Annunciati i vincitori del PREMIO LILT per la Fotografia Contemporanea

Anna Nagy e Marilena Pisciella vincono la prima edizione del Premio LILT per la Fotografia Contemporanea, rispettivamente nelle categorie Professional ed Emergenti.

La cerimonia di premiazione si è tenuta presso la Sede Ascom di Bologna, all’interno di Palazzo Segni Masetti, alla presenza di Francesco Rivelli, presidente di LILT Bologna, Associazione promotrice del concorso. Ai fotografi partecipanti, in linea con il costante impegno della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, è stato chiesto di farsi portavoce di un importante messaggio di prevenzione e di cura, in momento storico in cui la fotografia è diffusa in maniera trasversale tra le generazioni.

Ad Anna Nagy (Budapest, Ungheria, 1985) è stato conferito il Primo premio Professional per il progetto Battere e levare con la seguente motivazione: «Per aver narrato la Metamorfosi come percorso positivo dal buio alla luce, dal rifiuto all’accettazione di una condizione che può migliorare, attraverso l’incontro con la ricerca scientifica, la conoscenza di sé e della ricostituzione del rapporto tra anima e corpo. Un’indagine profonda su un argomento complesso, che in questo lavoro viene affrontata in una messa in scena del corpo a corpo, riportata con dinamismo e ritmo vertiginosi, la cui risultanza è trasmessa da quell’effetto visivo perfettamente riconoscibile nelle immagini in movimento di una figura irrequieta, in una visione mai ferma, perché ripresa nel suo fluttuare incessante. L’impronta del corpo diviene traccia, testimonianza visibile, quindi tangibile, di aver vissuto fino in fondo una condizione e di essersi poi da lì mossa, per una trasformazione che ha dato vita ad un nuovo stato. Quest’ultimo rappresenta la consapevolezza che consente di riannodare i capi di un’antica scissione, di costituire un rigenerato equilibrio caratterizzato da inedita armonia e dirompente energia».

Marilena Pisciella (Winterthur, Svizzera, 1963) è stato conferito il Primo premio Emergenti per il progetto Se ne volò nel più sublime loco con la seguente motivazione: «Per aver rappresentato le diverse sfaccettature della malattia ed aver interpretato la terapia, come pratica medica e artistica, con un racconto originale, costruito da scatti e autoscatti, che partono dalla realtà e si articolano per i ricordi di infanzia e le astrazioni mentali. La storia personale diventa universale, perché accompagnata da intensa lucidità che si sofferma sul senso degli eventi, sui mutamenti del corpo, che si interroga sulla possibilità di sostare nel dolore, per non cadere nel tunnel della negazione, ma per esistere oltre la patologia e considerarla come elemento ‘residuale’ rispetto all’essere umano. Le immagini diventano espressione visiva per sublimare memorie e pensieri, quali aspetti predominanti della persona, che non cerca una via di fuga, semmai ha trovato la sua cura. La fotografia si afferma quale strumento per rimettere insieme i frammenti di un puzzle, per alleviare le ferite e dare forma ad acrobazie visive, contemporaneamente rivolte al ricordo, alla contemplazione e a quel che verrà».

Le opere vincitrici sono state selezionate da una giuria professionale presieduta da Shobha, fotografa di fama internazionale e vincitrice di due Word Press Photo, e composta da importanti studiosi e critici d’arte e fotografia, quali Benedetta Donato, Loretta Secchi, Massimo Mattioli ed Enrico Stefanelli. La commissione giudicatrice è stata coadiuvata da Francesco Rivelli, presidente di LILT Bologna, e da Anna Rosati, artista visiva e ideatrice del Premio, di cui ha curato la direzione artistica con la storica dell’arte Azzurra Immediato.

«Una delle maggiori soddisfazioni che porto con me rispetto a questa prima edizione del Premio LILT – ha dichiarato Francesco Rivelli – è aver incontrato, attraverso i tantissimi progetti fotografici partecipanti, oltre a quelli finalisti e vincitori, una forte e costante necessità di raccontarsi, in prima o terza persona, in relazione alla malattia oncologica o altro. Dinamiche tanto intime, complesse, hanno trovato contatto anche con tematiche affini riguardanti la Metamorfosi come status esistenziale che tocca tutto e tutti, nel tempo e nello spazio. La Fotografia e i suoi fautori ci hanno mostrato come l’immagine possa dire molto più di tante parole e questo, noi medici, lo sappiamo bene. L’universalità del messaggio lanciato dagli autori finalisti, dal Premio e dal legame Scienza e Fotografia come elemento terapeutico è una strada che LILT Bologna intende perseguire per guardare al futuro. Prevenire è vivere è il nostro motto e da oggi questi progetti ‘parleranno’ a molte persone, ai più giovani e non solo ed è questa la forza di cui sono orgoglioso».

La vincitrice della categoria Professional ha ricevuto un voucher del valore di 1.000.00 euro per l’acquisto di materiale fotografico presso Arcobaleno Foto Bologna e un abbonamento annuale a Rivista Segno, la rivista d’arte più longeva d’Italia. La vincitrice della categoria Emergenti ha ottenuto un voucher per una crociera presso Kairos Eventi e l’ingresso gratuito a Photolux Festival 2024.

Le opere di Anna Nagy e Marilena Pisciella, unitamente a quelle dei finalisti – Lucia Alessandrini, Serena Biagini, Matteo Bianchi, Francesco Dolci, Silvia Gaffurini, Sandra Lazzarini, Manuela Podda, Daniele Robotti, Beatrice Speranza, Alessandro Trapezio – saranno esposte a Bologna nel 2024 nell’ambito di un’esposizione collettiva. Tutti i lavori sono inoltre pubblicati nel volume dedicato, acquistabile presso la Segreteria del Premio LILT. Media partner del concorso è stata Rivista Segno, la rivista più longeva d’Italia. Per informazioni e donazioni: www.legatumoribologna.it.

Anna Nagy ha studiato fotografia presso l’Istituto Fotografus.hu. Nel 2006 si è trasferita a Roma e ha conseguito lauree in Filosofia ed Estetica. Dopo il dottorato, ha cambiato direzione e si è dedicata a film documentari. Dal 2018 al 2022 ha lavorato sulla produzione di film e documentari presso la Lambda Srl di Roma. Dal 2022 è docente all’Università Kodolányi.

Marilena Pisciella è psicoterapeuta psicanalitica. Da anni accosta al setting clinico la ricerca artistica e di autobiografia visiva, grazie al dispositivo ‘The Self-Portrait Experience’ di cui è facilitatrice. Nel 2017 una diagnosi di cancro. Oltre ai protocolli di cura ha esplorato, in quei 5 anni, il corpo dismorfico, il dolore e il perturbante, attraverso la trilogia ‘Inguardabile’: film, video, photobook.

Nata proprio a Bologna nel 1922, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori ha compiuto cento anni nel 2022. Cento anni di prevenzione e lotta ai tumori. LILT Associazione metropolitana di Bologna è una APS, iscritta al RUNTS, che opera senza fini di lucro per diffondere la “cultura della prevenzione” (primaria, secondaria e terziaria) come metodo di vita. Ha sede in Via F. Turati 67.

Testo e foto ©CSArt