Photo credit by Galleria Papini e Luigi Enrico Tomasini

Roberta Conti: “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”

Si è chiusa alla Galleria Papini l’ultima mostra di Roberta Conti: un’esposizione che racconta l’uomo e le proprie incertezze..

Forme amorfe realizzate attraverso l’impiego di varie tecniche e materie invadono i lindi spazi della Galleria Papini di Ancona dove, fino al 24 ottobre, è stata ospitata la mostra “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”di Roberta Conti, a cura di Massimo Vitangeli.

Prendendo le distanze dalla propria produzione precedente, Roberta Conti (Torino, 1972 – vive e lavora ad Ancona) invita l’osservatore ad effettuare un viaggio con l’obiettivo di farlo riflettere su importanti ed irrisoluti interrogativi esistenziali dell’uomo. Indicazione già declamata nel titolo dell’esposizione che prende in prestito una delle più affascinanti e complesse opere di Paul Gauguin “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” del 1897. Meditazioni che denotano un urgente esigenza: sapere qualcosa in più rispetto a ciò che per noi è ignoto, all’oscuro futuro, a ciò che resta invisibile oltre il visibile. Arte e scienza, artisti e scienziati, hanno da sempre investigato, ognuno con i propri mezzi, tali abissi come afferma il curatore nel suo testo: «[…] restiamo nella contemporaneità della nostra epoca interrogandoci sulla più recente ed emblematica opera di Gino De Dominicis, Il tempo, lo sbaglio, lo spazio (1969), che rimbalza come un implacabile sonar verso l’opera di Gauguin, e che entrambe suffragano il pensiero di Carlo Rovelli nel suo La realtà non è come ci appare (2014). D’altronde il tempo non esiste, egli afferma! Dunque, possiamo asserire che Arte e Scienza schiudono le porte di un territorio invisibile dove gli scienziati sono guidati da qualcosa che li accomuna agli artisti.»

Destandomi dai sommi quesiti menzionati mi accingo ad osservare gli ultimi lavori realizzati dalla Conti e dislocati in due differenti vani. All’ingresso della galleria prende vita, su una parete, la serie Numeri Primi (2020-2021): inchiostri di varia natura ove flebili sfumature di nero denotano la maestria e l’attenzione al tratto di un artista dedita al disegno dal vero. Delicate composizioni bidimensionali ove le differenti formule prodotte si aprono verso possibili forme generative di ulteriori combinazioni tridimensionali: immagini germinali in attesa di essere imprigionate nel segno artistico. Ed è la stessa artista a confermarlo dichiarando che «[…] se è vero che facciamo parte di un universo più grande che ci passa attraverso; abbandonata a questa energia lasciando la mia pelle correre con una memoria ancestrale, ho aperto porte verso dimensioni senza nome».

Al cospetto di questi inchiostri incuriosiscono, per forme e colore, le piccole cere predisposte su una mensola: mere concretizzazioni delle sagome 2D ideate ad inchiostro ed esposte. Qui il monocromo di Numeri Primi è sostituito da un rosso acceso evidenziando, ancor più, la possibilità di rigenerarsi, di riprodursi grazie alla loro esecuzione con la pratica della modellazione manuale.

Custodite nella seconda sala, le Panspemie (2021) ci continuano a connettere con i corpi ancestrali, con il cosmo tutto, con l’antica prassi di plasmare corpi di varia natura. Le tre sculture in bronzo, disposte una per parete, ci parlano di forze naturali che sfuggono al controllo umano come afferma la Conti: «[…] trovare sicurezza nel sapere di fare parte di qualcosa di così grande che l’immaginazione non raggiunge, che la scienza prova a spiegare con parole semplici dai contenuti saturi».

In un’epoca in cui tecnologia, mass media e globalizzazione sembrano dominare “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” sottolinea che “La realtà non è come ci appare” (Carlo Rovelli, “La realtà non è come ci appare”, Cortina Raffaello editore, 2014) poiché in essa esiste ancora la necessità carpire l’invisibile attraverso la sua rappresentazione. Roberta Conti ci racconta tutto ciò mettendolo in pratica con i mezzi che gli sono più consoni: dal disegno alla modellazione alla scultura.

“Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” di Roberta Conti

A cura di Massimo Vitangeli

Dal 9 al 24 ottobre 2021

Galleria Papini

Via Bernabei, 39 – 60121 – Ancona

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu