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Installation view mostra Rês e Reinas da Galleria Giovanni Bonelli, Milano

Rês e reinas – La Sardegna, le sue regine, i suoi re

I re e le regine della Sardegna arrivano nel continente grazie ad Efisio Carbone e la galleria milanese Giovanni Bonelli, attraverso una selezione di opere in dialogo tra loro.

La Sardegna. Quell’isola lontana, ma vicina; distante a livello linguistico-storico-culturale, ma italiana tanto quanto il resto della penisola; meta di vacanze estive e silenziosa nei mesi più freddi.
È una realtà spesso nascosta sotto una coltre di invisibilità, dalla quale sbuca fuori l’acqua cristallina che la circonda. Eppure, è carica di un forte senso di comunità, alimentato da un’interminabile rispetto delle tradizioni e dei valori culturali tramandati da generazione a generazione.

Nel Sulcis Iglesiente, nella parte sud occidentale della Sardegna, a Villamassargia, esiste un orto secolare di ulivi innestati dagli abitanti tra il 1300 e il 1600 chiamato “S’Ortu Mannu”, l’orto grande. All’interno del parco di oltre tredici ettari, dimorano più di settecento ulivi secolari affidati alle cure delle famiglie del paese; tra di essi campeggia uno degli ulivi più antichi d’Europa chiamato “Sa Reina”: La Regina. Con oltre 16 metri di circonferenza del tronco, le sue chiome verdissime, i rami nodosi, “Sa Reina” sfida il tempo, le stagioni, la storia. Madre, guardiana coraggiosa, difende il territorio e quel poco che resta dell’antico sconfinato dominio.

Con questa introduzione, Efisio Carbone presenta la mostra Rês e reinas – La Sardegna, le sue regine e i suoi re alla galleria milanese Giovanni Bonelli, riprendendo il discorso avviato al Museo Ettore Fico di Torino nel 2020. In quell’occasione, il titolo con accezione femminile – Reinas – raggruppava quattro piccole antologiche di altrettante donne: Maria Lai, Zaza Calzia, Rosanna Rossi e Lalla Lussu, interconnesse tra loro a sottolineare punti di contatto e diversità di ricerca.
Quattro regine, alle quali oggi sono affiancati cinque re – Gaetano Brundu, Salvatore Fancello, Costantino Nivola, Antonello Ottonello e Pinuccio Sciola – per restituire uno sguardo completo di quello che è – ed è stato – il panorama artistico sardo nell’ultimo secolo.
Poste tutte sullo stesso piano, le opere dialogano all’unisono portando negli spazi milanesi un’aria lontana, più arcaica e meno frenetica: come un invito a fermarsi un secondo nella smania della città per ricalibrarsi attraverso iconografie e materiali di un altro tempo e luogo.
Ecco che la sabbia di Ottonello fa venir voglia di essere toccata, o le Sculture sonore di Sciola di essere suonate, o ancora i ricami di Lai di essere letti e le chine di Brundu di essere indagate.

Non esistono solo supporti tecnologici, NFT o tecniche virtuali, e pertanto i re e le regine ci riportano ad apprezzare le materie prime, l’arte grezza e allo stesso tempo con grande forza estetica.
Un ritorno alle origini per non dimenticare e per assaporare alcuni dei protagonisti sardi del secolo scorso anche al di fuori dei propri territori.

Galleria Giovanni Bonelli
Via L. P. Lambertenghi 6, Milano
Rês e reinas – La Sardegna, le sue regine, i suoi re
fino al 20 maggio 2023
info: dal martedì al sabato, 11 – 19
www.galleriagiovannibonelli.com