Austin Young, Fallen Fruit, Mariage of the Sea (The Rape of Venice). Photography by Maria Rosce

Marriage of the Sea (The Rape of Venice)

In programma fino al 24 novembre a Palazzo Cesari Marchesi, la mostra di Austin Young promossa dalla galleria THE POOL NYC.

In occasione della 60. Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Palazzo Cesari Marchesi ospita l’esposizione Marriage of the Sea (The Rape of Venice). L’opera site-specific di Austin Young (1966) – co-fondatore del collettivo artistico Fallen Fruit – racconta del profondo legame che la Serenissima e l’Adriatico hanno costruito e conservato nel tempo. L’artista, attraverso un wall covering che riveste le pareti dello storico Palazzo, rende omaggio a Venezia, città dell’eterna bellezza culturale che, tuttavia, sta subendo un soffocamento causato dal turismo di massa.

Al centro della sala principale fluttua una creatura marina. Si tratta della scultura in vetro opalino dell’artista Maria Grazia Rosin(1958), voluta da Austin Young come lode all’antica arte del vetro e agli artisti veneziani. I tessuti disposti sulle pareti come affreschi e le tende velate, presentano alcune figure ispirate a dipinti veneti, presenti in chiese e musei veneziani, che galleggiano nell’acqua azzurra dove sono riconoscibili alghe, piante, coralli, frutti di mare e pesci caratteristici della laguna. Alcune monete d’oro cadono dall’alto e colpiscono i soggetti ripresi sempre in pose differenti, che simboleggiano le monete gettate in acqua dai turisti come buon auspicio per il loro ritorno a Venezia. 

Per centinaia di anni, nel giorno dell’Ascensione, è stato compiuto un sacrificio. Si gettava in acqua un glorioso anello d’oro che affermava il dominio di Venezia sull’Adriatico. Austin Young

In dialogo con l’esposizione, l’artista Irene Machetti propone – al momento dell’inaugurazione – il rituale In signum veri amoris, un ricordo dell’antica cerimonia veneziana dello Sposalizio del mare, pronunciata dal Doge come ostentazione del potere della Serenissima e del suo dominio sulle acque. L’artista coinvolge il pubblico in un’esperienza emozionale tramite una serie di suggestioni visive e olfattive, promuovendo la tutela e la cura dell’ecosistema veneziano per una coesistenza sostenibile. 

Le sale espositive assumono una connotazione metaforica in cui tutti i sensi del visitatore sono coinvolti. 

La sensazione meditativa, accentuata dal silenzio che caratterizza Palazzo Cesari Marchesi, contribuisce alla buona riuscita della volontà dell’artista di immergere l’osservatore nel contesto delle acque lagunari. Come conseguenza il pubblico è invitato ad esplorare la condizione metamorfica dei soggetti che si moltiplicano lungo le pareti e a interrogarsi sulla loro condizione.

Questa coinvolgente installazione d’arte, sublime e immersiva rappresenta un’immagine allegorica di Venezia sedotta dal turismo, una città che ha sacrificato il suo capitale culturale e l’ambiente per avidità. Un’accurata ricerca della bellezza, dell’identità e delle norme sociali permea il lavoro dell’artista, conferendogli una profondità e una rilevanza che fa presa con il pubblico di tutto il mondo. Viola Romoli e Luigi Franchin, direttori di THE POOL NYC.