Videoart Yearbook - quattordicesima edizione

Videoart Yearbook – quattordicesima edizione

Nella suggestiva cornice del Complesso di Santa Cristina a Bologna, il 20 novembre 2019 ha avuto luogo Videoart Yearbook, l’annuale rassegna dedicata alla Videoarte italiana. Giunto alla quattordicesima edizione, l’evento è stato promosso dal Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e curato da Renato Barilli, Guido Bartorelli, Alessandra Borgogelli, Pasquale Fameli, Silvia Grandi, Fabiola Naldi.

Ospite d’onore della manifestazione è stato Andrea Bellini, direttore del Centro d’Arte Contemporanea di Ginevra e direttore artistico della Biennale dell’Immagine in Movimento. Un omaggio completo alla videoarte dunque, che ha reso possibile anche un’occasione di dialogo e confronto tra due iniziative che vanno alla ricerca degli stessi linguaggi.

Dopo l’introduzione a opera di Renato Barilli, la prima parte dell’evento è stata guidata da Andrea Bellini, che ha spiegato i tratti peculiari della Biennale di Ginevra dedicata alla videoarte e ha presentato in esclusiva per il pubblico bolognese un video inedito dalla serie BLKNWS di Kahlil Joseph, ospite della Biennale nel 2018 e approdato anche all’ultima Biennale di Venezia. Il suo lavoro propone un approccio concettuale e critico al giornalismo contemporaneo, una riflessione sull’ informazione odierna. La sua è una pratica ibrida, che spazia tra cinema, arte visiva e media culturali, che non fa distinzioni tra cultura alta e cultura bassa. Una ricerca che non esclude un impegno di tipo politico dell’artista afroamericano, attento alle problematiche di matrice razziale.

Dopo la proiezione di BLKNWS, si è lasciato spazio alla Videoarte italiana. La presentazione dei video ha seguito uno schema ormai consolidato negli anni: un flusso continuo in cui i linguaggi e le tecniche adottati dai vari artisti si mescolano. Non c’è ordine gerarchico e nessuna preferenza è manifestata dal gruppo curatoriale, tant’è che il criterio scelto per la visione dei lavori, che si susseguono senza pause, è l’ordine alfabetico del nome dei realizzatori.

Uno schema fisso è seguito anche per la selezione dei lavori. Nessun tema è dato ai partecipanti, ogni artista è libero di esprimere al meglio la sua creatività. Dei numerosissimi video esaminati dai curatori, sedici sono stati gli artisti selezionati: Apotropia, Elena Bellantoni, Rita Casdia, Audrey Coïaniz, Silvia De Gennaro, Elisabetta Di Sopra, Francesca Fini, Igor Imhoff, Salvatore Insana, Leoni & Mastrangelo, Liuba, Marcantonio Lunardi, Sabrina Muzi, Christian Niccoli, Alberta Pellacani, Saul Saguatti.

Ciò che ha prevalso nei video scelti per questa edizione, come ha spiegato Silvia Grandi, è stata la performatività. I video in cui domina l’azione, in cui ampio spazio è dato al corpo, sono stati in numero maggiore rispetto alle altre tecniche utilizzate. Videoart Yearbook si rivela comunque una selezione esaustiva del panorama della videoarte realizzata nel nostro Paese, che non esclude nessun tipo di linguaggio ed è sempre aperta a tutte le sperimentazioni. È  un’iniziativa unica nel suo genere che chiama ogni anno un pubblico numeroso: artisti, amanti dell’arte, studenti.

Ciò che gli organizzatori desiderano è che le oltre mille opere raccolte nel corso delle quattordici edizioni possano avere maggiore visibilità ed allargarsi al di là del contesto universitario.

Appuntamento all’anno prossimo, con l’augurio che Videoart Yearbook possa diventare un punto di riferimento della videoarte italiana per un pubblico sempre più numeroso.