RAVE: esiti e conclusioni delle residenze

Nella serata evento di martedì 19 novembre RAVE e Vulcano hanno ripercorso alcuni momenti cruciali della collaborazione tra le due realtà grazie alla presentazione di alcune delle opere che hanno caratterizzato le origini e lo sviluppo del progetto RAVE a cui, sin dagli esordi, Vulcano ha fornito linfa vitale ed ha contribuito al suo sviluppo.

In questo periodo di crisi, ove sono venute meno centenarie certezze e ove la natura sembra volersi ribellare all’uomo e a quanto egli ha eretto fin dall’Ottocento, sono nate realtà per dar luogo a momenti di riflessione sul ruolo e sulla responsabilità dell’arte contemporanea nei confronti dell’alterità animale e sulla necessità di ripensarsi in una prospettiva biocentrica che unisca arte, scienza, architettura e filosofia con la necessità di ripensarsi in una prospettiva ecosostenibile, dove la vita, ogni vita, sia centrale. Con questi scopo è stato creato il progetto artistico RAVE EAST VILLAGE ARTIST RESIDENCY , ideato da Isabella e Tiziana Pers con Giovanni Martacon. A RAVE artisti, scienziati, architetti, filosofi, curatori e giornalisti di spessore internazionale condividono spazio e tempo con animali salvati dal macello, dando origine a ricerche, progetti e dialoghi interdisciplinari per aprire nuove immagini del mondo che verrà.

Durante l’incontro con gli artisti che sono stati ospitati durante le varie edizioni – Adrian Paci, Ivan Moudov, Regina José Galindo, Diego Perrone, Tomás Saraceno, Igor Grubic, Giuseppe Stampone – sono state proiettate alcune opere video che ripercorrono le tappe e gli esiti del progetto. Ad aprire la presentazione sono stati alcuni lavori recenti realizzati dalle co-fondatrici Isabella e Tiziana, le cui ricerche individuali costituiscono il punto di partenza e la radice del progetto RAVE, e vanno a dialogare con quelle degli artisti in residenza nella processualità delle singole opere. Esemplare è di Art History, Vucciria (2018, video, 6’25’’ courtesy aa29 project room) di Tiziana Pers in cui una giovane donna con un secchio in mano, contente due pesci, intraprende una lunga corsa per raggiunge il molo della baia di Sant’Erasmo e librare i pesci in mare. Immagini che hanno il sapore di un’allegoria ma in realtà descrivono la realtà. Mentre in Present (2016, video, 9ʻ 29” courtesy aa29 project room) Isabella Pers racconta la storia di persone provenienti da scenari di guerra, terrorismo e dittature che condividono una momentanea perdita di confini nella consonanza di unʼazione. Nonostante le differenti storie e trascorsi individuali di ognuno la silenziosa sinfonia corale di passi e luoghi di scenari della prima guerra mondiale ci invitano ad interrogarci sul senso primordiale dellʼincontro. Adrian Paci Con Inside the Circle (2011, video, 6’33” courtesy kaufmann repetto e Peter Kilchmann Gallery) Adrian Paci inscena, in modo simbolico, i rapporti tra uomo e animale attraverso le figure di una donna e di un cavallo all’interno di un recinto, entrambi nudi l’uno di fronte all’altro col fine di mostrare un dialogo tra umano ed animale attuato mediante lo sguardo ed il corpo, in un codice linguistico arcaico costituito da gesti, movimenti, versi. L’implicita contraddizione della dicotomia relazione / addestramento emerge nello sguardo dell’artista. La oveja negra (La pecora nera) (2014, video, 6’21” courtesy Prometeogallery) di Regina José Galindo documenta la performance da lei realizzata in cui è rimasta interrata a carponi, tra pecore e agnelli salvati dal macello che vivono liberi. L’artista diviene così monumento vivente alla pecora nera, in accezione autobiografica, in riferimento agli intellettuali dissidenti di ogni tempo, e parlando allo stesso tempo delle pecore nere per eccellenza per gli umani: gli animali. Tomás Saraceno propone invece il video documentativo della residenza (2016, 7’ 9” courtesy Pinksummer Contemporary Art) in cui narra la nascita dell’opera di Saraceno, realizzata prelevando ragnatele abbandonate dal sottotetto della barocca Villa Manin, dove un ragno della specie Tegenaria domestica ha pazientemente costruito delle strutture perfette, fondendo insieme conoscenze di geometria, di tecnica delle costruzioni, di comportamento e strategia animale. Come egli stesso ha scritto, “Il tempo della residenza a Villa Manin ha assunto la forma di un segmento di durata, una durata bergsoniana progressivamente tracciata da un ragno in una soffitta. Che gli animali costruiscano architetture per abitare il tempo piuttosto che lo spazio?”. Do animals…? (2017, 5’ – estratto dal video courtesy of Laveronica Gallery Do Animals…?) di Igor Grubić è un articolato progetto che l’artista ha formalizzato in un video e dei manifesti sviluppato da una ricerca condotta nell’ex-mattatoio di Gorizia e in un lungo dialogo con un ex-lavoratore di un macello di polli. Nel video è presente la cagnolina Bjork, unico animale non umano entrato e uscito vivo dall’ex-mattatoio. Il multiplo realizzato per l’occasione è una stampa, su carta fotografica Hahnemühle, di uno dei manifesti che sono stati affissi in Friuli e nelle città di Torino e Lubiana. In Architecture of intelligence, Vigne Museum (2019, immagini dell’installazione courtesy Prometeogallery) Giuseppe Stampone ripercorre l’incontro con il Vigne Museum, l’architettura di Yona Friedman realizzata con Jean-Baptiste Decavèle che ha dato vita ad una mappa emozionale realizzata attraverso una serie di disegni in dialogo con la struttura di Friedman insieme agli intensi ritratti fotografici degli animali RAVE realizzati dal fotoreporter Domenico Stinellis. Scrive Stampone: “In Architecture of Intelligence il Corpo è inteso come corpo intimo, la Mente diventa luogo privato, mentre Network, Territorio e Spazio si fanno spazio pubblico di condivisione e partecipazione con la memoria, la contemporaneità e l’identità, che si dipana in una mappa emozionale.”

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu