Enrico Castellani | Sculture, 1999 | Exhibition view, Galleria Civica, Trento 1999 | Photo Giuseppe Varchetta | © Fondazione Enrico Castellani

Enrico Castellani | Le superfici e i fondamenti

“Enrico Castellani – Le Superfici e i fondamenti” è il titolo della mostra, a cura di Tommaso Trini, che LOOM gallery, in collaborazione con Fondazione Enrico Castellani, a distanza di vent’anni dall’ultima personale a Milano, dedica ad uno dei più significativi artisti del secondo Novecento italiano.

Enrico Castellani (1930, Castelmassa) è uno dei principali esponenti di quella tendenza minimalista protagonista, in pittura e scultura, del radicale cambiamento del clima artistico verificatosi intorno al 1960, in totale contrapposizione all’allora soggettivismo espressivo dell’action painting americana e dell’informale europeo. In lui, Donald Judd rinveniva il padre del minimalismo, per la sua straordinaria abilità a porre enfasi sull’oggettualità e sulla fisicità dell’opera e per la riduzione alle strutture elementari del suo linguaggio plastico e pittorico. 

Fondatore, nell’autunno del 1959 insieme all’amico Piero Manzoni, della rivista Azimuth e dell’omonima galleria milanese, Castellani mosse dal dipinto monocromo sfruttando soprattutto l’incidenza luminosa attraverso la lavorazione della tela con estroflessioni multiple, riuscendo ad ottenere così una significativa vibrazione spaziale della stessa.

Una ricerca complessa la sua, tangente a diversi ambiti – dall’architettura all’ingegneria, dalla matematica alla fisica –  e che è ben evidenziata in questo progetto espositivo in cui sono visibili una serie di quattro lavori concepiti in occasione della personale allestita alla Galleria Civica di Trento nel 1999 e che, sino ad oggi, non sono mai stati riproposti insieme. 

Due grandi tele bianche di forma triangolare, la cui superficie è mossa al centro da un doppio registro di rilievi verticali, dialogano – secondo una grammatica di forze opposte e contrapposte che trovano la loro armonizzazione nella giustapposizione – con due imponenti sculture di chiara ispirazione nautica, realizzate con travi di legno, tiranti, pesi, piccole bitte e sartie in acciaio. Condensando così in un solo, efficacissimo frammetto di spazio e di tempo molti dei temi afferenti alla poetica dell’artista: il rilievo e le estroflessioni, le installazioni e l’approccio scultoreo. E il capovolgimento delle parti che, nella perpetua tensione verso il loro equilibrio, si affermano e si negano simultaneamente arrivando a definire una nuova spazialità, espansa e rigorosamente ritmica. 

«Si tratta di sculture poco note nell’ambito della produzione di Castellani», spiega Nicola Mafessoni proprietario di Loom.«Tutti conoscono le sue estroflessioni ma meno questo genere di lavori. Con la scultura l’artista ha cercato di ripetere lo stesso movimento che ripeteva nelle tele: il senso di vuoto e di pieno, la tensione verso il basso e quella verso l’alto, tipico delle estroflessioni appunto. E infatti alle pareti ritroviamo, a creare un unico dialogo sintonico, due triangoli: uno con la punta rivolta verso il basso e uno con la punta rivolta verso l’alto. Ci pareva bello spostare l’attenzione del pubblico anche sulle sculture di Castellani, ripercorrendo così la sua grande passione per la vela, da cui ha preso ispirazione per realizzare queste opere. Un bellissimo modo per riportare a Milano, dopo vent’anni di assenza, un grandissimo autore, anche grazie al sostegno della Fondazione che fa un lavoro meraviglioso e che ha voluto premiare la richiesta di una giovane galleria come la nostra con uno spazio perfetto per ospitare questa mostra.» 

Accompagna il progetto espositivo, un testo di Tommaso Trini nel quale, per la prima volta, vengono considerate le implicazioni e lo sconfinamento in altri ambiti che il lavoro di Castellani prevede, partendo dalle fondamenta sulle quali si regge il suo pensiero e arrivando a considerare le possibili connessioni con altre discipline. 

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ENRICO CASTELLANI | LE SUPERFICI E I FONDAMENTI 
a cura di Tommaso Trini
LOOM Gallery, Milano via Lazzaretto 15 
fino al 31 dicembre 2021