Mark Tansey, Xing, 2021, oil on canvas, 88x60cm © Mark Tansey photo credit Rob McKeever

Gagosian Gallery | La nuova mostra su Mark Tansey a New York

Penso al quadro dipinto come a un’incarnazione del problema stesso che affrontiamo con la nozione di “realtà”. Il problema o la domanda è: quale realtà? (Mark Tansey)

Gagosian ha presentato un’esposizione di dipinti e disegni di Mark Tansey, che percorrono più di sei anni di lavoro dell’artista. La mostra al numero 980 della Madison Avenue di New York includerà un nuovo dipinto, “Xing” (2021), tre altri dipinti recenti e una selezione di nuovi disegni fatti in grafite mischiata con olio o acqua.

Lavorando con le convenzioni stilistiche della pittura figurativa, Tansey insegue il fascino della storia andando a prendere immagini stratificate derivate da un vasto archivio di stampe effimere, collage e schizzi, spesso raffiguranti paesaggi sublimi punteggiati da figure o navi. Nelle dettagliate scene monocrome (dal 2004 ha fatto un particolare uso del blu) distorce la percezione e la scala, enfatizzando la loro presenza e ristrutturando la nostra lettura del periodo storico e dell’orientamento spaziale. Tansey dipinge utilizzando un processo sottrattivo, prima caricando la tela con il gesso, per poi dipingere una sezione alla volta e rimuovendo i passaggi di luce mentre la pittura è ancora fluida.

Nei lavori esposti Tansey fa uso di un complesso sistema di specchi e di riflessi per esplorare l’idea della tradizione pittorica dell’”immagine dentro l’immagine” e il concomitante sdoppiamento del significato e delle associazioni possibili. In “Spinner” (2015), un lussureggiante vaso di fiori si trova su un tavolo di fronte a un muro di un ristorante che riflette una stanza piena di commensali, mentre in “Reverb” (2017), un uomo vestito in maniera formale e una donna conversano davanti ad una schiera di ritratti di altre coppie, con le loro stesse immagini inquadrate da uno specchio in un assordante eco visivo che allude al titolo della composizione. L’artista e designer russo Alexander Rodchenko, soggetto individuale di “Resight” (2019), giace su un promontorio roccioso, mentre allena la sua abilità con la macchina fotografica sulle onde in trasformazione e sui vortici che turbinano intorno a lui. Infine “Xing” mostra due figure che camminano sulla sabbia bagnata, assieme al loro riflesso e a immagini invertite, distorte dalla luce e dall’acqua.

Tansey caratterizza la composizione inversa di “Xing” come fosse un’enfatizzazione successiva del potenziale espressivo del riflesso e delle ombre. L’artista nota che il sistema di specchi e riflessi che dipinge trova dei parallelismi con il concetto introdotto da Jacques Lacan del “mirror stage” e nella nozione provocatoria di quello che Tansey chiama “un’arte riduttivamente purificata”. “Xing” incorpora modalità di visualizzazione e metodi di raffigurazione multipli e include una prospettiva isometrica, andando a formare una “two-way picture” (sopra o sotto, destra o sinistra) a seconda dell’orientamento spaziale o politico dell’osservatore.

La mostra include anche nuovi disegni derivati da impronte realizzate con giornali spiegazzati in grafite liquida, che suggeriscono rappresentazioni di sabbia, neve, nuvole, onde e rocce. Il comportamento molecolare unico della grafite, combinato con la spontaneità della tecnica, genera immagini di base comparabili alle macchie d’inchiostro di Rorschach, dalle quali possono emergere interpretazioni tra le più disparate. Introducendo figure di grafite secca deliberatamente disegnate, oltre ad altre variabili come ombre e riflessi, Tansey riformula e trasfigura i motivi delle opere per farle diventare ciò che lui definisce “siti o situazioni”.

Mark Tansey è nato a San Jose, in California, nel 1949 e vive e lavora a Portsmouth, Rhode Island e New York. Tra le collezioni che includono le sue opere: il Metropolitan Museum of Art, il Moma, il Whitney Museum of American Art, di New York; il Modern Art Museum, di Fort Worth, il Walker Art Center, di Minneapolis, il Broad Art Foundation di Los Angeles e lo Smithsonian American Art Museum, di Washington DC.

Dal 12 novembre al 18 dicembre 2021