Castelbasso - Progetto Genesi
Alessandro Roma

L’apparente. Alessandro Roma

Car Gallery, Bologna, ospita la mostra L’ Apparente, seconda personale dell’artista Alessandro Roma (Milano, 1977) per la quale l’artista presenta una curata selezione di opere recenti (2025-26), omaggiando l’arte della ceramica in dialogo con ricerche plastiche e pittoriche. Perseguendo una personale riflessione sul tema del tema del paesaggio da sempre caro all’artista, la mostra si configura come un’ambiente immersivo che si articola tra nuove morfologie e metamorfosi.

Se il paesaggio costituisce il fondamento vitale delle ricerche artistiche di Alessandro Roma, differenti sono i medium che informano l’estetica e la poetica dell’artista. La personale L’apparente, alla Car Gallery di Bologna, affronta il tema da sempre caro all’artista, proponendo una riflessione attenta all’emergere di nuovi materialismi e morfologie attraverso una linea di ricerca altamente raffinata. Seppur confermando il suo posizionamento grafo-pittorico, stilisticamente in questa mostra infatti, Alessandro Roma formula un personale linguaggio in cui pittura e scultura si fondono con l’eredità della grande tradizione della ceramica ed in particolare con la scuola faentina. Il “vaso”, ricettacolo simbolico per eccellenza, è qui oggetto di riflessione dell’artista in senso sia plastico che pittorico e complessivamente, la mostra L’Apparente si configura come un paesaggio immersivo in cui natura e artificio si fondono congiuntamente tra classicità e contemporaneità.

Se altamente percepibile è una ricerca che mira all’essenza del fare scultura, l’artista più specificatamente, restituisce I risultati di una personale riflessione sulle forme di natura – flora, fauna, presenza umana e non umana – attraverso la formulazione di un personale studio della composizione, studio che intenzionalmente non aderisce ad un ordine razionale o prospettico ma che differentemente, mira ad evocare suggestioni oniriche e sovrannaturali. In altri termini, se la visione paesaggistica e poetica di Alessandro Roma si colloca in continuità con i movimenti del Primitivismo, Surrealismo, e Primitivismo magico, il contributo dell’artista consiste nel visualizzare plasticamente nuove morfologie naturali, morfologie che l’artista rende secondo cifre serpentinate, sinuose, fluide e in divenire. Ma oltre ad una ricerca che mira all’essenza della pratica artistica come frequentemente accade anche quando sperimenta con altri medium, l’artista elabora in questa occasione, una personale cifra stilistica in termini di decorazione. Nelle opere di Alessandro Roma, infatti, il decoro riflette di una ponderata riflessione sui pattern, motivi, e ornamenti tratti dalla natura stessa, enfatizzandoli per mezzo di scelte materiche, cromatiche e luministiche e qui nello specifico per la mostra L’Apparente, l’artista intende dare valore al fenomeno della translucenza suggerita dalla ceramica smaltata.

È su questa cifra che si staglia la scultura Svelando, 2026, il primo vaso che si incontra in mostra che, tra nuove morfologie e rilievi, nasconde e annuncia il potenziale di ciò che significhi pensare attivamente la scultura in relazione all’ambiente circostante. Lo si deduce dall’intenzione da parte dell’artista di non voler esaurire la percezione delle sue opere esclusivamente in relazione all’oggetto artistico, ma le sue sculture sono lasciate libere di esplorarsi a 360’ gradi, instaurando un dialogo con la pittura, genere e linguaggio a cui l’artista rimane fedele oltre ogni sperimentazione. Lo si nota dal dialogo con l’opera Essere visti, 2025, in cui pittura e ceramica smaltata si fondono in un’unica superficie decorativa in cui percepire la visione paesaggistica e archetipica dell’artista nella trama fitta di motivi naturalistici in cui si stagliano in rilievo una serie di occhi tanto enigmatici quanto simbolici – sguardi animali, umani e non umani – altamente simbolici su uno sfondo epurato nella forma e nel colore e dal forte richiamo onirico. Da un’introduzione intima, la mostra si apre ad un susseguirsi di nascondimenti e rivelazioni, ribaltando la prospettiva ordinaria – la logica del punto di vista umano – per porre una riflessione sulle leggi di natura percepibili nello studio di forme e cromie pure come per la scultura Svelando, 2026, tra le cifre del concavo e del convesso.

Tra pittura e scultura, la mostra si addentra più nel dettaglio, su singoli elementi formali della flora e fauna e una seconda scultura in ceramica smaltata dalla serie Svelando, 2026, riflette di un attento studio della modellazione plastica sbalzata in oro in cui si racchiude il desiderio di reinterpretare le categorie di natura e artificio tra antichità e contemporaneità. Al fianco le opere di matrice pittorica come In-trasformazione, 2025, in cui dallo sfondo di un notturno onirico impresso dal chiaro di luna, emerge la trama complessa di un rigoglioso foliage rigoglioso sulla superficie. In modo simile, l’opera pittorica Dispiegarsi, 2025, è forte di un attento studio compositivo ieratico, su cui si staglia il virtuosismo di figure serpentine in movimento e intrecciate, simbolicamente evocando l’affermarsi di una mutazione epocale. Suggella il pensiero dell’artista, l’opera più grafo-pittorica in mostra, Metamorfosi, 2024, grafica e pastello su carta, un paesaggio surrealista in cui delineano sinuosi motivi della flora e della fauna in trasformazione – larve e farfalle in volo – racchiuse in una cornice in ceramica policroma smaltata dai toni raggianti. L’invito ad entrare in osmosi con la natura e il paesaggio è ribadito nell’opera Immersione, 2025, in cui l’artista omaggia la prosperità e della bellezza del mondo naturale attraverso un raffinatissimo studio della superficie, concludendosi con la terza scultura in ceramica smaltata Svelando, 2026, in cui la simbologia del vaso scelta da Alessandro Roma, sembra invilupparsi e chiudersi su stesso, celando nuovamente la ricerca di un ordine di natura che contraddistingue la poetica dell’artista, e presentandosi quale totem moderno in maniera altamente decorativa. In questo meditato e ponderato percorso, la mostra L’Apparente contribuisce ad una nuova della natura e del paesaggio. Superando ogni dicotomia tra natura e culture, la visione plastica e pittorica di Alessandro Roma contribuisce all’affermazione di una nuova sensibilità estetica e poetica tra mimesis e artificio.

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