The Porcelain Room
Foto: Delfino Sisto Legnani. Courtesy Fondazione Prada

The Porcelain Room | Prada

Fino al 28 settembre, alla Fondazione Prada di Milano, The Porcelain Room, oltre 1700 porcellane cinesi esposte come in una wunderkammer a grandezza naturale.

Una stanza costruita all’interno di un’altra stanza, la quale, a sua volta, cela infine uno spazio intimo e prezioso. L’allestimento della mostra The Porcelain Room – Chinese Export Porcelain al quarto piano della Torre della Fondazione Prada a Milano è concepito secondo il concetto delle scatole cinesi, ciascuna delle quali offre visioni stravaganti.

Ogni ambiente è in grado di trasportare il visitatore in un viaggio nello spazio e nel tempo grazie al ricco corpus di oltre 1700 porcellane cinesi da esportazione esposte come in una wunderkammer a grandezza naturale.

La visione critica emerge non dallo sguardo che riunisce tutti i frammenti, poiché il senso dei frammenti non sta nella loro sommatoria ma nella loro configurazione – nel loro stare, singolarmente, gli uni con gli altri – restituendo un’immagine del contesto storico e culturale nel quale ciascuno è stato concepito. Si tratta delle porcellane cinesi realizzate tra il XVI e XIX secolo destinate a diventare uno dei primi manufatti con diffusione su scala globale – incremento avvenuto dopo l’apertura delle rotte marittime verso Est da parte dei portoghesi nel 1513 – declinate ad hoc per ogni segmento di mercato. Infatti l’abilità e la lungimiranza degli artigiani orientali si racchiude nel loro sapersi approcciare in maniera versatile e “glocal” dove la produzione e la lavorazione erano adattate ad un pubblico più vasto, producendo così una pluralità di linguaggi espressivi.

The Porcelain Room – Foto Roberto Sala

Particolarmente curiosa è la seconda sezione della mostra dove gli oggetti di uso quotidiano si trasformano in un “bestiario fantastico”: teste di bovini, galline, crostacei, e ancora ortaggi, frutta e composizioni floreali. Ogni prodotto sembra far parte del celebre libro Cabinet of natural curiosities del farmacista di Amsterdam Albertus Seba (1665-1736) in cui vi era la più strabiliante collezione di animali, piante e insetti di tutto il mondo. Qui le lavorazioni raffinate si fondono con universi culturali differenti e cedono il passo allo stupore, infatti l’intento delle ricche famiglie europee del XVIII secolo era di comporre straordinari servizi da tavola con lo scopo di intrattenere gli ospiti durante le cene.

Ma il tesoro più prezioso e sublime si svela al visitatore solo nell’ultima sezione di questa “camera delle meraviglie”; qui la porcellana perde la funzione originaria per la quale era stata concepita e si trasforma in elemento architettonico che viene accolto su tutte le pareti dorate della stanza, generando un’installazione che trasporta in una dimensione altra.

Foto: Delfino Sisto Legnani. Courtesy Fondazione Prada

 “The Porcelain Room – Chinese Export Porcelain”
A cura di Jorge Welsh e Luísa Vinhais
Fondazione Prada, Milano
30.1 – 28.9.2020 

Angela Faravelli

Dopo la laurea in Scienze dell’Architettura presso il Politecnico di Milano ha approfondito ulteriormente la progettazione museale e l’exhibit design con un focus specifico sull’arte contemporanea conseguendo la laurea magistrale in Visual Cultures e pratiche curatoriali all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Attualmente svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore, collabora con enti pubblici e privati in ambito curatoriale e di ufficio stampa, inoltre si occupa di coordinamento editoriale e della gestione di archivi d’artista. Penna della Rivista Segno cartacea, è referente per la zona Milano, Lombardia e per la Svizzera italiana per Segnonline. angela.faravelli@segnonline.it