Il progetto prende avvio da una tradizione diffusa nell’ex Unione Sovietica, dove la lavorazione delle perline era insegnata ai bambini come attività manuale. Soldatova recupera questa pratica, portandola su di un piano concettuale: la perlina come unità minima di costruzione, modulo ripetuto che genera strutture organiche simili a coralli, intrecci intricati di natura e artificio. Non è un caso che questa tecnica venga chiamata proprio “corallo”: richiama radici, rami, organismi vivi, ma anche crescita lenta e stratificata.


Trasferitasi a Milano, durante gli studi di Terapeutica artistica all’Accademia di belle arti di Brera – in particolare per il corso di Cromatologia –, Soldatova riprende questa tecnica per un’opera dedicata al bianco, affrontandolo come colore del lutto attraverso una composizione di perline lattiginose e trasparenti. A questa segue Cascata, lavoro dedicato al blu: una discesa di perline leggere alla vista ma dense nella materia, dove il vetro conserva la sua gravità. Qui il tempo diventa tema centrale, evocato dal fluire dell’acqua, dal ritmo continuo della ripetizione.
Il processo creativo è infatti lento, meditativo. Ogni opera nasce da ore e ore di lavoro: una perlina dopo l’altra, in una pratica che è somma di moduli e genesi di forme complesse. Questa dimensione temporale, inscritta nella materia stessa delle opere, acquisisce peso reale, oltre che simbolico. Alcune composizioni, come quella in rosso, evocano il corpo: vene, sangue, un battito cardiaco che si percepisce.
Accanto alle installazioni, Soldatova sviluppa anche la serie fotografica Mimetizzazione, in cui le sue creazioni dialogano con l’ambiente naturale fino a confondersi con esso. È un gesto che riflette la sua identità di straniera, il desiderio di integrazione e adattamento a una nuova cultura. Le perline si fondono con piante, acqua, superfici, diventando parte del paesaggio.


La ricerca dell’artista si estende inoltre al design: in linea con il contesto del Fuorisalone, presenta oggetti funzionali come lampade rivestite di “coralli” neri, oltre a gioielli – collane e orecchini – e opere in parete. Tra le installazioni più suggestive spicca quella dedicata al bianco, declinato in molteplici stati: sospeso come una nuvola, cristallizzato come ghiaccio, immerso nell’acqua.
Blue Coral Art è un’indagine sulla trasformazione: del materiale, del gesto, dell’identità. Attraverso la ripetizione di un elemento semplice, Soldatova costruisce universi complessi, in cui natura e artificio intrecciandosi si confondono, dando vita a forme che sembrano crescere e muoversi sotto gli occhi di chi le guarda. È una pratica che unisce rigore e spontaneità, controllo e imprevedibilità, restituendo al tempo e alla manualità un ruolo centrale nella creazione artistica contemporanea.

