Roma, MUSEO DEL MAXXI 03 02 2021 ©Musacchio, Ianniello & Pasqualini

“Una Storia per il Futuro. Dieci anni di MAXXI”

Una mostra immateriale sul percorso tracciato dal MAXXI nel suo primo decennio di vita.

Un’esposizione da attraversare fisicamente per ripercorrere idealmente i dieci anni della Fondazione MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo attraverso immagini, video, interviste d’archivio, testi e pubblicazioni. “Una Storia per il Futuro. Dieci anni di MAXXI”, a cura di Hou Hanru con il coordinamento curatoriale e scientifico di Elena Motisi, si propone, quest’obiettivo grazie ad un allestimento coinvolgente e sensoriale firmato dallo studio olandese Inside Outside di Petra Blaisse ubicandola nella galleria 4 del contenitore creato da Zaha Hadid: un’opera architettonica le cui audaci e sinuose forme hanno accolto la creatività contemporanea prodotta dalle differenti pratiche artistiche a noi coeve.

La mostra enciclopedica ha coinvolto tutto il team del MAXXI in un monumentale lavoro di ricerca iconografica e di sintesi durato oltre due anni, per raccogliere e organizzare un imponente archivio immateriale: panel, fotografie, filmati e cataloghi trasmettono all’utente molteplici stimoli coinvolgendolo in prima persona ed invitandolo a rileggere l’esperienza del museo – le mostre, le performance, le collezioni, gli eventi pubblici, i progetti educativi e editoriali – in relazione alle trasformazioni e all’evoluzione della società esplorando e perdendosi in una galassia di immagini, suoni, colori, proiezioni divenendo così parte attiva di questo brainstorming collettivo. Un percorso a ritroso per guardare avanti, esaminando la storia recente – non solo quella dell’istituzione culturale ma anche quella globale – per fare luce sul prossimo futuro. Hou Hanru, Direttore Artistico MAXXI, afferma infatti che: «Il MAXXI è il Foro Romano del nostro tempo, è un museo nella strada e una strada-museo, un dispositivo per generare idee creative, un luogo della memoria, una piazza pubblica, un giardino segreto dove tramare visioni per un futuro esaltante ma imprevedibile. È aperto alla città, al mondo e, naturalmente, a ogni individuo. È molteplicità di espressioni artistiche che confluiscono in una forma pura, in un’epoca di ibridazione culturale in cui la purezza non è più concepibile. In questo mondo, che volge sempre più verso il “virtuale”, il MAXXI è il luogo dove situarsi per radicarsi nel reale. È qui che ha inizio Una storia per il futuro.»

Entrando nella sala l’osservatore è posto dinanzi a MAXXI DNA: un grande poster che presenta la fitta costellazione di reti e connessioni di tematiche che hanno plasmato il DNA del museo, la sua anima e la sua identità. Si prosegue con un area a scacchi bianchi e neri, dedicata al MAXXI prima del MAXXI, ovvero il periodo tra il 2000 e il 2009, quando il museo era in costruzione ma era già in pieno fermento con le sue attività. Successivamente si arriva a TIMELINE: 14 banner sospesi e 11 monitor compongono la spina dorsale della mostra ovvero il punto di riferimento cronologico che aiuta a orientarsi nel magma dei contenuti e che come un’autostrada taglia in due la galleria, anche cromaticamente, metà bianca e metà nera. Ogni banner elenca, anno per anno, le varie attività del museo – mostre, eventi, performance, nuove opere acquisite, progetti educativi, di formazione e di public engagement – mentre i monitor trasmettono un montaggio di potenti fotografie in stile breaking news, realizzato in collaborazione con l’ANSA, con i principali eventi nazionali e internazionali avvenuti nello stesso anno col fine di restituire una corrispondenza tra i fatti del mondo e i temi sviluppati contemporaneamente dagli artisti e dagli architetti al MAXXI. A questo racconto lineare e cronologico, bianco e nero, si contrappone, sulla parete di fronte, ATLANTE:  un complesso puzzle di testi e fotografie composti e assemblati per temi (Il MAXXI e la Città, La Moltitudine, Mondi, Le Sfide della Realtà e Credete nell’innovazione?) – racchiusi da cornici di nastro adesivo, identificati da diversi colori e caratterizzati da una grafica dinamica, tipica dei linguaggi delle manifestazioni di strada – che racconta la ricchezza di suggestioni, riflessioni e connessioni innescate da opere e artisti ai temi sociali, economici, politici, ecologici della contemporaneità.

Oltre i colori e l’alternanza del bianco e nero contraddistingue l’esposizione la presenza di neon che, oltre a illuminare, catturano l’attenzione sul titolo e sulle grandi scritte (Città, Piazza, Mondi, Realtà, Credo) ispirate da alcuni momenti iconici delle recenti proteste per la libertà e la giustizia a Hong Kong.

Infine, quattro AMBIENTI monocromi e immersivi sono ubicati ai lati della sala: The Yellow Room presenta la storia orale del museo, realizzato in collaborazione con RUFA Rome University of Fine Arts e affidato allo staff del museo; mentre The Pink Room ospita una selezione di materiali d’archivio, interviste video con artisti, architetti e curatori che negli anni hanno lavorato al MAXXI; in The White Room i visitatori possono consultare oltre 200 tra libri e cataloghi prodotti dal MAXXI; fino ad arrivare in The Blue Room ovvero un luogo in cui si ha l’impressione di entrare virtualmente nelle mostre, nelle performance, nel vivo delle attività che si sono svolte al museo, grazie al Museum-scape, un viaggio virtuale realizzato grazie a un montaggio dei tanti video con cui il museo, nel corso degli anni, ha documentato la sua vita.

“Una Storia per il Futuro. Dieci anni di MAXXI”

a cura di Hou Hanru

fino al 04 agosto 2021

Fondazione MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo

Via Guido Reni, 4a – 00196 – Roma

orario: da martedì a venerdì h11:00-h19:00 – sabato, domenica, lunedì chiuso

tel: +39 06.324861

sito: www.maxxi.art

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu