Bosco Sodi, FAO. ph Jan Liégeois

La Fondazione dell’Albero d’Oro presenta la prima Opera in studio

Apre un nuovo percorso espositivo a palazzo Vendramin Grimani grazie alla prima Opera in studio ospite e mai esposta prima a Venezia: Ritratto di bambina di Lorenzo Tiepolo. Nel 2022, in occasione di Biennale Arte, è in programma un progetto espositivo e di residenza dell’artista messicano Bosco Sodi e tra il 2023 e il 2024 la grande mostra che riunirà le collezioni Grimani Marcello

La Fondazione dell’Albero d’Oro ha presentato le linee programmatiche per il biennio 2022-2024, nel quale l’attività espositiva e quella di ricerca avviate nel 2021 si consolideranno e arricchiranno con progetti nuovi e ambiziosi: tra gli altri, la nascita della nuova collana editoriale I Quaderni dell’Albero d’Oro associata al progetto Opera in studio, un programma di residenza e un’esposizione dell’artista messicano Bosco Sodi che, nella primavera del 2022, in occasione di Biennale Arte, produrrà gran parte delle opere in situ dialogando con gli spazi, le opere e le memorie del palazzo e poi, nel 2023, due grandi mostre: un primo progetto che valorizzerà il tema del viaggio e del dialogo tra culture dedicata a Niccolò Manucci e infine la grande mostra dedicata alle collezioni d’arte delle famiglie Grimani Marcello. Il tema della residenza d’artista tornerà ad animare anche la stagione 2024. Queste anticipazioni sulle attività in programma nel biennio 2022-2024 testimoniano quindi la volontà della Fondazione dell’Albero d’Oro di offrire ai veneziani, ai turisti nazionali e internazionali e a tutti gli appassionati di cultura uno spazio costantemente vivo, attivo e interconnesso. 

Opera in studio

Fino al 10 marzo 2022 il pubblico potrà ammirare nella Sala del Doge Ritratto di bambina di Lorenzo Tiepolo, il primo dipinto che inaugura il ciclo Opera in studio, pensato per arricchire palazzo Vendramin Grimani con nuovi arrivi inediti per il pubblico, accompagnati da un’attività di ricerca dedicata alla singola opera e da una pubblicazione, edita dalla Fondazione dell’Albero d’Oro Edizioni, per andare via via a costituire la nuova collana I Quaderni dell’Albero d’Oro. In occasione di questa prima “Opera in studio” viene pubblicato anche il primo quaderno Una bambina di Lorenzo Tiepolo, a cura di Massimo Favilla e Ruggero Rugolo.

Il dipinto, esposto per la prima volta a Venezia, sostituisce le opere presenti nella sala del Doge, a loro volta ora in viaggio, andando ad arricchire il percorso espositivo che propone gli acquerelli del pittore francese Yvan Salomone affiancati dalle fotografie dell’artista Patrick Tourneboeuf, il lavoro fotografico dell’artista veneziano Ugo Carmeni, Invisibilia e il gruppo di sculture in vetro Anatomia dell’Oceano di Daniela Busarello. Si ricorda che il palazzo è aperto al pubblico fino al 10 marzo 2022 tramite visite guidate in programma ogni giorno, dal giovedì alla domenica, alle 15.30 e alle 16.30 senza obbligo di prenotazione.

La programmazione 2022-2024 della Fondazione

La programmazione per il 2022 della Fondazione dell’Albero d’Oro parte con un progetto espositivo dell’artista messicano Bosco Sodi (Città del Messico, 1970) – noto per i suoi dipinti su larga scala riccamente strutturati e dai colori viviin coproduzione con Axel Vervoordt Gallery (Anversa) e Kasmin Gallery (New York).Il progetto, a cura di Daniela Ferretti e Dakin Hart, prevede che parte delle opere siano prodotte proprio a palazzo Vendramin Grimani da Sodi durante una residenza che trasformerà parte degli spazi del piano terra in atelier, dal 21 febbraio al 10 marzo 2022. In quelle settimane gli spettatori che prenderanno parte alle visite guidate avranno così la possibilità di vedere l’artista al lavoro nel suo atelier temporaneo a palazzo.

Sodi produrrà una serie di opere con la consueta tecnica che lo vede deporre sulla tela strati di una miscela di segatura, pasta di cellulosa, colla e pigmento. Le opere verranno poi esposte nelle imponenti sale del piano nobile, dove l’artista posizionerà a pavimento anche 195 piccole sfere di argilla, modellate dal suolo di Oaxaca e lì cotte in un forno improvvisato sulla spiaggia. Ogni visitatore sarà invitato a spostare uno dei globi in miniatura, modificando così costantemente l’installazione. Il progetto espositivo dialogherà quindi con gli spazi e le opere della dimora storica sul Canal Grande, che per l’occasione cambia veste e si rinnova ulteriormente, e sarà anche l’occasione per vedere riunita in un unico luogo espositivo gran parte della produzione di Sodi.

L’attenzione posta alla fotografia, testimoniata dalla presenza delle opere dell’architetto e fotografo francese Patrick Tourneboef e del progetto fotografico INVISIBILIA dell’artista veneziano Ugo Carmeni, troverà seguito grazie a una collaborazione in partenza già nel 2022 con la Maison Européenne de la photographie di Parigi. Attraverso uno scambio incrociato di iniziative, palazzo Vendramin Grimani ospiterà i lavori di diversi artisti, con un’attenzione particolare alle opere delle fotografe

Nel 2023 il programma espositivo partirà nella primavera con una mostra dedicata a Niccolò Manucci, dal titolo Niccolò Manucci: la vita straordinaria di un veneziano nell’India Moghul, che celebrerà per la prima volta la grande avventura umana, storica e artistica di Niccolò Manucci (1638 – 1720). Personaggio straordinario, il veneziano Manucci è un testimone chiave dell’India del XVII e XVIII secolo che trascorse un lungo periodo alla corte dei Moghul, a Goa, a Mandras e a Pondicherry, senza mai tornare in Europa. Il suo viaggio unico è poco conosciuto dal grande pubblico e Manucci, per quanto diversa, non fu una figura meno importante di altri viaggiatori europei a Oriente come Marco Polo.

La mostra offrirà un viaggio capace di dare vita al personaggio di Manucci, raccontando le tappe del suo viaggio e della sua incredibile vita, testimoniando allo stesso tempo la storia e la ricchezza culturale dell’India dell’epoca. Oltre a celebrarlo nel suo ruolo di grande viaggiatore e importante fonte storica dell’India Mughol, mostrerà anche il suo coinvolgimento senza precedenti nella corte indiana come mecenate, collezionista e “storico”.

Inoltre, tra il 2023 e nel 2024, il percorso di ricerca avviato nel 2020 troverà il proprio esito nell’allestimento di una mostra dedicata alle collezioni d’arte Grimani Marcello, a cura di Massimo Favilla e Ruggero Rugolo. Il percorso di visita si articolerà attraverso una narrazione costituita da opere d’arte così come da documenti d’archivio, libri, arredi – mobili, argenti, ceramiche, porcellane, vetri e tessuti – e fotografie storiche. Molte opere un tempo collocate negli ambienti di palazzo Vendramin Grimani – Bonifacio de’ Pitati, Bernardino Licinio, Sebastiano Mazzoni, Sebastiano Ricci, Alessandro Longhi, Giuseppe Torretti, Antonio Canova – fanno oggi parte di collezioni pubbliche e private italiane, europee e statunitensi: per loro si auspica quindi di un seppur temporaneo “ritorno a casa”.  

I temi oggetto dell’esposizione – storia, architettura e decorazione, committenza e collezionismo – verranno approfonditi e sviluppati all’interno di un volume/catalogo edito in occasione della mostra.

Nel 2024 infine continuerà il progetto di residenza d’artista negli spazi di palazzo Vendramin Grimani.