A tu per tu con Michelangelo

Luca Bizzarri, solo, davanti ai Prigioni nel magico spazio della Galleria dell’Accademia di Firenze è Michelangelo Buonarroti poeta, recita le rime che il sommo artista da lui dedicò dall’amica e poetessa Vittoria Colonna.

Il Presidente della Fondazione di Palazzo Ducale, uomo di cultura, eclettico artista e ottimo manager, ha aperto così il sipario su Michelangelo divino artista la mostra che la Fondazione di Palazzo Ducale ha fortemente voluto e che è in cartellone a Genova fino al 21 febbraio. Si celebra così il legame tra Firenze e Genova, due città che presentano tante analogie dall’aristocrazia mercantile, a quella finanziaria, all’amore per la bellezza, ad una generosa committenza storica, dai Duchi ai Dogi, Medici e Doria, per tutti che hanno dato vita a patrimoni inestimabili, e che poterono  e vollero affidarsi all’arte per parlare di sè. 

L’arte fino all’avvento della stampa, è stata  l’unico mezzo di comunicazione  ed è grazie ai committenti, istituzionali o privati, che “vediamo”  la nostra storia. Committenti quindi, non mecenati,  un termine  quest’ultimo che gode di immeritata fortuna, fuorviante, che si è sovrapposto alla realtà e che per certi versi ha avvilito l’artista sbilanciando l’equilibrio tra le due facce della stessa medaglia, artista e committente appunto. Solo grazie a questo formidabile sodalizio oggi l’Italia  può godere  di un inestimabile patrimonio artistico. Giulio II, ma non è certo il solo, ne è l’emblema da un lato, come Michelangelo lo è dall’altro. In età precoce il Nostro svela le sue doti artistiche tanto che da  ragazzo fu messo a bottega dal Ghirlandaio, allora all’apice  della fama, il quale si accorse subito delle doti eccezionali del giovane che divenne presto il suo miglior allievo.

Ma com’era Michelangelo?

Facciamo  un salto all’indietro nel tempo per sbirciare dal buco della serratura della bottega del Maestro… e assistiamo al momento in cui si concretizzerà la burla ordita dal promettente allievo  ai suoi danni. Arriviamo proprio nel momento in cui il Ghirlandaio si avvicina al cavalletto per continuare il dipinto cui da tempo attende. Come ogni mattina leva il telo che lui stesso cala alla sera a coprire il dipinto. E …non crede ai suoi occhi! Fa un passo indietro! Sorpreso e strabiliato, guarda il quadro, che è li, davanti a lui finito e perfetto! Scuote la testa cerca di capire… invano… e archivia l’accaduto attribuendo il fatto ad uno scherzo della memoria. L’assistente di studio però si accorge di uno strano fermento  tra gli allievi… ammiccamenti, risolini e sbuffi di riso. Gli allievi non riuscivano a contenersi vedendo lo sconcerto del loro Maestro che non poteva immaginare che Michelangelo avesse ultimato la sua tela. Non so se più addolorato o risentito  il Ghirlandaio si vide costretto ad allontanare suo miglior allievo per mettere argine al ridicolo.

L’aneddoto qui narrato, fotografa il carattere  del personaggio, un carattere dagli sfaccettature contraddittorie, sensibile, ma orgoglioso e   permaloso, impulsivo, la battuta pronta, allo stesso tempo generoso e brusco, difficile e interiormente ambizioso, scultore eccelso, poeta, architetto. Michelangelo non nominò mai più in tutta la sua lunga vita il Ghirlandaio. L’allontanamento dalla bottega paradossalmente fu la sua fortuna,  si ritrovò libero e abbastanza forte per iniziare il suo luminoso percorso. Non possedeva la solarità e la bellezza di Leonardo, con cui si senti per certi versi sempre in competizione, o comunque messo a paragone, correvano solo 20 anni tra il loro ma la sua abilità venne riconosciuta ben presto nonostante il suo carattere difficile.

La mostra come sottolinea Pietro Folena Presidente di MetaMorfosi la prestigiosa associazione che l’ha fortemente voluta e sostenuta, sottolinea che Michelangelo visse quasi cent’anni, in tempi di guerre feroci, di rivolgimenti cruciali, frequentò i Medici, assistė  alla loro cacciata, a Roma per trent’anni, lavora per Lorenzo il Magnifico, per ben tre papi: tutti noi in questa mostra diventiamo  suoi compagni e sodali seguendolo  passo passo. Lo sentiamo uno di noi. Per questo è una grande mostra, ma anche una mostra grande come sottolinea il direttore di Palazzo Ducale Serena Bertolucci, diffusa com’è nei luoghi che Michelangelo toccò direttamente o attraverso i suoi committenti in Liguria che per poco non diventò il suo quartier generale al posto di Roma. Cosi testimonia la presidente di Casa Buonarroti e dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, Cristina Acidini, massima esperto dell’operato dell’artista che ha sottolineato quanto l’operato del Divino Artista abbia improntato gli artisti  dopo di lui.

Il percorso espositivo parte dagli Appartamenti del Doge, un trionfo di opere dai preziosissimi disegni alla Madonna della Scala, al monumentale Cristo Redentore, alla Cleopatra, quindi esce da Palazzo Ducale per toccare  altre realtà cittadine a corollario, l’Accademia  Ligustica, l’Albergo dei  Poveri, l’Ordine degli Architetti, La Wolfsoniana, Palazzo Bianco, la Basilica delle Vigne, riprendendo il fortunato format del percorso in città della mostra di Giobatta Airaldi presentata più di vent’anni fa, ma per la prima volta travalica i confini cittadini e tocca la Pinacoteca di Savona, il Complesso della Cattedrale e non solo, ad Alassio il MuDA, e dilatandosi aldilá dei confini ci invita così a ripercorrere il percorso del Divino Artista. Stando bene attenti a non disturbarlo, lo seguiamo passo passo.
E ci accorgiamo una volta di più che pur tra avvenimenti sconvolgenti, la particolare tendenza al bello degli Italiani, come scrisse Marco Valsecchi in tempi non sospetti riprendendo Voltaire, è parte del nostro DNA e non è mai venuta meno per tragici che fossero gli avvenimenti, concetto che ci piace sottolineare in modo particolare in questo difficile momento.Buona mostra allora! 

Michelangelo Divino Artista è a cura di Cristina Acidini, con Alessandro Cecchi e Elena Capretti.
Catalogo SAGEP
Orari martedi domenica 10/19 Lunedi chiuso

Biglietti 12 e poi riduzioni
info www.palazzoducale.com

Partner dell’evento la fondazione Enzo Hruby, che promuove la cultura della sicurezza elettronica, la Fondazione Guglielmo Giordano, che promuove studi e ricerche tecnologiche intorno al legno, Artemagazine il quotidiano che fa capo a MetaMorfosi è costantemente aggiornato.

Michelangelo Divino Artista
21 ottobre 14 febbraio
AEnti Promotori Comune di Genova Regione Liguria
Sponsor istituzionali Fondazione Palazzo Ducale
IREN Compagnia di San Paolo, Carige, Costa edutainment, Civita arte a te Sostegno dell Camera di Commercio
E attività didattiche Coop 

Tiziana Leopizzi

Architetto, giornalista iscritta all’albo da circa 25 anni, è stata nominata accademico ad honorem per la sua scelta di diffondere i valori dell’arte e della cultura in modo semplice e trasversale. È membro quindi dell’AADFI l’Accademia delle Arti del Disegno, la più antica d’Europa, voluta da Cosimo I e Giorgio Vasari nel 1563, che vanta come primo Accademico Michelangelo. Recentemente nel 2018 è stata nominata Ambasciatore della Città di Genova nel Mondo. Il suo mentore è Leonardo da Vinci il cui CV che non manca occasione di publicare, è fonte di saperi inestimabili per tutti noi. Usa l’arte come strumento di comunicazione realizzando progetti in Italia e all'estero.