Casa delle Regole, sede del Museo Rimoldi

Una favola d’Ampezzo: il Museo Mario Rimoldi

In occasione dei cinquant’anni del Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi di Cortina d’Ampezzo, dal 25 giugno al 6 ottobre 2024 aprirà al pubblico la mostra Il Museo Mario Rimoldi: una favola d’Ampezzo. 1974-2024, realizzata dalla Commissione Culturale del Museo Rimoldi, in collaborazione con l’artista Paolo Barozzi, l’archivista Ilaria Lancedelli e il curatore d‘arte Giorgio Chinea Canale.

Il toponimo Cortina d’Ampezzo, oltre ad essere di origine controversa, sollecita la curiosità. Centro di indubitabile fama turistica, Cortina, prende il nome dal tardo latino curtis (feudo) mentre la seconda parte della denominazione, d’Ampezzo, probabilmente deriva da una parola ladina che può indicare un luogo ampio e spazioso, oppure una pianta selvatica dalla quale è possibile estrarre un liquido fermentante. Di fatto le testimonianze storiche attestano che in questo sito era insediata una comunità già a partire dal 1156 come territorio appartenente al Cadore, poi sottoposta al Patriarcato di Aquileia e, solo successivamente, alla Repubblica di Venezia. Il Museo d’arte Moderna Mario Rimoldi è stato inaugurato nel 1974 dopo la donazione alle Regole Ampezzane da parte della vedova, Rosa Braun, della straordinaria collezione del marito. È interessante scoprire che le Regole Ampezzane sono un istituto di proprietà collettive che gestisce beni comuni secondo indicazioni di diritto germanico. A cinquant’anni di distanza dall’istituzione del Museo, il 25 giugno 2024, la collezione, articolata su tre piani espositivi, si ripresenta al pubblico con una veste rinnovata: una selezione di circa 200 opere di grandi maestri del Novecento e tra questi: de Pisis, de Chirico, Depero, Vedova, Morandi, Guttuso, Kokoschka. La mostra è stata realizzata dalla Commissione Culturale del Museo Rimoldi, in collaborazione con l’artista Paolo Barozzi, l’archivista Ilaria Lancedelli e il curatore d’arte Giorgio Chinea Canale. Verrà offerta al visitatore la possibilità di ammirare opere di grande valore ma anche di conoscere meglio la figura di Mario Rimoldi. Dotato di grande perspicacia e lungimiranza, negli anni Venti del Novecento, l’imprenditore e politico cadorino, sindaco di Cortina dal 1951 al 1956, iniziò a raccogliere opere d’arte di antiquariato e alcuni dipinti ottocenteschi. Nel 1929 conobbe Filippo de Pisis e l’incontro cambiò radicalmente i suoi interessi che volgeranno al contemporaneo e già nel 1940 la sua collezione contava circa 700 opere. Nel 1941 si tenne nel Palazzo Duca d’Aosta la Mostra delle collezioni d’arte contemporanea promossa dall’Azienda di Soggiorno e Turismo e sotto l’egida del Ministero dell’Educazione Nazionale. Rimoldi diverrà poi anche presidente della Regia Scuola d’Arte di Cortina d’Ampezzo e inizierà a partecipare ai principali eventi artistici a livello nazionale tra Venezia, Roma e Milano, entrando in contatto con critici e letterati che d’abitudine villeggiavano nella sua città natale.  Nel 1961 organizzò al Circolo Artistico una mostra dedicata a Mario Sironi divenuto suo grande amico. Insomma, una vita di dedizione all’arte che finalmente trova la possibilità di farsi conoscere al grande pubblico. Il Museo d’Arte Moderna con la mostra, Il Museo Mario Rimoldi: una favola d’Ampezzo. 1974-2024, mantiene in questo modo viva la tradizionale vivacità culturale, propria del suo fondatore, che lo ha caratterizzato negli anni attraverso la promozione di eventi diversi: mostre temporanee, prestiti a prestigiose esposizioni in Italia e all’Estero, collaborazioni con il mondo della cultura e dell’Istruzione.