Art Verona Digital Edition
Rodari

Rodari nel paese degli artisti (digitali)

Alla GABA.Mc, la galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, fino al 15 gennaio, la mostra Sbagliando s’inventa – Gianni Rodari nel paese degli artisti presentata e curata da Antonello Tolve

“Sbagliando s’impara è vecchio proverbio. Il nuovo potrebbe dire che sbagliando s’inventa” diceva Gianni Rodari, di cui ricorre in quest’anno nefasto, anoressico di socialità, il centesimo anniversario della sua nascita. Da qui prende forma la mostra Sbagliando s’inventa – Gianni Rodari nel paese degli artisti presentata dall’Accademia di Belle Arti di Macerata e curata da Antonello Tolve, alla GABA.Mc, la galleria dell’Accademia, o meglio nella sua riproduzione virtuale costruita digitalmente per l’occasione. Proprio tra virtualità necessaria in questo periodo di mostre chiuse e il relazionarsi a quell’intellettuale bambino che è sempre stato Gianni Rodari, si muovono i 5 artisti che prendono parte alla collettiva: Michelangelo BastianiDaniela Di MaroChiara PassaTamara Repetto e Cristian Rizzuti. Artisti italiani che si trovano a loro agio nel linguaggio immateriale della multimedialità. Artisti che in modi diversi presentano ad un pubblico digitale opere digitali in uno spazio digitale.

“Il medium è il messaggio” e il senso di una visita alla GABA.Mc è ben diverso da quello di una “visita” nel suo simulacro digitale, nelle vesti da internauta. Le opere in mostra, comunque, aiutano la fruizione da parte del pubblico, essendo per strutturale natura a loro agio nel fluido digitale e non creando alcuna sensazione di inadeguatezza tipica della maggior parte delle mostre virtuali presentate dall’inizio della pandemia.

In generale ci si muove nella GABA.Mc così come ci si muove su Google Maps, sentendosi un po’ come in un videogames in prima persona, alla ricerca di elementi da zoomare. La natura informazionale del mezzo digitale raffredda l’esperienza, ma è inevitabile che accada, e diventando anche noi schermo (il medium diventa noi e viceversa nel momento in cui ci relazioniamo ad esso, come rifletteva McLuhan) la mostra uni-materiale (composta esclusivamente da bit) annulla qualsiasi forma di contemplazione in favore dell’esperienza virtuale. Per quanto riguarda il contenuto, invece, la mostra propone spunti di riflessione non indifferenti e una esperienza virtuale di certo curiosa.

Le opere in mostra sono sempre relazionate, attraverso delle suggestioni, ai testi di Rodari, in una composizione strutturata che ha in ogni area della galleria le opere di un unico artista, rendendo il rapporto significante sempre 1:1 con lo scrittore, pedagogista e poeta piemontese.

Chiara Passa presenta 4 GIF animate (tutte legate a riflessioni spaziali) che nella galleria virtuale si trasformano in surreali quadri in movimento. 2 lavori astratti e 2 che partono dalle “piazze” dechirichiane nella ricerca di una “nuova visione neo-dimensionale” come dice la stessa artista. Altra stanza, altra artista, altra suggestione. Il cielo, che ritroviamo nei frattali, riadattati virtualmente sia in forma di quadro che in wall drawing, di Tamara Rapetto. La trasformazione (dimensionale) delle opere pone l’accento sull’identità digitale della mostra, operazione che non riproduce semplicemente una possibile realtà analogica, ma ne crea una nuova esclusivamente digitale.

Anche il trittico Vanishing Point di Cristian Rizzuti è riadattato virtualmente, in questo caso rimpicciolendolo per farlo entrare negli spazi della galleria virtuale. L’opera riflette su un tema fortemente sociale e contemporaneo com’è quello dei flussi migratori, ed è il risultato finale di un lungo lavoro tradotto in performance sinestetica, che tra le diverse questioni vuole riflettere anche sul tema dell’errore della macchina. Ci racconta una storia, così come fa anche Daniela Di Maro con l’opera video Pollination VS Pollution, opera realizzata insieme agli studenti del Liceo Artistico di Brera, ponendo in primo piano le loro sensibilità su un tema tanto caro soprattutto ai più giovani, ma che dovrebbe interessare tutti: l’inquinamento.

Infine, Michelangelo Bastiani è presente nella mostra con The Geyser – Viaggio al centro della Terra – Aria, una proiezione video interattiva che implica il corpo del visitatore, e che invece in questo caso interagisce con il personale click del mouse.

In conclusione, tra spazi riprodotti fedelmente e opere malleabili nell’immaterialità dello spazio digitale, la mostra si pone come momento di triangolazione: tra un anniversario, una pandemia e le riflessioni digitali, o trasformate in tali, poste dagli artisti “presenti” con opere che percorrono gli anni ’10 del 2000. Una mostra “concreta” che non può che essere percepita come un esperimento riuscito nel panorama delle mostre del World Wide Web di questo 2020, ma che, volendo, mette in evidenza una questione: nella frammentazione digitale che identità può trattenere un white cube riprodotto in modo esattamente fedele alla realtà?

Sbagliando s’inventa – Gianni Rodari nel paese degli artisti

a cura di Antonello Tolve

dal 29 ottobre 2020 al 15 gennaio 2021

GABA.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata

P.za Vittorio Veneto, 7 – Macerata

Link alla mostra: https://abamc.it/gaba-mc/item/sbagliando-si-inventa