Giulio Iacchetti, Cruciale, installation view, 2024. ph Valeria Gaetani

Cruciale. 27 croci di Giulio Iacchetti

Se il rapporto tra designer e pubblico è indiscutibilmente stretto e indissolubile, tale legame si evidenzia con maggiore vigore e in una forma rinnovata nel progetto Cruciale di Giulio Iacchetti che giunge a Lecce ampliandosi organicamente di un nuovo elemento legato alla città ospite.

Memoria, eredità culturale e inventiva sono solo alcuni dei fattori determinanti nell’esperienza delle cose e nel variare della loro interpretazione che si adegua costantemente a nuove sollecitazioni. Al significato immediato e univoco, necessario a definire una mappa del quotidiano, che gli oggetti esplicitano con la loro stessa presenza, corrisponde una sequela di valori e riferimenti intrinseci che agiscono sommessamente eppure con fermezza e ostinazione. 

Nata con l’intento di indagare significati espliciti, metaforici e allusivi della materia e della forma, giunge a Lecce, negli spazi del Castello Carlo V, la mostra Cruciale. 27 croci di Giulio Iacchetti, a cura di Rosaria Copeta e Stefania Galante. Indagata e interpretata dal designer, la croce – emblema principe del cristianesimo, eppure frutto di ibridazioni laiche e pagane – esprime pienamente la complessità e la sovrapposizione di significati che definiscono il valore stesso di un simbolo. Il segno, essenziale e familiare, è declinato da Iacchetti in manifestazioni differenti suggerendo una pluralità di narrazioni e interpretazioni possibili; fondamentale è la relazione stabilita dall’osservatore con il singolo elemento, momento di un discorso ampio e inesauribile, come pure con materia e materiali adoperati, a loro volta depositari di rievocazioni e rivelazioni. Il percorso espositivo delineato si sottrae ad un resoconto filologico o cronologico a favore, invece, di un racconto sensibile che svela l’attitudine del designer ad un’interpretazione esclusiva, spesso sfuggente e sottile, dell’esperienza umana. Il carattere ambiguo, ieratico e ironico al tempo stesso, del progetto manifesta oggetti parlanti che appaiono assieme espressioni ataviche della storia, testimoni irremovibili, ma anche resoconto sincero di un tempo presente che sia profondamente umano al di là di visioni politicizzate.

La ventisettesima croce, progettata in occasione della tappa leccese, è un’opera dalla struttura formale essenziale realizzata in calcarenite, pietra del territorio, e ferro nella sua estremità inferiore che diviene una vite, a sua volta componente simbolico, solidamente ancorata alla terra attraverso il suo movimento organico e rotatorio. Composizione e austerità del lavoro rimandano, inevitabilmente, all’idea di una sorta di piccolo monumento funerario pronto all’uso, richiamo alle croci identiche presenti in quantità tristemente smisurate nei cimiteri di guerra, evidenziando l’urgenza di azioni che scongiurino la necessità di nuovi sacrari, dunque, paradossalmente, del progetto appena compiuto. La fragilità della pietra leccese adoperata, inoltre, suggerisce l’esigenza di un grado maggiore di attenzione e delicatezza, cura da applicare tanto all’oggetto fisico quanto all’idea di cui è immagine. Ancora una volta, dunque, quello presentato da Giulio Iacchetti si rivela elemento rivestito da strati di senso da indagare e tra cui districarsi, intervento mosso da un attento senso per la provocazione e l’interpretazione. 

Cruciale si colloca in uno spazio liminale in cui il lavoro del designer irrompe rifiutando il conforto di ciò che è lineare e univoco, ma, al contrario, interrogando, chiamando all’azione e compiendosi, così, proprio nell’incontro con lo sguardo altrui.

Giulio Iacchetti. Cruciale
a cura di Rosaria Copeta e Stefania Galante
Castello Carlo V, Lecce
Dal 18 maggio al 30 giugno 2024