Miart

Miart: si rinvia oppure no?

Malumori e preoccupazioni, anche di ordine organizzativo, fra i galleristi italiani e stranieri fanno presumere un imminente annuncio del rinvio al 2021 della fiera curata da Alessandro Rabottini.

Com’è noto, Art Basel, la più importante fiera d’arte al mondo, a inizio giugno ha deciso di annullare l’edizione 2020 a causa della pandemia da coronavirus. Non si può affermare la notizia sia arrivata con sorpresa. Era nell’aria, infatti, tale decisione e il precedente tentativo di rinvio al mese di settembre pareva sin dal principio molto compromesso. Troppe le incognite in gioco, troppi i rischi per la salute ma soprattutto, che ci piaccia o no, troppi i rischi finanziari per i galleristi.

Da quel momento, ma anche da prima (il precedente della Biennale suonava come un campanello di allarme), siamo in molti ad attendere una simile decisione da parte del MIART, decisione che tarda ad arrivare con preoccupazione e allarmismo da più parti. I motivi che giustificherebbero l’annullamento dell’edizione 2020 sono i medesimi di Art Basel. Non solo sono in gioco forti rischi per la salute (è notizia di queste ore un aumento di casi Covid in Lombardia – in assoluto la regione più colpita d’Italia) ma anche quelli economici tanto per gli espositori e i partner nazionali, quanto e soprattutto per quelli internazionali, ostacolati non solo nei viaggi ma dallo spettro di flop annunciato.

Malumori e preoccupazioni, anche di ordine organizzativo, fra i galleristi italiani e stranieri sono molti. L’incertezza non aiuta ma sappiamo che il MIART sta cercando con tutte le forze di risolvere la questione. Antonio Addamiano delle Dep Art Gallery di Milano, portavoce della Regione Lombardia per l’associazione Angamc, ci fa sapere che: “Per l’ottima reputazione del MIART in ambito internazionale, Angamc consiglia di rinviare la Fiera al 2021”. Un consiglio più che corretto anche perché procedere a settembre senza la garanzia di presenza delle migliori gallerie nazionali e straniere significherebbe snaturare l’ottimo lavoro della direzione Rabottini che in questi anni ha riportato all’attenzione del mercato dell’arte internazionale la città di Milano.

Con tutta probabilità, anche il fatto che l’Ente Fiera di Milano si trovi attualmente senza amministratore delegato rappresenta uno dei motivi per i quali si fatica a giungere ad una decisione in tempi brevi.
In attesa dunque di una dichiarazione ufficiale del MIART, ci sembra ragionevole supporre, infine, che l’intera macchina fieristica d’Europa possa ripartire da novembre e da Colonia, la quale potrebbe trovarsi in una posizione favorevole, potendo contare sul bacino d’utenza di Art Basel. In tutto questo, inoltre, si aggiungono le fantomatiche Fiere Online le quali, tuttavia, è bene specificare rappresentino al momento dei meri aggregatori di gallerie. In alcun modo tali modalità possono sostituire le fiere che si nutrono, oltre che di scambi commerciali, anche di incontri fisici e culturali.
La definizione di “canale di vendita curatoriale”, che Addamiano ha dato ad Artissima con Fondamenta, ci pare molto più consona. Tuttavia, proprio questa operazione lascia intendere che anche la piazza di Torino possa essere fortemente a rischio.