Courtesy by Claudio Orlandi

Roma Arte in Nuvola 2022: considerazioni finali e i premi assegnati

Tiriamo le fila della seconda edizione di Roma Arte in Nuvola dopo gli intensi quattro giorni di apertura.

Si è appena conclusa l’edizione 2022 di Roma Arte in Nuvola, fiera dedicata all’arte moderna e contemporanea, e si continua a dibatte su questa nuova realtà nata lo scorso anno e diretta da Nicola Nicosia, in qualità direttore generale, da Adriana Polveroni, in qualità di curatrice artistica.

Rimembrando l’esperienza dello scorso anno possiamo affermare una migliore proposta generale delle gallerie presenti, ben 140, disposte nei vani del primo e secondo piano.
Al piano inferiore, come nel 2021, l’offerta è stata di alto livello con gallerie internazionali (Tornabuoni, Giampaolo Abbondio, Enrico Astuni, Ferrarin Arte di Legnago e Kromya di Lugano) che hanno esposto tanta pittura e fotografia – tra cui molti lavori del primo Novecento fino agli Anni Duemila da Mambor a Hirst, da Bocconi a Senatore – oltre che una selezione di lavori orafi realizzati da artisti internazionali e proposti da Babs Gallery Milano. Qui si respirava un’aria molto frizzante e contemporaneamente distesa anche per via di una migliore disposizione degli spazi tra una galleria e l’altra.

L’attenzione dei visitatori si è incentrata anche su tre progetti speciali: Le opere dell’Eur. “Una apparizione di valori” (excursus di immagini dedicate agli edifici presenti nel futuristico quartiere EUR), Inedite Azioni.Joseph Beuys – Keith Haring – Hermann Nitsch (Fotografie di Mario Carbone e Stefano Fontebasso De Martino dalle collezioni della Sovrintendenza Capitolina) e Piero Dorazio e il suo tempo ovvero un solo show dedicato ad uno dei pilastri della cultura artistica nostrana con opere di grandi dimensioni che, tuttavia, sono state inserite in spazi troppo esigui rispetto alla loro mole e alla loro potenza espressiva risultando difficili da apprezzare e visualizzare. Adeguato, invece, l’inserimento di Inedite Azioni al secondo piano tra gli stand dedicati al contemporaneo. 

Al secondo piano, per via di una selezione non troppo “selettiva”, il livello si abbassa nonostante diverse proposte interessanti, tra cui l’elegante stand della home gallery di Pescara CERAVENTO con il solo show di Simone Cerio. Inoltre, abbiamo apprezzato la solida scelta della Galleria Gallerati di proporre tre fotografi italiani (Nicola Bertellotti, Angelo Cricchi e Claudio Orlandi) dando vita ad uno stand suggestivo, surreale e fantasmagorico. Raffinato anche lo stand della Galleria Valentina Bonomo con opere di Opie, Milton Manelas e non solo. Stimolante anche la scelta della Galleria Gasparelli con le monocrome proposte di Giacinto Ceroni così come la scelta di Ex-Elettrofonica con le opere su cartone (molto “street”) di Guendalina Salini e le pitture di Agostino Iacurci: un dialogo che tende, forse, ad un’inconsapevole inversione di ruoli tra i due artisti? Interessante anche lo stand di Studio SALES – con opere di Diego Mirabella, Romina Bassu, Flavio Favelli, Eva Marisaldi – e della Galleria Alberta Pane focalizzata sull’opera di Romina De Novellis.

Due parole sul padiglione del paese ospitante ossia l’Ucraina su cui non ci esprimiamo per via dello scarso livello proposto e preferiamo rivolgere la nostra attenzione verso i Premi assegnati l’ultimo giorno d’apertura.

Tra essi siamo d’accordo sull’assegnazione del Premio Rock, per l’allestimento più originale dello stand, assegnato a NMContemporary che ha saputo creare in poco spazio una mostra accattivante e futurista, insomma “rock”.

Mentre il Premio Absolute Modern, per il migliore allestimento tra le gallerie di Arte Moderna, è stato vinto dalla Galleria ED di Piacenza sfatando il luogo comune della minor attenzione riservata da questa tipologia di gallerie rispetto al mondo del contemporaneo.

Il Premio The Best – per la migliore presentazione d’artista per stand, allestimento, comunicazione, grafica – è stato affidato in ex aequo alla Galleria Alberta Pane (Venezia, Parigi) e la Galleria Richard Saltoun (Londra, Roma) per la miglior presentazione dei rispettivi artisti, evidenziando la responsabilità ed il piacere per una galleria nel presentare nel modo migliore un esponente di punta della propria scuderia.

Infine, il Premio Young,offerto dalla Regione Lazio per incentivare e valorizzare i giovani artisti under 35, nati o che lavorano nel Lazio, è stato consegnato all’artista Guendalina Urbani proposta dalla Galleria Benappi di Torino.

Photo Courtesy Claudio Orlandi.

Nonostante alcune migliorie nella proposta occorre, ahimè, ancora oggi affermare che Roma Arte in Nuvola soffre a causa del mancato carattere internazionale della capitale: pochissime le gallerie oltralpe presenti di cui la maggior parte italiane con sedi all’estero come Galleria Alberta Pane, Mucciaccia, Deodato Arte, Tornabuoni, etc..

Quasi un’eccezione sono le estere IDRIS (Tel Aviv-Jaffa), NMContemprary (Principato di Monaco) e Richard Saltoun Gallery (Londra e Roma), quest’ultime hanno scelto di portare in fiera artisti italiani di differenti generazioni (Saltoun Gallery: De Chirico, Giambrone, Mattiacci, Senatore; NMContemporary: Basilè, Chiesi, Carini, de Cataldo, D’Elia, Patanè, Petrucci, Sanna, Marsiglia) sottolineando che l’arte contemporanea del belpaese risulta essere molto in voga al di là dei nostri confini.
Tante, ma non tutte dello stesso calibro, le installazioni presenti in fiera – da Giacomo Cossio a Giovanni Termini, da Silvia Giambrone a Christian Jankowski – mentre potenti sono state le performance presentate durante i quattro giorni di fiera: PENSATE DOMANI É LA FINE DEL MONDO di Elena Bellantoni (a cui ho assistito e che a mio avviso è risultata di elevato valore morale e suggestione), La Pecora di Romina De Novellis, LIMIT di Loredana Longo e Il negozio del niente di Marcella Vanzo.

Mentre l’ultimo piano, il terzo, ovvero quello dentro la struttura de La Nuvola, non offre nulla di troppo interessante se non qualche installazione e l’area riservata ai talk proposti nei giorni di fiera.

E l’editoria di settore? Collocata al di fuori della fiera, come fosse un evento collaterale dell’ultima, ossia nel triste ma illuminatissimo e “condizionatissimo” corridoio pre-fiera e, oltretutto, ubicate subito dopo l’ingresso della stessa. Solo gli effettivi interessati, molti affezionatissimi, si sono avvicinati a questi stand ove gli addetti ai lavori hanno cercato invano di offrire, se non di “regalare”, le proprie riviste. Offerta spesso declinata con un cortese “passo a prenderla dopo aver visto la fiera…” parole non mantenute (consapevolmente o no?) a causa dell’uscita collocata altrove.

Pubblico? La risposta dei romani non è tardata ad arrivare con più di 36.000 presenze registrate nei giorni di apertura. Nicosia ha così affermato: «La grande affluenza di pubblico – ha affermato Nicosia – ha caratterizzato i quattro giorni della manifestazione, con più di 16.000 presenze registrate nell’ultima giornata, malgrado le difficoltà della domenica ecologica, è per noi motivo di grande orgoglio: una grande ‘festa dell’arte’ dedicata al grande pubblico, dai semplici curiosi alle famiglie fino ai tanti giovani che hanno manifestato apprezzamento e sentita partecipazione».

Nonostante i moltissimi i biglietti staccati occorre affermare che ciò è accaduto soprattutto nel weekend, sinonimo di una visione generale dell’arte come passatempo del fine settimana, come luogo ove distrarsi abbandonando per un paio d’ore le preoccupazioni quotidiane e lavorative. Un pubblico medio composto principalmente da curiosi o da scarsi collezionisti interessati a prendere contatti per un futuro appuntamento e non sempre pronti a comprare a brucia pelo ciò che osservano. D’altronde non siamo né a Torino, con le Alpi alle spalle, né a Milano, meta più internazionale ed interessante per il collezionismo europeo. È, tuttavia, possibile lavorare su questo, su un pubblico anche nostrano e magari meridionale o del Mediterraneo invogliandolo ad affacciarsi, a salire verso la capitale in occasione di un evento che vorrebbe riaprire un mercato stantio e legato al collezionismo d’antichità. E ci rivolgiamo al mondo dell’istruzione e a chi ha la possibilità di proporre riforme innovative e interessanti che potrebbero offrire un futuro pubblico maggiormente sensibile alla cultura, all’arte contemporanea post-futurista, e magari anche interessato a leggere editoria di settore. Ma ci rivolgiamo anche al settore degli affari con l’estero per rilanciare la nostra fiera o la cultura contemporanea della capitale attraverso una maggior promozione dell’arte contemporanea oltre i confini nazionali così da poter fruire in futuro di stand di gallerie arabe o africane o dell’Europa meridionale.

Photo Courtesy Claudio Orlandi.

Roma Arte in Nuvola
17 – 20 novembre 2021
La Nuvola
Viale Asia, 40 – 00144 Roma (Eur)
Tel +39 06 8535303

email: info@arteinnuvola.eu

website: romaarteinnuvola.eu

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu