Benjamin Verdonck © Lumento

Al Mattatoio il Master PACS si apre al pubblico con eventi gratuiti

Arte, performance, architettura, comunità e condivisione con il territorio: sono questi gli ingredienti che daranno vita alle attività del Mattatoio nei prossimi mesi.

In occasione del Master annuale di II livello Arti Performative e Spazi Comunitari (PACS), la Pelanda sarà luogo di scoperta e incontro ospitando il lavoro di circa 30 fra artisti, curatori e ricercatori internazionali e proponendo oltre all’offerta formativa rivolta agli studenti, un programma di incontri, talk, e performance, rivolto a tutti e gratuiti, in un dialogo costante con gli altri spazi dell’Azienda Speciale Palaexpo.

Ha preso avvio a gennaio, negli spazi del Mattatoio, il Master annuale di II livello Arti Performative e Spazi Comunitari (PACS), il primo percorso di alta formazione in Italia che coniuga l’approfondimento dei linguaggi artistici e la ricerca in campo performativo con l’attivazione dello spazio pubblico e del territorio urbano. Realizzato grazie alla collaborazione tra l’Azienda Speciale Palaexpo e il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, diretto da Cesare Pietroiusti, Presidente Azienda Speciale Palaexpo e Francesco Careri, docente del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, con il coordinamento generale e l’ideazione della drammaturgia didattica di Ilaria Mancia, il coordinamento della sezione Spazi comunitari di Natalia Agati, il Master si svilupperà, da gennaio fino a novembre 2020, attraverso una prassi di ricerca e studio che coinvolgerà artisti e operatori nazionali e internazionali. Seminari teorici e momenti di sperimentazione laboratoriale contribuiranno ad approfondire il percorso didattico in un’ottica di scambio e di costruzione di una visione creativa e critica, sostenendo una ricerca interdisciplinare di eccellenza nel campo delle arti performative. Oltre 120 persone hanno inviato la richiesta di partecipazione e tra queste ne sono state selezionate 36. L’Azienda Speciale Palaexpo per garantire una maggiore accessibilità al Master ha messo a disposizione 20 borse di studio. Un percorso innovativo, che va ben oltre l’offerta formativa indirizzata agli studenti iscritti, e che abiterà tutti gli spazi del Mattatoio, aprendosi verso l’esterno e innestandosi nel territorio cittadino con un programma che includerà a ingresso gratuito i talk e gli incontri tenuti dagli artisti e docenti, oltre che gli esiti dei diversi laboratori, e con un calendario di performance presentate da alcuni degli artisti coinvolti nel master. Una duplice linea di apertura e programmazione pubblica, nella quale prende corpo un’idea di formazione diffusa, porosa e in costante dialogo con l’esterno, in cui la pratica e la teoria si intrecciano tra loro. Antico porto romano, luogo di feste e carnevali medievali, zona industriale all’interno di un quartiere operaio, il Mattatoio di Testaccio è storicamente sede di pratiche e scambio di saperi artigianali e oggi luogo denso di attraversamenti e co-abitazione tra realtà differenti: le aule della Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre e dell’Accademia di Belle Arti, il Centro Anziani di Testaccio, la Scuola Popolare di Musica, il Centro Culturale Curdo “Ararat”, fino ai grandi spazi espositivi dei Padiglioni 9a e 9b, passando per i tanti festival che ogni anno occupano temporaneamente la Pelanda: Short Theatre, Romaeuropa Festival, Nuova Consonanza, ecc. L’intento di PACS è farsi occasione per una trasformazione e attivazione in senso comunitario del Mattatoio, rendendolo sempre più cuore pulsante dell’attività culturale dedicata al contemporaneo di Roma, crocevia di lingue, culture e linguaggi, hub aperto e abitato da comunità in dialogo tra loro, in cui possano crearsi le condizioni ideali per far fiorire la sperimentazione, la produzione e la ricerca artistica, oltre che nuovi modi di vivere la città. Organizzeranno parte delle attività del Master artisti, ricercatori, docenti, curatori tra i più rilevanti nel panorama delle arti contemporanee – come Alessandro Sciarroni, Leone d’oro alla carriera alla Biennale Danza 2019, Stefan Kaegi del collettivo Rimini Protokoll, vincitore, tra i tanti riconoscimenti internazionali, del Premio Ubu 2018 per il miglior spettacolo straniero in Italia, Agrupación Señor Serrano, compagnia Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2015, Silvia Bottiroli, ex-direttrice artistica di Santarcangelo Festival e ora direttrice del DAS Theatre di Amsterdam, Daniel Blanga Gubbay, co-direttore artistico del prestigioso Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles, Andrea Lissoni neo direttore della Haus der Kunst di Monaco e, ancora Muta Imago, Chiara Camoni, Francesca Grilli, Daniela Angelucci, Simone Pappalardo, Ilaria Bussoni, Julie Faubert, Daniele Roccato, ecc. – e della progettazione architettonica internazionale, come Germán Valenzuela e Stalker, guideranno i partecipanti nell’esplorazione dei linguaggi performativi di teatro, musica, danza, architettura e arti visive, verso forme inedite di ricerca interdisciplinare e nell’osservazione delle potenzialità dei luoghi attraversati, per sviluppare modalità di rigenerazione e inventare inediti modelli di uso dello spazio urbano attraverso l’intervento artistico, condividendo con il pubblico i processi, le fasi di lavoro, i risultati.

Si apriranno le porte al pubblico con l’arrivo a Roma il 23 febbraio di Stefan Kaegi che approfondirà la storia e le tecniche del potente teatro documentario imbevuto di realtà del famoso collettivo Rimini Protokoll e mostrerà il lavoro svolto con gli studenti. A seguire l’artista belga Benjamin Verdonck, apprezzato a livello internazionale e reduce dalla prima mondiale del suo nuovo lavoro, presenterà tre performance dei suoi magici teatri in miniatura. Seguirà l’indagine del corpo performativo, esplorando il rapporto tra immobilità e pittura, dell’ “Accademia dell’immobilità” di Luigi Presicce, quello tra voce, corpo e racconto in Gola di Chiara Guidi, quello tra danza e spazio-tempo non teatrale di Annamaria Ajmone o, ancora, l’immersione nella ripetizione del movimento di Alessandro Sciarroni. Si attraverseranno le esplorazioni partecipative di Stalker, l’ideazione di strutture architettoniche che permettono ai corpi di agire lo spazio dell’architetto cileno Germán Valenzuela, nonché la pratica sensoriale dell'”immaginario della città sensibile” proposta da Alain Michard. Si scoprirà la scrittura di una drammaturgia fatta di immagini attraverso i dispositivi digitali e gli oggetti di Agrupación Señor Serrano, e molto altro. Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito.
Tessendo inoltre delle reti con le altre istituzioni culturali della città – quali il Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Istituto Svizzero, Academia Belgica e Reale Accademia di Spagna a Roma – da febbraio a novembre il Mattatoio, e in particolare la Pelanda, sarà abitato da un vasto ed eterogeneo panorama di linguaggi, visioni e pratiche, con cui potrà entrare in contatto la città intera, nella convinzione che linguaggio artistico, architettura e comunità siano alleati nell’agire sulla realtà. Il programma delle attività aperte al pubblico è a cura di Ilaria Mancia.

CALENDARIO EVENTI APERTI AL PUBBLICO periodo FEBBRAIO – MARZO Ingresso gratuito (In programmazione gli appuntamenti da aprile a novembre) visibile qui