A arte Invernizzi rende omaggio a François Morellet in occasione del centenario dalla sua nascita attraverso l’ideazione e il coordinamento del progetto nazionale ∞François Morellet∞ Centenario in Italia 1926 – 2026, in stretta collaborazione con l’Estate Morellet, sotto la curatela di Paolo Bolpagni e Alessandro Gallicchio, che prevede la presentazione di mostre, opere e convegni presso la galleria e prestigiose istituzioni quali l’Accademia di Francia – Villa Medici di Roma, la Fondazione Biscozzi | Rimbaud di Lecce, la Fondazione Ragghianti di Lucca, il MacaMorterone di Morterone, le Università Luigi Bocconi e Vita-Salute San Raffaele di Milano e Villa Pisani Bonetti a Bagnolo di Lonigo. L’esposizione François Morellet | Gianni Colombo, curata da Luca Massimo Barbero, presentata da A arte Invernizzi intende indagare il rapporto tra due protagonisti dell’arte internazionale che hanno avuto stima reciproca e amicizia a partire dalla fine degli anni Cinquanta e con i quali Epicarmo e Tiziana Invernizzi, che hanno conosciuto François e Danielle Morellet proprio tramite Gianni Colombo negli anni ‘80, hanno da sempre avuto un rapporto di amicizia e collaborazione.


Le sperimentazioni artistiche di Colombo e Morellet – rispettivamente appartenenti ai gruppi-laboratori del Gruppo T e del GRAV – hanno contribuito a ridefinire instancabilmente nuovi orizzonti nell’opera attivando ed espandendo lo spazio di esperienza in luogo di relazione. Al piano superiore della galleria il grande intervento a muro 1 trame 30°, 1 trame 40° avec 3 intersections centrées, 1977-2026 di Morellet, realizzato con nastro adesivo, attiva nuovi percorsi della visione ed è posta in continuità con la ricostruzione dell’intervento che ricopre la rampa di scale Bariestesia, progettato da Colombo nel 1975, che innesca nuove esperienze percettive in cui lo spettatore è gradualmente coinvolto, come accade nei lavori attigui appartenenti alla serie Opus Incertum (1992) e in Strutturazione pulsante (1959). Nella sala successiva è presentato Spazio curvo (1992), ambiente di Colombo costituito da tubi fluorescenti in PVC che nel loro moto perpetuo descrivono forme curvilinee e ondulatorie sospese nel vuoto della stanza buia esplicitando in maniera precoce lo stretto e indissolubile legame tra visivo e psichico al centro delle ricerche dell’artista. A far da collegamento tra i due piani espositivi vi è il ritratto che Morellet dedicò a Colombo nel 1987 in cui una griglia intrecciata di linee si interseca fino a delinearne il nome. Al piano inferiore della galleria vengono presentati alcuni lavori emblematici dei percorsi di Colombo e Morellet in cui risultano evidenti la volontà di indagare i meccanismi sottesi al processo del vedere, l’introduzione della modularità e della distorsione, l’intenzione di rendere lo spettatore coscientemente partecipe dei processi formativi e l’opera stessa un processo dinamico in atto, coinvolgendo la dimensione corporea nella sua complessità.

