Non esiste parola, né discorso, capace di contenere il ricordo di Remo. Per me non è stato soltanto uno dei protagonisti di una stagione culturale irripetibile, ma una presenza fondamentale in cinquant’anni di amicizia. Il ritorno all’essenza delle cose ha orientato tanto la sua poetica artistica quanto il suo modo di stare nel mondo e nelle relazioni. Non di rado accadeva che Remo si presentasse con un dono – una piccola opera o un libro – da cui nasceva sempre un dialogo vivace, espressione della sua inesauribile curiosità intellettuale. Con Remo, anche il gesto più essenziale si caricava di una rara profondità spirituale, come il semplice atto di squadrare, tagliare, piegare delle sue opere Nel momento. Nella sua esperienza non esisteva separazione tra vita quotidiana e pratica artistica: entrambe rispondevano alla stessa disciplina interiore, alla medesima tensione verso l’essenzialità. Remo era capace di lasciare tracce profonde con naturalezza, come la betulla che volle piantare nel cortile della galleria in occasione della sua mostra personale nel 2017. Un’estensione autentica del suo modo di abitare il mondo: radicato nei sentimenti e nelle amicizie ed elevato da una profonda tensione spirituale. Un’anima e uno sguardo sul mondo insostituibili.
– Gianfranco –
Considerato tra i più importanti artisti italiani della sua generazione, Remo Salvadori ha elaborato, a partire dagli anni Settanta, una ricerca profondamente personale sviluppata attraverso scultura, installazione e interventi site-specific. Basata sulla relazione tra l’osservatore e materiali o elementi quali acqua, colore e metalli, la sua pratica si configura come un processo in continua trasformazione, alimentato da dinamiche alchemiche e percorsi di conoscenza capaci di generare nuove forme di consapevolezza del sé e del mondo.Nel corso della sua carriera ha preso parte più volte a Documenta e alla Biennale di Venezia, presentando il proprio lavoro in istituzioni internazionali quali Art Gallery of Ontario, Stedelijk Museum Amsterdam, Centre National d’Art Contemporain de Grenoble, Kunst Museum Winterthur, Mori Art Museum, IVAM – Institut Valencià d’Art Modern, Tophane-i-Amire e Stiftung Insel Hombroich, oltre che in numerose istituzioni museali italiane. Nel 2019 ha vinto il premio Presidente della Repubblica per la Scultura. Nel 2025 gli è stata dedicata un’ampia mostra personale, diffusa tra le sedi milanesi di Palazzo Reale, Chiesa di San Gottardo e Museo del Novecento.
