Art Verona Digital Edition
Courtesy the artist and Galleria Franco Noero, Torino. Photo credtis: Sebastiano Pellion di Persano

“They lifted me into the sun again and packed my skull with cinnamon”

Un’installazione poetica dà vita all’iniziativa di Jason Dodge di lasciare a qualcun’altro l’interpretazione di un testo poetico al fine di tradurlo poi in un’opera d’arte.

“They lifted me into the sun again and packed my skull with cinnamon” è una mostra in edizione di sei esposta contemporaneamente in sei diverse sedi tra l’ultima settimana di ottobre e la prima di novembre. Gli spazi espositivi partecipanti al progetto sono Galleria Franco Noero (Torino), Gilles Drouault galerie/multiples (Parigi), MORE publishers with Gevaert Editions (Bruxelles), Guimaraes (Vienna), Akwa  Ibom (Atene), and Gern en Regalia (New York).

Ad ogni spazio sono state inviate dall’artista delle precise istruzioni per l’allestimento insieme ad una lista di specifici oggetti, tra cui: 20 poster pubblicitari della marca Bayer Aspirin, un volantino per il ritrovamento di un animale smarrito, petali di calendula, batterie, forchette, elementi in tessuto e una lista della spesa.

Il set di istruzioni inviato dall’artista si traduce in un dialogo improvvisato di differenti pratiche, altri corpi e manualità. La poetica stessa della mostra è animata attraverso una serie di scelte simili al coinvolgimento di un traduttore nell’interpretare il testo di una poesia. In ogni iterazione di questa mostra Dodge ha infatti chiesto a dei sostituti di eseguire l’allestimento. La ballerina e coreografa Alix Eynaudi ha composto una partitura da seguire per la composizione di ogni mostra. Non correlato alla casualità, ma aperto all’interpretazione, il progetto si lega alla pratica di Dodge di invitare amici e colleghi a prestare titoli e testi alle sue mostre che in questo caso però sottintende ad un movimento più libero, aprendosi ad una conversazione con gli elementi. Un’improvvisazione frutto di una partitura condivisa dall’artista Giorgio Griffa che ha interpretato le istruzioni specifiche attraverso un’installazione risultante in un incontro unico tra due poetiche forti e distintive.

Ringraziamo Giorgio Griffa per l’estrema generosità nell’aver accettato l’invito di Jason Dodge, per la cura, la grazia e la lucidità nel leggere e interpretare il suo lavoro.

Il nuovo progetto di Jason Dodge è in mostra al piano terra di Casa Scaccabarozzi – lo storico edificio di Alessandro Antonelli detto anche Fetta di Polenta – che per una volta ancora torna ad essere galleria fino al 12 dicembre 2020. La mostra è visibile esclusivamente attraverso due finestre dell’edificio da Via Giulia di Barolo a Torino.