Suzanne Jackson

Suzanne Jackson. We have to do it for ourselves

Somethings in the World, personale di Suzanne Jackson a cura di Bruna Roccasalva, e quinta edizione del programma Furla Series, promosso da Fondazione Furla e GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano è stata prorogata fino al 14 gennaio 2024. Riproponiamo il testo di Marta Michelacci uscito sul numero 292 della rivista Segno.

Fondazione Furla e GAM, Galleria d’Arte Moderna di Milano propongono la mostra Somethings in the World, dedicata a Suzanne Jackson, a cura di Bruna Roccasalva. Si tratta della quinta edizione del programma Furla Series e la scelta di proporre una mostra sulla Jackson, artista che ha ricoperto un ruolo importante per la cultura afroamericana, assume un valore particolare in quanto rientra pienamente nel programma di valorizzazione al femminile della Fondazione. Furla Series è infatti un progetto che, dal 2017, ha impegnato la Fondazione in un programma di mostre che hanno come scopo quello di dare visibilità al contributo delle donne nella cultura contemporanea.

L’artista, nata a Saint-Louis in Missouri, si è successivamente trasferita in California. È stata la prima afroamericana a partecipare al National 4-H Congress a Chicago nel 1960, ha studiato arte e balletto alla San Francisco State University ed è stata allieva di Charles White. A partire dal 1981 ha insegnato pittura ma anche storia dell’arte afroamericana al Savannah College of Art and Design in Georgia, ha frequentato un master in scenografia teatrale alla Yale University. Il mondo dell’arte non ha capito immediatamente la portata e il valore del suo fare artistico e solo dopo molti anni le sue opere sono state oggetto di interesse e presentate in contesti di grande rilevanza come il Museum of Modern Art di New York e di San Francisco, il Baltimore Museum, il California African American di Los Angeles, MCA di San Diego, The Art Institute di Chicago, the Buffalo AKG Art Museum.

La mostra alla GAM di Milano è la prima in Europa a coronamento di uno dei sogni di Suzanne, quello di potersi far conoscere anche a livello istituzionale e internazionale. La sua attività spazia dalla pittura alla danza, al teatro, alla poesia; fedele ad un linguaggio molto personale, ricco di riferimenti alla natura, che in alcuni casi, e in tempi più recenti, è sfociata nell’astrazione o nella composizione di opere ambientali. La Jackson, già nel ’68, all’età di 24 anni, aprì la Gallery 32 a Los Angeles che la rese una figura leggendaria. Lo spazio artistico, rimasto aperto solo fino agli anni Settanta, è stato un Suzanne JACKSON We have to do it for ourselves luogo importante per la scena artistica underground californiana e luogo privilegiato per le artiste di colore. Ispirata al pensiero di Charles White, Gallery 32 è diventata una sorta di spazio comunitario, di condivisione, di discussione, attraverso mostre, ma anche letture poetiche, proponendo artisti connotati da un forte impegno politico e civile. La Gallery ha ospitato organizzazioni come il Black Arts Council o anche il Black Panthers Party che l’hanno utilizzata come centro culturale utile per fundraising a finalità sociale. Nel 1970 nella galleria si è tenuto il Sapphire Show, il primo sondaggio sulle artiste afroamericane.

Suzanne Jackson oggi ha 79 anni e la sua carriera è davvero caratterizzata da una creatività a tutto tondo. Fondamentalmente è un’artista visiva ma si è espressa attraverso i media più diversi: carta, tela, monostampe, utilizzando una tecnica molto originale che si serve della stratificazione di colore per ottenere effetti traslucidi. Alcune delle sue opere sospese sono tridimensionali e prevedono l’assemblage dei materiali più diversi, una sorta di combine paintings per citare una vaga somiglianza con alcune grandi composizioni tridimensionali di Robert Rauschenberg.

A Milano sarà possibile vedere sia alcune opere degli anni Settanta come Something New (Acrylic wash on canvas), alcune del 2011 (Somethings in the World) ed altre Multi-sided-dimensional del 2021 in cui alla pittura sono addizionati detriti, frammenti di sedie di vimini, nastri, campanelle, anelli di corda. Il fascino della Jackson e il suo attivismo politico la collocano in una posizione capace di suscitare grande interesse nella scena internazionale per la fedeltà e resilienza che ha accompagnato tutta la sua vita in una dimensione creativa che non ha conosciuto né pause né ostacoli.


Suzanne Jackson Somethings in the World
GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano
dal 15 settembre 2023 al 17 dicembre 2023 14 gennaio 2024