IMP 2021, Padova racconta il mondo

Dal 4 al 27 giugno la nuova edizione del primo festival italiano dedicato al Fotogiornalismo, diretto da Riccardo Bononi e che trasforma Padova nel centro della rappresentazione fotografica globale. 30 autori, mostre, talks e un dibattito costante sulla cultura e il giornalismo etico.

Testimoniare attraverso la fotografia e riportare – in maniera eticamente fedele – agli occhi dell’osservatore lontano, non presente, una descrizione dei fatti, perché la mente acquisisce le principali nozioni attraverso le immagini e la Storia contemporanea l’abbiamo costruita, nella memoria collettiva, attraverso raffigurazioni diventate icone del nostro passato e del nostro presente.

Il fotogiornalismo, il reportage, è stato il linguaggio che, ancora oggi, ci restituisce il gradiente di verità – o menzogna – che la nostra identità storica rappresenta, sia nella nostra terra che nel mondo. In tale solco, nei decenni, dal reportage di Roger Fenton sulla Guerra di Crimea del 1855 a quelli che ci descrivono i conflitti dei nostri giorni, sui campi di battaglia ma anche in un quotidiano che ha perso ogni qualsivoglia certezza, molte cose sono mutate e non certo e non solo da un punto di vista tecnico e tecnologico. È cambiata la percezione del fotografo, dei luoghi e della lettura stessa di quelle immagini capaci di tradurre una realtà indiretta. Su tali riflessioni, su dibattiti che innescheranno una nuova e forse necessaria discussione sul fotogiornalismo oggi e con le testimonianze di 30 autori internazionali, si aprirà a Padova, dal 4 al 27 giugno prossimi, la nuova edizione di IMP Festival – Festival internazionale di Fotogiornalismo Padova. Come asserisce il fotogiornalista e direttore artistico del festival, Riccardo Bononi, ‘L’idea che sta alla base della nascita di IMP Festival è la convinzione che il fotogiornalismo oggi sia il più rapido accesso alle storie e ai dibattiti internazionali in grado di connettere i quattro angoli del Mondo, una modalità per rendere ciascuno partecipe e consapevole del proprio ruolo fondamentale anche nelle questioni più controverse e geograficamente lontane.’Ecco, perciò, che IMP – Festival riporterà la discussione al punctum più intrinseco di una delle principali grammatiche della fotografia, attraverso il varco aperto dagli obiettivi dei reporters internazionali, il cui sguardo saprà non soltanto raccontare l’alterità del nostro tempo ma anche individuarne quelle complessità che contraddistinguono il villaggio globale – per dirla con McLuhan – senza che esso, probabilmente, lo sia mai diventato.

L’edizione 2021 proporrà al pubblico esposizioni nelle principali sedi museali ed espositive di Padova, accompagnate da mostre in un circuito parallelo ed attività come letture portfolios, workshops, conferenze e talks tra cui quello del giornalista Domenico Quirico, sopravvissuto ad un sequestro in Siria durato 5 mesi. IMP – Festival avvierà la sua programmazione espositiva con l’importante mostra MAGNUM Photos delineata dalla testimonianza sull’Afghanistan di Lorenzo Meloni, cui farà da contraltare la presentazione della mostra inedita del Premio Pulitzer Lorenzo Tugnoli sui lager libici. Altre importanti personali, si legge dal comunicato ufficiale, saranno quelle ‘sull’educazione dei bambini da tutto il mondo raccontata dal corrispondente del New York Times a Beirut, Diego Ibarra Sanchez, i diritti delle madri a El Salvador attraverso l’intimità dello sguardo della fotografa americana Nadia Shira Cohen, le ultime proteste di Hong Kong negli scatti di Miguel Candela, il cambiamento climatico nella Valle dell’Omo di Fausto Podavini, una retrospettiva sul fotogiornalista polacco scomparso nel 2016 Krzysztof Miller, la guerra allo Stato dichiarata dalla mafia in Sicilia nella monografica dedicata a Tony Gentile, autore del celebre e iconico ritratto di Falcone e Borsellino, la fotografia italiana più pubblicata al mondo. Ma non solo: le principali sedi espositive ospiteranno inoltre le mostre personali di Fulvio Bugani (Cuba), Antonio Faccilongo (Cisgiordania), Giulio Piscitelli (Afghanistan), Annalisa Natali Murri (Repubblica Dominicana), Marta Bortoli (Nuova Zelanda), Laura Liverani (Giappone) e Raffaele Petralla (Siberia) Valentina Piccinni e Jean-Marc Caimi (Italia).’

Voci e sguardi di universi vicini e lontani, testimonianze di un hic et nunc che si rimescola con le problematiche derivanti dal flusso dell’opinione pubblica, spesso adusa a perdere la capacità di riconoscere la verità delle informazioni, generando una profonda spaccatura.

IMP – Festival, inoltre, dialogherà in maniera serrata con lo spazio urbano di Padova, con il suo patrimonio monumentale ed architettonico, ad iniziare dalle otto sedi principali come Palazzo Moroni, la Cattedrale Ex Macello e la Galleria Cavour, in un circuito che comprende i principali siti storici e i luoghi turistici della città. A latere delle principali mostre, ce ne saranno 10 afferenti al Circuito Best Talents 2020, occasione per scoprire il nuovissimo idioma del reportage.

Padova, dunque, a giugno diventerà osservatorio privilegiato sul mondo, occasione immersiva e totalizzante ‘per indagare le storie, i metodi e gli approcci della miglior fotografia internazionale’ e diventare ‘ponte tra il grande pubblico, i professionisti dell’editoria e della stampa, e i maestri della fotografia da tutto il mondo’.

IMP – Festival Internazionale di Fotogiornalismo
Padova
4 – 27 giugno 2021

Azzurra Immediato

Azzurra Immediato, storica dell’arte, curatrice e critica, riveste il ruolo di Senior Art Curator per Arteprima Progetti. Collabora già con riviste quali ArtsLife, Photolux Magazine, Il Denaro, Ottica Contemporanea, Rivista Segno, ed alcuni quotidiani. Incentra la propria ricerca su progetti artistici multidisciplinari, con una particolare attenzione alla fotografia, alla videoarte ed alle arti performative, oltre alla pittura e alla scultura., è, inoltre, tra primi i firmatari del Manifesto Art Thinking, assegnando alla cultura ruolo fondamentale. Dal 2018 collabora con il Photolux Festival e, inoltre, nel 2020 ha intrapreso una collaborazione con lo Studio Jaumann, unendo il mondo dell’Arte con quello della Giurisprudenza e della Intellectual Property.