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Alberonero, PILA, Rieti, 2020. Foto Gianluca Gasbarri

Alberonero – PILA

Delicata e quasi eterea, “Pila” respira assieme alla città di Rieti e ne veicola la solidità e stabilità culturale.

Il 31 ottobre si è concluso anche l’ultimo appuntamento di TraMe – Tracce di Memoria, progetto culturale dell’agenzia The Uncommon Factory, a cura di Annalisa Ferraro, sostenuto dalla Regione Lazio e dai Fondi FESR, che per un anno e mezzo ha contribuito ad animare culturalmente la città di Rieti.
Il progetto TraMe – Tracce di Memoria ha inaugurato l’installazione artistica progettata da Alberonero per Rieti, realizzata a partire dal 28 ottobre in Piazza Cesare Battisti, lungo il Belvedere recentemente restituito ai cittadini.

Le opere di Alberonero nascono da un dialogo intimo con lo spazio, da una concezione dell’arte come elemento fondante del paesaggio, in termini poetici. L’artista è abituato a confrontarsi con lo spazio naturale e urbano, a
lavorare sui processi di restituzione, in forma minimale ed emozionale.
Per queste ragioni, sulla base della ricerca che da diversi anni Alberonero porta avanti, il Belvedere di Piazza Cesare Battisti è risultato essere idoneo ad ospitare temporaneamente l’installazione progettata dall’artista per Rieti, per il suo essere un luogo in grado di porsi al centro di un contesto storico-artistico e paesaggistico incredibilmente valido e stratificato. “PILA”, dialoga così, da un lato con la Cattedrale di Santa Maria Assunta e con le architetture contemporanee, dall’altro con il Giardino del Vignola e le due piazze principali della città, Piazza Cesare Battisti e Piazza Vittorio Emanuele, godendo sempre del privilegio di affacciarsi sui tetti della Rieti antica e su quel meraviglioso panorama che ogni giorno racconta e sintetizza al meglio il rapporto tra il patrimonio storico-artistico e il patrimonio naturalistico che istituzioni e cittadini si impegnano a conservare e che ancora fortemente influenza la cultura del luogo.
Collocandosi in questo preciso contesto, l’opera desidera porsi accanto alla città di Rieti e alla vita quotidiana dei suoi abitanti. L’area individuata è infatti tra le più frequentate, luogo di passaggio ma anche di sosta e di svago per cittadini e turisti. Il belvedere, anche grazie all’installazione dell’opera, rafforza il suo ruolo di spazio dedicato alla contemplazione, all’osservazione della storia cittadina e della natura, che fiera e rigogliosa continua da secoli a colorare il paesaggio reatino.

“PILA”, con il suo mostrarsi apparentemente intangibile ed incorporea, si fa evocazione della forte spiritualità che pervade la città di Rieti, ricordando continuamente il suo essere stata fulcro del cammino di Francesco, terra in cui il Santo ha consolidato la sua fede e trovato la forza per metterla a disposizione dei fedeli e del popolo. Solo apparentemente intangibile ed incorporea, l’opera è invece solida e stabile, come solida e stabile è la cultura locale, nelle preservate memorie storico-artistiche, religiose, sociali.