Ottica Contemporanea, Rivista Segno, ed alcuni quotidiani. Incentra la propria ricerca su progetti artistici multidisciplinari, con una particolare attenzione alla fotografia, alla videoarte ed alle arti performative, oltre alla pittura e alla scultura, è, inoltre, tra primi i firmatari del Manifesto Art Thinking, assegnando alla cultura ruolo fondamentale. Dal 2018 collabora con il Photolux Festival e, inoltre, nel 2020 ha intrapreso una collaborazione con lo Studio Jaumann, unendo il mondo dell’Arte con quello della Giurisprudenza e della Intellectual Property.

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