Esiste e sussiste un tratto di ostinata fedeltà al proprio essere interiore nel lavoro di Marcello Tedesco che appare come una caparbia rarità: lasciare che le opere maturino nel tempo, senza forzarne la rivelazione. Emergere dalla Terra, edito da Tab Edizioni per la collana Saggi, con l’identità grafica realizzata da Silla Guerrini, nasce esattamente da questa lunga sedimentazione. Il volume raccoglie circa settanta tavole a colori realizzate tra il 2000 e il 2025, inedite, accompagnato da un ampio testo dell’artista concepito come dizionario di parole-chiave, un intimo vocabolario che permette di attraversare il nucleo generativo della sua ricerca.

Il progetto editoriale si presenta come un oggetto anomalo, non certo un catalogo retrospettivo, neppure solo un diario di studio, bensì uno strumento concettuale che organizza e restituisce venticinque anni di visione poetica. Marcello Tedesco – artista, regista, curatore e già direttore di uno spazio museale avanguardista – si muove, infatti, tra linguaggi differenti con una naturalezza che non ha nulla di dispersivo, semmai tale pluralità di ruoli racconta una ricerca che non si è mai accontentata di un unico perimetro.
Nella pubblicazione. Egli attraversa concetti che si traducono in aperture teoriche, soglie tramite cui leggere non solo le opere inedite quanto l’intera postura esistenziale che sorregge la sua pratica. Il lettore si trova, così, ad esperire il dialogo tra immagini e parole, lasciando che la loro forza simbolica affiori con la stessa lentezza con cui sono state concepite. Non sorprende che per Tedesco il tempo sia una ‘materia con cui ha intessuto i suoi lavori’, dichiarando, di fatto, uni degli intenti da cui nasce il volume e le opere presentate sono state lasciate decantare per un quarto di secolo, attendendo che ‘il tempo imbevesse completamente questi segni fino a trasformarli radicalmente’. Pagina dopo pagina, questo processo diventa palpabile, mentre le figure che emergono da stratificazioni e forme che sembrano resti di un mondo arcaico, si percepiscono come costellazioni di segni che trattengono al proprio interno il gesto primigenio del disegno, ogni tavola sembra custodire un’energia in sospensione, finalmente portata alla luce.
Si tratta, in fondo, di un immaginario attraversato da metamorfosi, nel quale il figurativo e l’astratto convivono in un territorio liminare. L’opera è sempre concepita come processo di emersione, come materia che riaffiora, segno che scava, figura che si manifesta da un paesaggio interiore. A colpire è, senza dubbio, la costante tensione tra fragilità e potenza. Le sculture e i disegni, spesso segnati da accadimenti legati alla materia, paiono recare la memoria di un trauma ma, al tempo stesso, custodiscono una forma di speranza. Lo si percepisce chiaramente in pagine come quelle dedicate alla voce Bellezza, in cui Tedesco descrive una “luce flebile ma intensa” che attraversa la materia, una luce che ricorda al lettore che la bellezza, mai come oggi, è un lavoro di resistenza. Il volume è, anche, una visione condivisa: tre contributi, tre prospettive differenti, e si arricchisce anche di testi della storica dell’arte Delia Somma, dell’artista Mili Romano e del poeta Domenico Brancale. Tre sguardi diversi che non cercano di imbrigliare l’artista in una definizione rigida, ma lo osservano attraverso lenti differenti, restituendone la complessità. Si tratta di una scelta coerente con la natura del libro e della poetica di Tedesco, nella visione di un libro che è organismo vivo, fluido, attraversabile da più direzioni.

Nato a Bologna, Marcello Tedesco si forma all’Accademia di Brera e intreccia presto una pluralità di esperienze con artisti internazionali, una formazione antroposofica, la regia di film e video, la curatela, la direzione artistica, dal 2019 al Museo Temporaneo Navile di Bologna accompagnato dal programma di residenze Capital Project, confermando quella naturale vocazione a costruire contesti, comunità, luoghi di incontro, una geografia di possibilità come mappa biografica. Le sue opere sono state presentate in sedi prestigiose – dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna al PAC di Milano, dalla Fondazione Michetti alla GAM di Torino – e in contesti internazionali, dall’Armenia alla Lituania fino al Regno Unito e all’Uruguay, narrano di una traiettoria composta da una pratica solida, sempre messa alla prova, sempre aperta.

Emergere dalla Terra è forse un gesto di restituzione, più che una autobiografia o un catalogo ragionato, narrazione, densa e stratificata, di un percorso che in verità offre strumenti e non semplici interpretazioni, così come possibilità invece che risposte, sia a chi conosce la sua poetica, sia per chi vi si avvicina per la prima volta, prospettive entrambe necessarie per poter ‘emergere’ , insieme alle opere, da una terra – quell’arte – che è al tempo stesso origine e destino.

Marcello Tedesco, Emergere dalla Terra
Contributi: Delia Somma, Mili Romano, Domenico Brancale
Identità visuale: Silla Guerrini
Casa editrice: Gruppo editoriale Tab
Anno di uscita: 2025
Pagine: 180
Tavole a colori: 68
Press Office info@museotemporaneonavile.org
