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Alla galleria Cartavetra, il dialogo inverso di Ettore Pinelli e Giorgio Distefano

Si intitola Dialogo inverso, orientarsi tra le macerie la mostra che la galleria Cartavetra di Firenze dedica agli artisti Ettore Pinelli e Giorgio Distefano. Curato da Mattia Lapperier, il progetto espositivo è idealmente suddiviso in due appuntamenti. Il primo, che aprirà il 18 febbraio, ospiterà nelle due sale principali una quindicina di opere di Pinelli e nella terza un corpus di lavori pensati per il dialogo tra i due artisti. Il secondo, che inaugurerà il 18 marzo, insisterà prevalentemente sulla ricerca di Distefano e sul nuovo confronto con Pinelli.

Orientarsi tra le macerie significa rileggere il concetto di frammentazione, indagare il tema della disgregazione dell’immagine muovendo dall’immagine stessa che perde qui il suo statuto di unitarietà e di presunta verità. Una deflagrazione della struttura visiva che ambisce a spezzare il nesso di causa con i significati e i referenti originali per approdare a una visione altra, obliqua e interstiziale, che sollecita chi osserva a fare una sorta di editing visuale e mentale, mediante il quale ricavare una propria lettura, il senso della narrazione. L’esperienza è come una miscellanea in cui ognuno degli artisti crea le coordinate per definire le presenze che concorrono a formare gli elementi costitutivi del racconto. 

Da un lato Ettore Pinelli (Modica, 1984), artista diplomatosi nel 2007 all’Accademia di Belle arti di Firenze in Pittura e in Progettazione e Cura degli allestimenti nel 2010, in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. La sua ricerca è incentrata sull’osservazione antropologica degli aspetti relazionali della natura umana quando questa viene condotta al suo limite. A partire da immagini, video ed iconografie ricavate dai media, egli evidenzia il rapporto portato allo stremo che l’uomo contemporaneo ha con l’informazione. Nella sua ricerca è costante lo sviluppo di particolari immagini e dati provenienti da canali di informazione di terze parti: una mancata definizione, un’accentuazione del disturbo o dell’errore che da difetti si trasformano in valori unici e assoluti.

Dall’altro Giorgio Distefano (Ragusa, 1972) artista formatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, città dove tuttora vive e opera. Successivamente agli studi e dopo avere praticato per diversi anni l’attività di scenografo e costumista, collaborando con compagnie di teatro di ricerca e di danza, ha concentrato la sua ricerca sulla pittura. Questa ricerca si muove in senso trasversale, afferrando stimoli e suggestioni provenienti dall’approfondimento e dalla costante curiosità per le tecniche, nonché dallo studio della resa materica e dei valori ottici legati alla distanza e al senso di astrazione contenuto nella figurazione. 

Pinelli indaga un contesto sociologico attraverso scene di lotta e guerriglia urbana, ne denuncia il peso e l’ingombro aprendo le immagini a una dimensione senza peso e senza materialità. Una dimensione metafisica che trascende i soggetti per svelare una condizione umana misteriosa e nebulosa. Per contro, Distefano propone paesaggi che richiamano la sua terra d’origine, ritraendo una durezza che non sempre è sinonimo di stabilità, suggerendo scenari metaforici, dietro i quali si nascondono gli equilibri precari e contraddittori da cui è permeata la nostra contemporaneità. Insieme, un dialogo che è una messa in questione del visivo, regolato da accadimenti e leggi esistenti da qualche parte, in un fondo che è fluido e che non si professa né autentico né menzognero, ma crede solo nel sistema produttivo e riproduttivo del linguaggio dell’immagine. 

“Alla frantumazione dell’immagine corrisponde la conseguente disgregazione dell’io che a sua volta determina immediate ricadute nel tempo e nello spazio. Deriva da tali premesse la scelta di un allestimento instabile, che muti nel corso del tempo e avvii, in una prima fase, il confronto di un artista in direzione dell’altro per poi procedere, nella seconda e conclusiva fase in cui si articola la durata dell’intera mostra, a un totale riallestimento, in senso inverso.” Mattia Lapperier, curatore. 

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DIALOGO INVERSO – orientarsi tra le macerie 

di Ettore Pinelli e Giorgio Distefano
A cura di: Mattia Lapperier
Primo Opening: 18 Febbraio / 16:00 – 20:00  | Secondo Opening: 18 Marzo / 16:00 – 20:00 

Dal 18 Febbraio al 16 Aprile 2022 | Da Mercoledì a Sabato ore 15:30 – 19:00