Ritratto di Isabella d’Este di Tiziano c 1534-36. Kunsthistorisches Museum, Vienne N° inv GG83 (Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0)

La splendida eredità di Isabella d’Este, materiale e immateriale

Siamo nel 1490, invitati alle sontuosissime nozze di Gianfrancesco Gonzaga con Isabella D’Este. La Corte di Mantova pur ignara della fortuna che è per il piccolo Stato imparentarsi con la figlia del coltissimo Ercole d’Este, accoglie la Marchesa con tale splendide raffinatezze da conquistarla per sempre

Colei che diventerà la più importante donna del Rinascimento, chiamata poi “Prima Donna”, governerà il piccolo e vulnerabile Stato salvandolo via via dalle voraci mire dei potenti dell’epoca. Un risultato incredibile tanto più a quei tempi in cui il clangore delle armi pressoché quotidiano fu chetato dalla sua intelligenza e soprattutto dalla sua cultura. 

L’amore per l’armonia e la bellezza le consentirono di mantenere l’indipendenza del Ducato nonostante i paventati fuochi incrociati dei francesi a Milano, la Repubblica di Venezia incombente, il rischio di un’intesa tra il Papa ed il re di Francia e infine l’ascesa del Valentino, Cesare Borgia, il crudele figlio di Alessandro VI.

Perché parlare oggi di Isabella d’Este? Dove sono gli eredi di tanti e tali doni? Non parlo solo della collezione della Marchesa che costituiva un patrimonio  vero e proprio ma dell’eredità  immateriale della sua strategia politica, i suoi sagaci strumenti restarono inutilizzati.  La cultura sebbene sia più ricca e preziosa che mai, oggi è considerata una cenerentola, relegata com’è tra le cose ammuffite, inutili e comunque noiose, mentre l’ignoranza afferma le sue arroganti e incontrovertibili sicurezze. Perchè vox populi che cultura non renda? Niente di più falso! I suoi valori non solo migliorano la qualità della vita ma sono anche strategici ed economici come ci dimostra questa piccola coltissima donna.  Conscia che il suo Stato non poteva competere con chi bramava impossessarsene,  affina nuove armi. Accoglie artisti, intellettuali e studiosi, i migliori del suo tempo, e ne userà i lumi strategicamente. Si avvicendano o condividono la sua principesca ospitalità Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, il Perugino, Lorenzo Costa, Correggio, G.Battista Guarino, Antonio Tebaldeo, i maestri Girolamo Sextula e Johannes Martin per la musica, Leon Battista Alberti, Raffaello, Tiziano e Giulio Romano le fece un ritratto, Leonardo dopo molte insistenze un disegno preparatorio,  ma a loro volta tutti diventavano suoi “ambasciatori”.  Ama riamata Mantova, la governa in assenza del marito, capitano d’arme, e poi da vedova come Reggente per il figlio Federico. In sintonia con la Corte dei Gonzaga  sensibile all’umanesimo più moderno, potrà coltivare le arti e la cultura. Grande stratega ottenne considerazione dai bellicosi potenti suoi contemporanei, come dimostra il fitto carteggio: papi, principi, re imperatori ma anche artisti e studiosi sono i suoi interlocutori, sempre garbata ma con una energia e una fermezza del tutto stupefacenti. Il suo studiolo si arricchisce di libri e di oggetti d’arte, dipinti è una grande collezionista e una grande committente,  ma la dovizia delle sua collezione è una manna per i suoi fini politici. 

Cosi  riuscirà a rimanere neutrale riacquistando anche la credibilità persino con Re Luigi dopo essersi troppo esposta a favore di Ludovico il Moro.  Grande psicologa, concedeva regali favori raffinatezze, e le sue cortigiane, vere e proprie agenti segreti, la seguirono devotissime nella politica che fece sua mediandola dal padre Ercole. 

Prima il marito poi il figlio si avvicendarono sul trono di Mantova. Una volta lontana dall’esercizio del potere ricreò una piccola ed efficiente corte nella sua tenuta agricola di Solarolo, in Romagna, facendone uno Stato in miniatura. 

Perché non raccogliere la sua importante eredità ? È li a portata di mano

Educazione, armonia e cultura per fortuna  più si usano più si moltiplicano.

Tiziana Leopizzi

Architetto, giornalista iscritta all’albo da circa 25 anni, è stata nominata accademico ad honorem per la sua scelta di diffondere i valori dell’arte e della cultura in modo semplice e trasversale. È membro quindi dell’AADFI l’Accademia delle Arti del Disegno, la più antica d’Europa, voluta da Cosimo I e Giorgio Vasari nel 1563, che vanta come primo Accademico Michelangelo. Recentemente nel 2018 è stata nominata Ambasciatore della Città di Genova nel Mondo. Il suo mentore è Leonardo da Vinci il cui CV che non manca occasione di publicare, è fonte di saperi inestimabili per tutti noi. Usa l’arte come strumento di comunicazione realizzando progetti in Italia e all'estero.