Veduta della mostra, limone, limone, Radu Oreian, NOVO - Eduardo Secci Milano, 2021, Foto The Knack Studio, Courtesy l’artista e NOVO - Eduardo Secci, Firenze, Milano

Radu Oreian “Limone, limone”

Fino al 27 novembre o spazio NOVO, sede milanese della galleria Eduardo Secci, propone al pubblico la personale di Radu Oreian.

Intrecci di forme organiche, la materia che diviene sintassi e un’iconografia ibrida mutuata da tempi e luoghi differenti si manifestano impresse nella trama di tele di grandi e piccole dimensioni in Limone, limone, personale di Radu Oreian presso NOVO, project space della galleria milanese Eduardo Secci. La mostra, a cura di Pier Paolo Pancotto e visitabile fino al 27 novembre 2021, propone rinnovate riflessioni dell’artista romeno sul patrimonio iconografico e sul modo di percepirlo attraverso la lente della storia e dei suoi mezzi in costante avvicendamento ed evoluzione. Le opere esposte si collocano in continuità con la sperimentazione pittorica già precedentemente avviata da Oreian e si manifestano, pertanto, come un ulteriore capitolo nell’enciclopedia di un personale immaginario artistico.

Lo spazio definito dall’installazione sembra configurarsi come paesaggio da realismo magico o istantanea surrealista per la compresenza di rimandi e citazioni provenienti da differenti discipline e contesti storico-culturali che pure nella narrazione di Oreian trovano un terreno comune d’intesa. Stratificazioni storiche, di senso e materia raccontano di una realtà multiforme e fluida, costantemente sottoposta al mutamento fisico e percettivo svelando nell’artista un’attitudine al pensiero nostalgico e al tempo stesso uno sguardo attento alla sensibilità contemporanea. Muovendosi in equilibrio tra opposte polarità, tra tempo remoto e modernità, tra individuale e collettivo, l’artista rileva un fitto intreccio di relazioni genitrici di un certo modo di essere al mondo e osservarlo.

Gli espliciti riferimenti all’arte antica, come nel caso de L’androgyne, ribadiscono il ruolo essenziale della memoria storica e collettiva nella definizione di un’identità culturale e personale in risposta ad un inevitabile processo di risemantizzazione e al condizionamento attuato dai mezzi di comunicazione che si inseriscono nel rapporto tra l’uomo e gli archetipi originari. La viscerale e meticolosa analisi della materia biologica, della sua matericità e del suo trasformarsi, come nell’opera Limone, limone che da il titolo alla mostra, è supportata da accostamenti e studi cromatici intesi come mezzo per narrare l’avvicendarsi di stadi nelle masse organiche. Alludendo all’estetica dell’illustrazione naturalistica, Oreian rappresenta non tanto oggettive peculiarità biologiche, quanto l’azione del tempo sulla materia viva e il suo continuo plasmare.

Veduta della mostra, limone, limone, Radu Oreian, NOVO – Eduardo Secci Milano, 2021, Foto The Knack Studio, Courtesy l’artista e NOVO – Eduardo Secci, Firenze, Milano

Infine, la presenza negli spazi espositivi di calchi in gesso, cera e resina di oggetti d’uso comune provenienti dallo studio dell’artista contribuiscono a trasformare gli spazi di NOVO in una stanza delle meraviglie. Una personale collezione di mirabilia, inventario delle proprie suggestioni,necessaria per ovviare alla minaccia del distacco dalla materia e dalla sua essenza, e che diventa parte integrante ed estensione del sé attraverso la tinta che li ricopre ad evocare il proprio sangue, dunque a suggellare una profonda e reciproca appartenenza.L’oggetto, capace di riflettere gli specifici ambienti e contesti di origine, è eletto custode di soggettive impressioni e memorie, e al contempo depositario di informazioni ben definite necessarie per riaproppriarsi della storia. Per il loro potere evocativo, l’oggetto e l’iconografia ad esso legata diventano tramite alla memoria e strumento della sensibilità umana, divenendo, nel lavoro dell’artista, attività metodica di ricerca e osservazione.

Radu Oreian Limone, limone

a cura di Pier Paolo Pancotto

Fino al 27 novembre 2021

NOVO – Eduardo Secci

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