Installation view, La società delle Mangrovie, Mattia Sugamiele presso Alessandro Albanese, 2021

La società delle Mangrovie – Mattia Sugamiele

La ricerca di Sugamiele si interroga sull’interazione tra l’uomo, insieme alle sue memorie, azioni, desideri, speranze, e l’evoluzione della sfera tecnologica che plasma il nostro contemporaneo.

Il confine tra reale e virtuale dalla nascita del web si è fatto sempre più labile e instabile, promuovendo una corsa alla ricerca di un modo per renderlo così fino da sembrare quasi invisibile. La virtual reality ne è un esempio concreto, un tentativo per permettere non solo alle mani su una tastiera o un joystick e alla vista di penetrare più a fondo quel mondo alternativo che abbiamo creato. In alcuni film di fantascienza, l’uomo è riuscito addirittura a frantumare quella barriera per poter vivere mente e corpo quelle esperienze che nella vita reale non esistono.

Nella Società delle MangrovieMattia Sugamiele ritrova una metafora per poter esprimere proprio questa fluidità che c’è ormai tra reale e virtuale, mettendo insieme i pezzi della propria poliedricità, tra abilità musicali, digitali e più concretamente artistiche.
Presso la Galleria Alessandro Albanese, infatti, questi media trovano uno spazio comune da poter abitare, convivendo in modo fluido e pacifico, senza risultare opprimenti o discordanti. 
L’arte passa dunque attraverso le sue molteplici forme, ognuna di esse in grado di esserle fedele e di darle dignità.

Ad accogliere lo spettatore, sono appese sulle pareti di ingresso della galleria piccole sculture di varie dimensioni, a formare un “Phygital zoo” (2020) che lascia presagire ciò che lo aspetterà successivamente. 
Queste piccole forme, lasciano poi spazio ad opere di più grandi proporzioni, ma anche di materiali diversi: alcuni lavori sono in gommapiuma dipinta con pittura a olio mista a spray, altri sono di polistirolo rivestito con tessuti di vario tipo, altri invece sono dei veri e propri dipinti, nella loro accezione più tradizionale. 

Nella prima stanza sul lato sinistro della galleria milanese è possibile fruire questa molteplicità di oggetti disposti l’uno accanto all’altro, con l’aggiunta del pavimento ricoperto da una stampa proveniente dal mondo digitale, permettendo in questo modo un’esperienza immersiva. L’effetto e l’intento dell’artista si ricollegano anche in questo caso al concetto di fluidità, suggerendo una sensazione di straniamento che crea un cortocircuito percettivo: qua però la maschera VR non la si sta indossando. 

La bidimensionalità si trasforma in tridimensionalità, le forme e i colori di piattaforme di editing escono dagli schermi e prendono sostanza. Esistono modi per rendere la tridimensionalità anche all’interno di un computer, ma rimane comunque fittizia e inconcreta: quante volte ci capita di desiderare di agire sul nostro desktop allo stesso modo in cui interagiamo con la nostra dispensa, per esempio? Prendere le cose, spostarle, risistemarle…eppure dobbiamo comunque ricorrere al trackpad o al mouse. La realtà virtuale è diventata talmente importante nella nostra quotidianità che spesso facciamo fatica ormai ad accettarla limitata a vivere all’interno di un dispositivo elettronico. 

Ed è proprio questo il focus su cui Sugamiele si è interrogato e sul quale ha riflettuto per realizzare opere d’arte che ci danno la parvenza di avere oltrepassato quel confine di cui si parlava all’inizio. Allo stesso tempo, egli propone una video-installazione che scorre all’interno di una struttura verticale che ricorda una porta, mostrando l’altra faccia della medaglia: non si interessa solo a rendere fisico ciò che non lo è, ma anche viceversa.

Installation view della mostra La società delle Mangrovie di Mattia Sugamiele presso la Galleria Alessandro Albanese, 2021

Galleria Alessandro Albanese
via Cosimo del Fante, 14 – 20122, Milano
La società delle Mangrovie – Mattia Sugamiele
conclusa in data 20 dicembre 2021