Alla base del lavoro di Jacopo Di Cera una scelta precisa, che orienta l’intero percorso. Lo sguardo di Di Cera è spostato verso l’alto, gli atleti sono osservati da una prospettiva zenitale. Da qui i corpi si trasformano in segni, le linee del movimento diventano composizioni e le ombre assumono un ruolo centrale, quasi fossero una seconda presenza che accompagna l’azione. La fotografia si libera così da ogni elemento narrativo superfluo e costruisce una grammatica visiva fatta di forme, ritmo e luce. Le 44 immagini esposte raffigurano altrettanti atleti e restituiscono un panorama completo delle discipline paralimpiche. Il risultato è un insieme coerente, in cui ogni scatto dialoga con l’altro e contribuisce a definire un racconto unitario. Muovendosi nello spazio espositivo, il visitatore attraversa una sequenza di gesti che si susseguono con continuità, come facessero parte di un unico grande movimento.
La luce gioca un ruolo determinante nell’opera di Jacopo Di Cera. E nelle opere in mostra è intensa, diretta, uniforme, e soprattutto contribuisce a creare una superficie visiva che sembra appiattire lo spazio. All’interno di questa apparente omogeneità emergono le ombre, le quali introducono profondità e restituiscono complessità alle figure. È in questo equilibrio che si sviluppa l’intero progetto, tra ciò che si mostra come immediatamente visibile e ciò che si rivela solo dopo uno sguardo più attento.


Il lavoro di Jacopo Di Cera si inserisce all’interno del programma “Campioni Ogni Giorno”, promosso da Procter & Gamble Italia in collaborazione con il Comitato Paralimpico Italiano. Il progetto nasce con l’intento di favorire l’accesso allo sport per le persone con disabilità e di promuovere una cultura più inclusiva. Questa dimensione resta presente ma, nelle intenzioni di Jacopo Di Cera, si traduce in una scelta formale rigorosa, che evita qualsiasi sovrastruttura e lascia spazio alla forza autonoma delle immagini. Nel percorso espositivo è il gesto atletico ad emergere come elemento centrale. Ogni fotografia, infatti, cattura istanti in cui precisione, disciplina e concentrazione sono gli elementi che definiscono l’esperienza sportiva rappresentata, in tutte le sue forme. Il focus viene spostato da Di Cera sulla qualità del movimento, sulla relazione tra corpo e spazio, con l’obiettivo finale che consiste nella costruzione di un equilibrio che si manifesta nell’istante dello scatto.
Accanto alla mostra è stato sviluppato anche un volume fotografico realizzato in collaborazione con l’Istituto Poligrafico e la Zecca dello Stato Italiano. Il libro prosegue il lavoro espositivo mantenendo lo stesso rigore visivo, con un’alternanza di immagini di immagini, dettagli e brevi testi, propedeutici ad una comprensione maggiore della poetica di Di Cera. Ne deriva un oggetto editoriale che conserva e amplia l’esperienza della mostra. Sfogliando le pagine, le figure appaiono come sospese in uno spazio privo di coordinate definite. I contesti scompaiono, restano il gesto e la sua forma. Questa scelta grafica e intellettuale rafforza l’impianto complessivo del progetto e permette di concentrarsi su ciò che accade nell’immagine, sul modo in cui il movimento si costruisce e si trasforma.
“Shapes / Forme – Sotto la stessa luce” si sviluppa così come un percorso coerente, in cui fotografia, spazio e progetto culturale si intrecciano. L’insieme mantiene un equilibrio costante e costruisce un’esperienza che procede per accumulo di immagini e sensazioni. Al termine della visita ciò che rimane al visitatore è la percezione quasi tangibile gesto atletico, che continua a risuonare nella memoria visiva, come una traccia che si ripete e si trasforma. Le forme osservate dall’alto si fanno segni riconoscibili, mentre le ombre accompagnano lo sguardo e ne guidano il ritmo. In questo modo, il progetto costruisce una riflessione che si sviluppa interamente attraverso le immagini e trova nella loro essenzialità il proprio punto di forza.

