spremuta d'incubo

Spremuta d’incubo
Giorgia Mascitti allo Spazio Sei

Spremuta d’incubo è la nuova personale di Giorgia Mascitti, a cura di Marcella Russo, inaugurata il 21 gennaio presso lo Spazio Sei di Pescara, in cui diversi agglomerati figurativi si proiettano nella stanza, in un complesso tessuto scenografico.

L’artista attraverso il medium del disegno ci catapulta in un mondo di grafite strutturata, pittorico e scultoreo allo stesso tempo, popolato di sagome, personaggi e oggetti che assecondano la sua ricerca compulsiva di immagini. Il bianco, il nero e le molteplici sfumature tra questi due estremi, si accostano dando vita a episodi immaginari e surrealisti, che appartengono ad una serie onirica, prodotta ad hoc per questa mostra, che sembra in continuo divenire. In particolare i lavori corrispondono a due diversi formati: enormi carte che scendono in verticale al centro dello spazio, come fossero sipari roteanti, si alternano a disegni più piccoli, in un gioco di pieni e vuoti dal carattere apocalittico. All’interno Mascitti pone il risultato di una riflessione svolta a partire da due concetti fondamentali, il caos e la follia. I suoi scenari urbani e le sue rovine architettoniche in cui ambienta catastrofi assurde, sono sovraccariche di entità mostruose e sospese tra cui non c’è il minimo dialogo, e vi cogliamo la necessità di comunicare le profonde incertezze del presente.

I numerosi e sapienti dettagli che ad ogni sguardo si rivelano all’occhio sono essenziali per la percezione di un incubo labirintico, in cui l’individuo appare pienamente disperso: robot e umanoidi si compattano proprio come in una spremuta, descrivendo un horror vacui che incarna esattamente l’oblio esistenziale contemporaneo. È una dimensione inconscia, che improvvisamente si manifesta in modo concreto e assolutamente reale davanti a noi, mettendoci di fronte alla paura quotidiana del futuro nucleare e soprattutto dell’ignoto verso cui inevitabilmente tendiamo.
Giorgia Mascitti esplora con coraggio e forza i livelli di questo videogioco senza inizio e senza fine, in cui si passa dal mostro marino al dinosauro combattente, dai supereroi metallici che sovrastano le vallate (Io ti vedo, 2023) alle astronavi decadenti. I confini più o meno netti, sfaldati e a tratti geometrici delle sue maschere e degli esseri ibridi evocano icone pubblicitarie, gigantografie fumettistiche che incombono su ammassi di automobili (L’umanità teme sempre ciò che non riesce a capire, 2022) e battaglie aggrovigliate (Non importa quanto siete simili ma quanto non lo siete, 2022; Corri c’è un mostro nella stanza da bagno, 2023).

Le immagini e i soggetti tratti dalla memoria personale e da un’attività di raccolta continua, nutrono il disegno che osserviamo nella Spremuta d’incubo, ispirato anche ai racconti di Labatout e Lovecraft, a metà tra fantascienza e interpretazione claustrofobica, con cui l’artista ci sottopone un mondo bidimensionale e paranoico, pericolosamente vicino alla realtà.

Tutte le immagini courtesy Spazio Sei