Foto Roberto Sala

Art Basel, le gallerie italiane

Sono 22 le gallerie italiane che partecipano ad Art Basel a Basilea. La fiera chiuderà domenica 16 giugno.

Percorrendo i corridoi del padiglione 2, simbolo della fiera di Basilea con l’iconico orologione all’ingresso, il commento più ricorrente tra gli addetti ai lavori guardando le gallerie italiane è “sono andati sul sicuro, senza rischiare troppo o proporre novità”. Questo è in parte vero, non tutte le gallerie però propongono nomi solidi di sicura vendita, c’è anche chi scommette, chi timidamente e chi in modo più ampio, su artisti giovani che si affacciano ora sul mercato internazionale.

Partendo dal piano inferiore, quello dove è facile imbattersi in opere di Picasso, Mirò o Calder, troviamo la galleria di Alfonso Artiaco che presenta una selezione di lavori di Darren Almond, Veronica Bisesti, Andreas Breunig, Diego Cibelli, Michel François, Gilbert & George, Liam Gillick, Thomas Hirschhorn, Ann Veronica Janssens, Sol Lewitt, Vera Lutter, Giulio Paolini, Anri Sala, Jana Schröder, Niele Toroni, David Tremlett, Tursic & Mille, Juan Uslé e Not Vital.

Grandi nomi anche da Massimo De Carlo, John Armleder, Spencer Lewis, Sanford Biggers, Aaron Garber-Maikovska, Lenz Geerk, France-Lise Mcgurn, Pietro Roccasalva, Carla Accardi e Alighiero Boetti.

Tucci Russo propone opere di Giovanni Anselmo, Marisa Merz, Daniel Buren, Tony Cragg, Giulio Paolini, Christiane Löhr, Thomas Schütte, Giuseppe Penone e Mario Airó.

Da Lia Rumma l’immancabile opera di Ettore Spalletti troneggia al centro dello stand, in esposizione anche Reinhard Mucha, Gian Maria Tosatti, Alfredo Jaar, Wael Shawky e William Kentridge.

Philippe Decrauzat, François Morellet, Mario Nigro e Günter Umberg sono gli artisti in mostra allo stand di A arte Invernizzi.

Da Mazzoleni il progetto Magnificent Symposium. L’esplorazione dell’opera di cinque artisti italiani che coprono due generazioni – Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Salvo, Giulio Paolini e Michelangelo Pistoletto – è incentrata sul tema dei miti e delle leggende, scoprendo le somiglianze e le divergenze che sorgono dai diversi linguaggi che ogni artista adotta e il conseguente atteggiamento narrativo di elementi mitici, simbolici e onirici.

Da Tornabuoni oltre ai lavori di Pino Pascali, Claudio Parmiggiani, Lucio Fontana, Alighiero Boetti, sono protagonisti 4 opere e un autoritratto di Giorgio De Chirico.

Galleria dello Scudo allestisce il suo stand con le opere di Fausto Melotti, Afro, Piero Dorazio, Gastone Novelli, Emilio Vedova, Toni Scialoja, Giorgio Morandi, Giorgio De Chirico, Carla Accardi, Leoncillo, Alberto Burri, Conrad Marca-Relli, Giuseppe Spagnulo, Marco Gastini

Da Cardi troviamo Gilberto Zorio, Jannis Kounellis, Pierre Soulages, Donald Judd, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Giampietro Carlesso, Davide Balliano, Alberto Biasi

Da Christian Stein unica donna in mostra è Elisabetta Di Maggio, nello stand opere di Jack Pierson, Domenico Bianchi, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Michelangelo Paladino, Gilbert & George, Giulio Paolini, Jason Martin, Jannis Kounellis, Luciano Fabro.

Sono le opere di Carla Accardi, Daniel Buren, Sol Calero, Haris Epaminonda, Alberto Garutti, Peter Halley, Sheila Hicks, Paolo Icaro, Anish Kapoor, David Maljković, Landon Metz, Paolo Novelli, Paul P., Wilfredo Prieto e Nedko Solakov che riempiono lo spazio di Massimo Minini

Raffaella Cortese, oltre ai lavori di Zoe Leonard, Simone Forti, Anna Maria Maiolino e Marcello Maloberti, a Basilea espone una scultura performativa di Francesco Arena. Una struttura in ottone, che ricorda una scala a pioli rastremata verso l’alto, giace su un fianco fino a quando non viene sollevata rivelando la scritta Separate from all. He is United with all.

Giò Marconi propone, con l’eleganza che contraddistingue la galleria, le opere di Jonathan Lyndon Chase, Sonia Delaunay, Fujiwara, Patrizia di Massimo e Allison Katz.

Al piano superiore le proposte, in generale, si fanno più abbordabili a livello economico ma comunque di ottimo livello.

Partiamo da Zero… con Adam Gordon, Enzo Cucchi e Francesco Gennari. Kaufmann Repetto con Andrea Bowers, Simone Fattal, Adrian Paci. Lorcan O’Neill sfrutta bene la posizione d’angolo dello stand offrendo al visitatore la prospettiva sulla scultura di …. Nello stand anche le bellissime porte in plexiglas di Rachel Whiteread.

Magazzino allestisce uno stand con il maggior numero di opere esposte, almeno per quanto riguarda le gallerie italiane, con Francesca Leone, Elisabetta Benassi, Massimo Bartolini, Vedovamazzei per citarne alcuni. Oltre alla stupenda opera video di Daniele Puppi, The Bathers, che avevamo già apprezzato al PRAC di Ponzano Romano.

Nello stand di Franco Noero campeggia solidamente la scultura composta da coriandoli di Lara Favaretto. Vicino ad essa le opere di Gabriel Kuri, Mario Garcia Torres,Hassan Sharif e Anna Boghihuian.
Lo stand di Continua, come in tutte le fiere, è uno dei più frequentati Julio le Parc, JR, Anish Kapoor, Pascal Marthine Tayou sono alcuni dei protagonisti della multinazionale con sede principale a San Gimignano.

Anche se di base a Colonia in Germania, la galleria Gisela Capitain può essere considerata italiana vista usa collaborazione a Napoli con C.A.S.A – Palazzo Degas. Gli artisti in mostra a Basilea sono Monica Bonvicini, Kristi Cavataro, Stephen Prina e Charline von Heyl.
Thomas Dane la galleria londinese con una splendida succursale a Napoli presenta le opere di Glenn Lingon, Akram Zaatari,Anthea Hamilton, Kelly Walker, Linda Benglis, Catherine Opie, Marisa Merz e Alexandre da Cunha.

Chiudiamo questa veloce rassegna basilese con Thomas Brambilla e le opere di Klaus Rinke.

Una fiera sempre di altissimo livello che però non convince del tutto. Il sentore è un po’ quello di una decadenza conseguente alla crisi di mercato che stiamo vivendo.

[Ha collaborato Emiliana Alimonti]

Roberto Sala

Editore, graphic designer e fotografo d’arte, dal 2012 è docente di Metodi e tecniche dell'arte-terapia presso l'Accademia di Brera nel corso di laurea specialistica di Teorie e pratiche della terapeutica artistica. Direttore della casa editrice Sala Editori specializzata in pubblicazioni d’arte e architettura, affianca alla professione di editore quella di grafico, seguendo in tempi recenti l’immagine coordinata delle più importanti manifestazioni culturali della città di Pescara fra le quali si segnalano: Funambolika e Pescara Jazz. Dal 1992 è Art Director della Rivista Segno per la quale dal 1976 ha ricoperto diversi ruoli e incarichi. Dal 2019 è Direttore Editoriale di Segnonline per il quale traccia la linea politica e di sviluppo del periodico. roberto@segnonline.it