Segno Abruzzo e dintorni 2026
Palazzo Reale Napoli, Alberto Biasi e altre visioni delle superfici. Hsiao, Rotta Loria, Tornquist. ph. Marco Baldassarre

Alberto Biasi, visioni geometriche al Palazzo Reale di Napoli

Nelle sale Belvedere del Palazzo Reale di Napoli, l’esposizione «Alberto Biasi e altre visioni delle superfici: Hsiao, Rotta Loria, Tornquist» traccia un intrigante cammino interpretativo.

Alberto Biasi e altre visioni delle superfici: Hsiao, Rotta Loria, Tornquist è una  mostra che vive di variazioni improvvise, dove la materia smarrisce ogni parvenza di immobilità per farsi puro respiro geometrico. Sotto l’attenta cura critica di Giovanni Granzotto, l’evento espositivo di Palazzo Reale celebra la straordinaria vivacità creativa di un maestro assoluto della percezione, affiancandolo a tre autorevoli esponenti della ricerca visiva internazionale. L’opera d’arte si spoglia qui della sua millenaria staticità, trasformando l’atto del guardare in un’esperienza trasformativa in cui chi osserva diviene compagno essenziale della genesi estetica.

L’universo geometrico orchestrato da Alberto Biasi stabilisce una relazione profonda con lo spettatore, sollecitato a ridefinire i confini della propria stabilità sensoriale. È sufficiente un impercettibile mutamento di prospettiva, un oscillare lieve dello sguardo o una minima deviazione del cammino per accorgersi che le superfici esposte ingannano dolcemente la retina. Le trame lineari si dilatano, si contraggono e si flettono, generando ondeggiamenti che sembrano scaturire da una misteriosa energia interna. Non si tratta di arte cinetica in senso stretto, come puntualizzato dallo stesso artista, bensì di un dinamismo intimo e profondo: le creazioni non possiedono un movimento meccanico proprio, ma prendono vita esclusivamente attraverso lo spostamento fisico del visitatore, la cui presenza fisica completa il senso profondo dell’opera.

Questa indagine metodica affonda le radici in una stagione culturale irripetibile, caratterizzata da un fervore collettivo che intendeva superare l’individualismo artistico a favore di una progettualità condivisa. Il sodalizio con le avanguardie del tempo, i fecondi legami con lo spazio Azimut di Piero Manzoni ed Enrico Castellani, e la storica partecipazione alle rassegne sull’arte programmata agli inizi degli anni Sessanta, testimoniano l’audacia di una ricerca che considerava l’opera non come statica rappresentazione, ma come fenomeno visivo in perenne divenire. Trentacinque significativi lavori selezionati, arricchiti da imponenti installazioni ambientali, restituiscono l’integrità di questo percorso teorico e formale, che ha guadagnato l’accesso definitivo alle collezioni dei più celebri musei del mondo, dal MoMA di New York al Centre Pompidou di Parigi.

L’esposizione partenopea si arricchisce inoltre di un dialogo serrato con le superfici ritmiche di Gilbert Hsiao, le rigorose tessiture di Claudio Rotta Loria e le sottili modulazioni cromatiche di Jorrit Tornquist, offrendo un panorama completo sulle declinazioni contemporanee della percezione. Si affiancano al percorso di un innovatore come Biasi e alla storicità di una sede che accoglie l’accordo mutevole della luce e del colore, confermando l’attualità di una ricerca che continua a scardinare le certezze del reale.

Apertura al pubblico fino al primo agosto.

Palazzo Reale Napoli, Alberto Biasi e altre visioni delle superfici. Hsiao, Rotta Loria, Tornquist. ph. Marco Baldassarre
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