Castelbasso - Progetto Genesi
Luigi Mastrangelo
Luigi Mastrangelo, Io sono Narciso, 1983-84, acrilico su masonite, 170x280 cm

Luigi Mastrangelo – Io sono Narciso

Dal 17 ottobre 2026 la Mangano Galleria d’Arte presenta Io sono Narciso: mostra personale dedicata a Luigi Mastrangelo, concepita come un’analisi del suo percorso che si sviluppa per oltre quattro decenni.

C’è uno scarto sottile tra immagine e identità, ed è proprio in questo spazio instabile che si colloca la ricerca di Luigi Mastrangelo. La galleria cremonese, attiva nel panorama espositivo contemporaneo e attenta alla valorizzazione di ricerche consolidate accanto a proposte più sperimentali, accoglie il progetto come una selezione mirata, capace di mettere a fuoco alcuni snodi cruciali delle sue ricerche. Il progetto espositivo riunisce opere appartenenti a momenti diversi, articolandosi tra grandi dipinti acrilici, mosaici e vetrate, restituendo così una visione complessa e stratificata del lavoro.

Fin dal titolo, il riferimento a Narciso non si esaurisce in una citazione colta né in un semplice rimando iconografico, ma introduce piuttosto l’idea di uno sguardo che si ripiega su sé stesso senza mai coincidere pienamente con ciò che vede. In questo senso, la figura mitica diventa punto di partenza per riflettere sulla costruzione dell’identità e sul ruolo dell’immagine. L’autoritratto, nella pratica di Mastrangelo, si sottrae a ogni funzione mimetica o descrittiva e si apre invece come uno spazio in continua ridefinizione.

Le opere pittoriche in mostra rendono evidente questa impostazione. Nei dipinti, caratterizzati da superfici cromatiche intense e da una definizione netta, quasi incisiva delle figure, il corpo emerge come presenza centrale ma al tempo stesso instabile. Non si tratta mai di una forma compiuta o definitiva, al contrario, ogni immagine sembra trattenere al proprio interno un processo di trasformazione in cui il corpo si duplica, si deforma, dando luogo a configurazioni ibride in cui elementi animali, vegetali e simbolici si intrecciano. Ogni tentativo di ricondurre queste figure a un’identità stabile risulta insufficiente. Ogni immagine resta in bilico tra riconoscibilità e scarto, come se contenesse al proprio interno una variazione possibile in cui il corpo non si rappresenta, ma si espone a un processo intrinseco di mutazione.

Accanto alla pittura, i lavori in mosaico e vetrata introducono una diversa modalità di costruzione dell’immagine. La luce diventa elemento attivo, capace di ridefinire continuamente i contorni e la presenza delle forme. Ne deriva una dimensione più lenta, quasi meditativa, che richiama, senza citarla direttamente, la tradizione dell’immagine sacra.

Questa compresenza di tecniche e temporalità diverse non ha nulla di decorativo o accessorio, al contrario contribuisce a costruire un sistema di tensioni interne al lavoro, tra immediatezza e durata, tra superficie e struttura, tra visione e costruzione. L’acrilico, con la sua rapidità e saturazione cromatica, dialoga con la pazienza del mosaico e con la trasparenza della vetrata, generando una rete di rimandi che amplifica la complessità dell’insieme.

La pittura di Mastrangelo si caratterizza per una superficie poliedrica, che lascia spazio alla stratificazione delle interpretazioni. Ciò che appare immediatamente leggibile, come la nitidezza delle figure e l’intensità del colore, si rivela progressivamente come parte di un dispositivo più articolato. Infatti, sotto quella che può sembrare una dimensione illustrativa, si attiva una riflessione più profonda che coinvolge tanto la costruzione dell’immagine quanto il suo statuto culturale. In questo senso, il lavoro dell’artista si inserisce in un dialogo con l’immaginario contemporaneo, pur senza aderirvi in maniera diretta. A partire dagli anni Novanta, in particolare, la sua ricerca sembra intercettare e rielaborare codici visivi provenienti dagli ambiti della cultura pop e della comunicazione mediale, filtrandoli attraverso il linguaggio pittorico. Una traiettoria che si consolida nel tempo attraverso una produzione costante e riconoscibile, espressa in numerose occasioni. Il risultato è una trasformazione che assorbe gli elementi figurativi e li reinventa, mescolando forme e dettagli in modi inattesi, fino a restituirli in una forma nuova e sfuggente che rifiuta una collocazione precisa e invita lo spettatore a scoprirne la molteplicità di significati.

Anche da questo punto di vista, il corpo si conferma come luogo privilegiato di sperimentazione, non più sede di un’identità stabile ma campo di attraversamento, superficie su cui si depositano e si rimescolano segni, simboli, suggestioni. L’autoritratto diventa allora uno strumento modulare in cui il soggetto si moltiplica, si disperde e si reinventa continuamente.

Osservate oggi, queste immagini rivelano la loro risonanza con alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo. Le figure ibride, le identità fluide, la tensione costante tra presenza e rappresentazione rimandano a un contesto in cui il soggetto è sempre più pensato come costruzione, come immagine tra le immagini. Senza dichiararlo esplicitamente, la pittura di Mastrangelo intercetta queste dinamiche, offrendo una riflessione che nasce all’interno del linguaggio artistico ma si apre a implicazioni più ampie. In questo contesto, Io sono Narciso assume un valore che va oltre la semplice occasione espositiva.

La mostra invita a rileggere il percorso nella sua continuità e nelle sue trasformazioni, mettendo in luce la coerenza di una ricerca che ha saputo rinnovarsi senza perdere la propria direzione. Ed è proprio questa capacità di mantenersi in una condizione di tensione tra identità e metamorfosi, tra tradizione e contemporaneità, tra immagine e pensiero, a rendere il lavoro di Mastrangelo ancora oggi significativo. Le sue opere chiedono tempo, attenzione e disponibilità a sostare nell’ambiguità, e, forse, è proprio in questa apertura e in questa resistenza a ogni definizione, che risiede la forza più duratura del suo lavoro.

La mostra Io sono Narciso si inserisce coerentemente nella programmazione della galleria, che negli anni ha costruito un dialogo tra linguaggi differenti, ponendo attenzione tanto alla continuità della ricerca artistica quanto alla sua capacità di rinnovarsi.

Luigi Mastrangelo
Io sono Narciso
Mangano Galleria d’Arte, Cremona
17 ottobre 2026 – 23 gennaio 2027
Inaugurazione: sabato 17 ottobre, ore 18.00

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